Venezia in Serie A dopo 19 anni

Il Venezia soffre ma conquista comunque la Serie A che mancava dal 2002. Due anni fa era stato ripescato dopo il fallimento del Palermo

Il Venezia pareggia e, dopo il successo di misura dell’andata della finale dei playoff, può gioire per il ritorno in Serie A dopo 19 anni: il Cittadella è costretto ad alzare bandiera bianca nonostante il vantaggio iniziale sia di goal che di uomini, annullato in pieno recupero dall’1-1 finale.

Paolo Zanetti punta su Aramu nel tridente offensivo completato da Forte e Di Mariano, a centrocampo torna il gioiellino Maleh dopo il turno di squalifica. Venturato senza l’infortunato Baldini, sostituito da Beretta in tandem con Tsadjout. Gli ospiti giocano bene e spingono sull’acceleratore fin dai primi minuti, nel tentativo di trovare il goal che alimenterebbe la speranza. Timide proteste dei granata per due interventi dubbi nell’area lagunare non sanzionati da Orsato, ma l’amarezza viene spazzata via dalla rete del vantaggio: Iori suggerisce, Ceccaroni buca e permette a Proia di inserirsi alla grande con la zampata che supera Mäenpää.

La paura si impossessa dei giocatori del Venezia, rimasto in inferiorità numerica poco dopo la mezz’ora: follia di Mazzocchi che si fa ammonire due volte nel giro di pochi secondi, inutili le proteste contro Orsato che conferma la sua decisione. I padroni di casa sentono la tensione e vanno vicini a subire lo 0-2 con Ghiringhelli, sul cui tiro insidioso si accartoccia Mäenpää. I ragazzi di Zanetti si chiudono in attesa di qualche ripartenza da sfruttare, lasciando il pallino del gioco in mano al Cittadella che si riversa con vigore dalle parti di Mäenpää. Si tratta però di lampi più isolati e disordinati rispetto alla prima frazione, chiusa con una sensazione di superiorità schiacciante. Aramu esce e viene espulso dalla panchina per proteste, successive ad un contatto dubbio con protagonista Modolo: la maglia del difensore veneziano si allunga vistosamente ma Orsato, in ottima posizione, ritiene di non dover intervenire con l’assegnazione del penalty. Poco male, visto che il Venezia trova la forza di pareggiare con il nuovo entrato Bocalon al 93′ grazie ad un tocco che scavalca Kastrati: al triplice fischio può partire una festa attesa dal lontano 2002, dall’altra parte c’è delusione per la prima storica promozione tra i grandi sfumata a pochi metri dal traguardo.

Per il Venezia è un cerchio che si chiude: soltanto due anni fa la squadra della Laguna retrocedeva al playout contro la Salernitana, prima del ripescaggio a seguito del fallimento del Palermo. Da lì è iniziato un percorso che ha portato fino ad una promozione storica. L’ultima risaliva al 2001, con Cesare Prandelli in panchina. Vent’anni dopo è Zanetti a fare la storia.

ROSA:

Portieri:

12. Luca Lezzerini
1. Niki Maenpaa
22. Alberto Pomini
26. Riccardo Pigozzo

Difensori:

32. Pietro Ceccaroni
13. Marco Modolo
30. Michael Svoboda
6. Michele Cremonesi
15. Antonio Marino
14. Gian Filippo Felicioli
31. Giacomo Ricci
3. Cristian Molinaro
7. Pasquale Mazzocchi
2. Gabriele Ferrarini

Centrocampisti:

16. Luca Fiordilino
4. Anthony Taugourdeau
5. Antonio Vacca
29. Youssef Maleh
8. Jacopo Dezi
18. Domenico Rossi
33. Domen Crnigoj
10. Mattia Aramu
21. Lauri Ala-Myllymäki

Attaccanti:

17. Dennis Johnsen
20. Francesco Di Mariano
23. Harvey St Clair
19. Bjarki Steinn Bjarkason
70. Sebastiano Esposito
11. Francesco Forte
24. Riccardo Bocalon
28. Óttar Magnús Karlsson

Allenatore:

Paolo Zanetti

About the Author

Elisa Bencini
Elisa Bencini. Classe '89 laureanda in storia e tutela dei beni artistici a Firenze, ama il calcio e lo sport in generale e professa una fede sola: per la Fiorentina. Ha collaborato con alcuni giornali online, scrive per Sprint e Sport. E' la fondatrice e l'ideatrice del Blog dello Sportivo

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