Simon Yates stacca tutti e vince a Sappada, fa tris al Giro

Simon Yates attacca due volte: prima a 18 km dal traguardo e poi a 17, il secondo scatto è quello buono. Restano al palo tutti i migliori, Aru cede definitivamente e va in difficoltà anche Froome. Per l’inglese è il terzo successo in questa corsa rosa dopo il Gran Sasso e Osimo.

Anche oggi la pianura è grande assente sul percorso affrontato dalla carovana. E i 4000 m di dislivello, con 4 Gpm, invogliano gli uomini-fuga a provare l’attacco da lontanissimo. Nei primi chilometri ci provano in tanti tra cui Poels, Conti e anche Fabio Aru. Ma il gruppo, tanto per cambiare, vola a velocità altissime e i tentativi falliscono uno dopo l’altro. Ci vogliono 70 km e il Gpm di Passo Mauria, vinto da Quentin Jauregui, per far decollare il fugone, composto da 24 corridori. Tanti nomi di spessore a dare credibilità all’attacco: da Diego Ulissi a Giovanni Visconti, passando per Alessandro De Marchi, Gianluca Brambilla e Giulio Ciccone. Il loro vantaggio ondeggia tra i due e i tre minuti.

La pioggia e il freddo rendono la gara più cruda. Giulio Ciccone ha la gamba migliore di tutti tra i fuggitivi e sull’impegnativo Gpm di Passo Tre Croci il suo forcing mette in crisi molti degli attaccanti. Solo Cherel, Dayer Quintana, Denz e in un primo tempo Nielands resistono. Ma il gruppo maglia rosa è lì. Michael Woods fa la sparata e impone una selezione pesante nel plotone dei migliori, dove restano solo una trentina di corridori. Il canadese si lancia all’inseguimento dei battistrada, mentre Ciccone vince senza problemi il Gpm.

Nella lunga discesa verso Auronzo di Cadore, resa più infida dalla strada bagnata, il duo Ag2R Cherel-Denz riesce ad avvantaggiarsi tirando a tutta. Ma prima Quintana e poi la coppia Ciccone-Visconti si riportano sulla testa della corsa, formando un quintetto alla base del Gpm di Passo di Sant’Antonio. Appena la strada torna a impennarsi, Ciccone riprende il suo ritmo e solo Denz riesce a tenere il suo passo. Ma la notizia arriva dal gruppo maglia rosa. Fabio Aru si stacca improvvisamente, iniziando il suo personale calvario quando mancano 33 km al traguardo e per un attimo si pensa possa anche ritirarsi. Arriverà a 19 minuti dal vincitore. Intanto Tom Dumoulin prova a saggiare la condizione dei big, mettendo un suo uomo a tirare. Restano in 22 nel plotoncino dei migliori.

Miguel Angel Lopez si mette in testa nella discesa dopo il Gpm e la sua azione mette in rete un pesce grosso: Chris Froome. L’inglese non rientrerà più. Sulla salita di Costalissoio il primo a partire è George Bennett, poi arriva la prima rasoiata di Yates. I big si riportano sulle ruote dell’inglese, ma al secondo attacco della maglia rosa non risponde nessuno. Mancano 17 km al traguardo e finisce anche l’avventura di Ciccone e Denz. Si forma un quintetto all’inseguimento del britannico, con Pinot, Pozzovivo, Dumoulin, Lopez e Carapaz. Ma mentre Yates vola, dietro si fatica a trovare un accordo e la maglia rosa guadagna secondi preziosi. La scalata verso Sappada si trasforma in un’altra cavalcata trionfale per il leader della classifica, che firma il suo personalissimo tris al Giro 101 dopo le tappe del Gran Sasso e di Osimo.

ORDINE D’ARRIVO:
1. Simon Yates Mitchelton-Scott 4:37.56
2. Miguel Lopez Astana Pro Team +0.41
3. Tom Dumoulin Team Sunweb +0.41
4. Domenico Pozzovivo Bahrain Merida Pro CT +0.41
5. Richard Carapaz Movistar Team +0.41
6. Thibaut Pinot Groupama-FDJ +0.41
7. Alexandre Geniez AG2R La Mondiale +1.20
8. Davide Formolo Bora-Hansgrohe +1.20
9. Pello Bilbao Astana Pro Team +1.20
10. Sam Oomen Team Sunweb +1.20

About the Author

Elisa Bencini
Elisa Bencini. Classe '89 laureanda in storia e tutela dei beni artistici a Firenze, ama il calcio e lo sport in generale e professa una fede sola: per la Fiorentina. Ha collaborato con alcuni giornali online, scrive per Sprint e Sport. E' la fondatrice e l'ideatrice del Blog dello Sportivo

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