Tadej Pogacar vince anche sul Col du Portet

La voleva questa seconda vittoria, la possibilità di alzare le braccia al cielo con la maglia gialla. Pogacar l’ha detto e l’ha fatto e ha vinto il tappo del Col du Portet dove si arrivava a 2250 metri di altitudine. Bravo Vingegaard a piazzarsi al 2° posto e a prendere l’abbuono in faccia a Carapaz. Staccati tutti gli altri, compreso Uran che perde il suo posto sul podio

Solita bagarre per andare in fuga: il primo a provarci è Wout Poels, carico per i punti della classifica scalatori, ma provano ad inserirsi anche Lorenzo Rota e addirittura Mark Cavendish. Alla fine viene via una fuga di 4 uomini: Pöstlberger, Perez, Godon e Danny van Poppel a cui si accodano Turgis e Chevalier. Niente da fare per Bernard che si rialza, mentre nel gruppo maglia gialla in forza tutta la Israel di Michael Woods a fare l’andatura. Al traguardo volante di Bagnères-de-Luchon ci sono a disposizione solo i 9 punti del 7° posto, con Matthews che batte Cavendish allo sprint. Comincia il Col de Peyresourde e partono subito Quintana e Poels, li segue Latour, ma il gruppo maglia gialla non lascia grande spazio e riprende i due in sfida per la maglia a pois.

Nel gruppo dei battistrada restano solo Perez e Godon che sognano l’impresa e passano indenni anche la seconda salita di giornata: il Col de Val Louron-Azet. Dietro però Pogacar continua a fare andare a tutta la sua squadra per recuperare il più possibile sulla fuga. Non si vedono invece gli uomini della Ineos Grenadiers che non vogliono accelerare il ritmo. Comincia il Col du Cortet e c’è solo Perez davanti, con meno di 4 minuti di vantaggio, troppo poco considerando che ci sono 16 km di salita e si arriva a quota 2250 metri di altitudine. Dopo Formolo, aumentano il ritmo McNulty e Majka fino al primo attacco di Pogacar a 8,4 km dall’arrivo. Inizialmente rispondono solo Vingegaard, Carapaz e Uran, ma alla seconda fiammata dello sloveno, Uran è costretto ad abbandonare il gruppo dei favoriti. Perez è ripreso e Pogacar ci prova ancora, ma Vingegaard e Carapaz non si muovono dalla sua ruota. Anzi, è lo stesso Vingegaard ad accelerare per accumulare più vantaggio possibile su Uran per il discorso podio. Pogacar intanto se la prende con Carapaz perché non dà mai un cambio, e piazza quindi la quarta e la quinta fiammata. Resta tutto invariato con Pogacar, Vingegaard e Carapaz a giocarsi la tappa. A -1,4 km ecco che parte Carapaz e questa fa male al danese della Jumbo Visma. Pogacar però lo segue e non gli lascia scampo. Vingegaard da dietro riesce a rientrare e parte la volata: vince Pogacar per distacco, con Vingegaard che si piazza 2° davanti a Carapaz rubandogli anche i secondi di abbuono.

ORDINE D’ARRIVO:
1. Tadej Pogacar UAE Team Emirates 5:03.31
2. Jonas Vingegaard Team Jumbo-Visma +0.03
3. Richard Carapaz Ineos Grenadiers +0.04
4. David Gaudu Groupama-FDJ +1.19
5. Ben O’Connor AG2R Citroen Team +1.26
6. Wilco Kelderman Bora-Hansgrohe +1.40
7. Pello Bilbao Bahrain-Victorious +1.44
8. Sergio Higuita EF Education-Nippo +1.49
9. Rigoberto Uran Ef Education-Nippo +1.49
10. Dylan Teuns Bahrain-Victorious +1.49

CLASSIFICA GENERALE:
1. Tadej Pogacar UAE Team Emirates 71:26.27
2. Jonas Vingegaard Team Jumbo-Visma +5.39
3. Richard Carapaz Ineos Grenadiers +5.43
4. Rigoberto Uran EF Education-Nippo +7.17
5. Ben O’Connor AG2R Citroen Team +7.34
6. Wilco Kelderman Bora-Hansgrohe +8.06
7. Enric Mas Movistar Team +9.48
8. Alexey Lutsenko Astana-Premier Tech 10.04
9. Guillaume Martin Cofidis +11.51
10. Pello Bilbao Bahrain-Victorious +12.53

About the Author

Elisa Bencini
Elisa Bencini. Classe '89 laureanda in storia e tutela dei beni artistici a Firenze, ama il calcio e lo sport in generale e professa una fede sola: per la Fiorentina. Ha collaborato con alcuni giornali online, scrive per Sprint e Sport. E' la fondatrice e l'ideatrice del Blog dello Sportivo

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