Sullo Zoncolan il riscatto di Chris Froome!

Chris Froome vince la 14^ tappa da San Vito al Tagliamento al Monte Zoncolan, precedendo sul traguardo Simon Yates e un grande Domenico Pozzovivo. Bene Dumoulin che prende solo 37″, altra batosta per Fabio Aru che accusa un ritardo di 2’23”.

Tappa per cacciatori di grandi imprese se ce n’è una. E per questo i tentativi di fuga si sprecano” fin dal km 0. Ci provano in tanti, tra cui Brambilla e Villella. Ma alla fine riescono ad andarsene questi sette: Francesco Gavazzi, Enrico Barbin, Mads Pedersen e Laurent Didier, Valerio Conti, Matteo Montaguti e Jacopo Mosca. Non erano partiti da San Vito al Tagliamento Tim Wellens e Tom Scully. Si vola anche oggi, con medie vicino ai 40 km/h.

Si sale subito, c’è il Gpm di terza categoria di Monte di Ragogna. Conti scollina per primo. Di pianura ce n’è davvero poca e nel gruppo c’è un po’ di nervosismo. Prima Matej Mohoric e poi il team Sky provano a soprendere tutti facendo il forcing in discesa, ma nessuno riesce a fare la differenza, nonostante inizialmente si stacchi un gruppetto di corridori. Montaguti si prende il Gpm di Avaglio quando la fuga raggiunge il suo massimo vantaggio, superando i 6 minuti. A 50 km dal traguardo inizia l’impegnativo Gpm di Passo Duron e si comincia a fare sul serio. Sunweb e Astana alzano il ritmo nel gruppo maglia rosa, assottigliando notevolmente il plotone, mentre davanti perdono contatto Pedersen e Mosca.

Il vantaggio dei fuggitivi scende inesorabilmente. Conti ha comunque una gamba superiore ai compagni d’avventura e vince anche i Gpm di Passo Duron e Ravascletto, entrando nella classifica per la maglia blu. Il corridore della UAE approccia lo Zoncolan con 1 minuto di margine sul gruppo in rimonta e in compagnia del solo Barbin. Da dietro, intanto, prova l’azione Igor Anton, vincitore su quest’ascesa nel 2011. Lo spagnolo va a prendere Conti, ma il loro destino è segnato: a 6 km dalla fine i migliori si riprendono la testa della gara.

Poels impone un ritmo severissimo, facendo una selezione inevitabile. Si stacca Dennis, fatica Carapaz e infine si sfila anche Fabio Aru. Il sardo ciondola a bocca aperta e perde inesorabilmente le ruote dei migliori quando mancano ancora 5 km alla fine. Ai -4 km arriva la prima stoccata di Chris Froome in questo Giro 101. L’inglese “frulla” alla sua maniera quando i big stanno salendo le pendenze più severe e riesce a fare il vuoto. Dietro di lui si forma un terzetto con Yates, Pozzovivo e Lopez. A 3 km dalla fine la maglia rosa decide di mettersi in proprio e si lancia all’inseguimento solitario di Froome. Nasce un testa a testa brutale e indecifrabile che continua fino al traguardo. Yates sembra avere la gamba per rientrare e al triangolo rosso dell’ultimo chilometro si porta a 20 metri dal connazionale. Ma Froome raccoglie le ultime energie rimaste, rilancia l’azione e trionfa da fuoriclasse sul traguardo più duro e ambito. 40 minuti tondi tondi: è questo il tempo impiegato dal britannico della Sky per completare la scalata del Kaiser. Solo Simoni nel 2007 ha fatto meglio.

ORDINE D’ARRIVO:
1. Chris Froome Team Sky 5:25.31
2. Simon Yates Mitchelton-Scott +0.06
3. Domenico Pozzovivo Bahrain Merida Pro CT +0.23
4. Miguel Lopez Astana Pro Team +0.25
5. Tom Dumoulin Team Sunweb +0.37
6. Thibaut Pinot Groupama-FDJ +0.42
7. Wout Poels Team Sky +1.07
8. Sebastien Reichenbach Groupama-FDJ +1.19
9. Pello Bilbao Astana Pro Team +1.35
10. Michael Woods Ef Education First-Drapac P/B Cannondale +1.43

About the Author

Elisa Bencini
Elisa Bencini. Classe '89 laureanda in storia e tutela dei beni artistici a Firenze, ama il calcio e lo sport in generale e professa una fede sola: per la Fiorentina. Ha collaborato con alcuni giornali online, scrive per Sprint e Sport. E' la fondatrice e l'ideatrice del Blog dello Sportivo

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