Risultati e tabellini della Top 16 di Eurocup

Risultati e tabellini della Top 16 di Eurocup.

Reggiana – Lyon-Villeurbanne 75-68
(18-15, 14-18, 22-18, 21-17)

Reggiana: Della Valle 19, Llompart 9, Wright 9, Cervi 8, Markoishvili 7, Wright 7, Nevels 6, White 6, Reynolds 4. All. Menetti.

Lyon-Villeurbanne: Harper 14, Kahudi 13, Slaughter 10, Watkins 10, Roberson 9, Noua 5, Lang 3, Lighty 3, Nelson 1. All. Parker.

Super vittoria per Reggio Emilia che supera l’Asvel Villeurbanne e stacca così il pass per i quarti di finale di Eurocup, come prima del girone H. Impresa firmata soprattutto da Amedeo Della Valle e Pedro Llompart. Buono anche l’apporto di Chris Wright, al rientro dopo un mese di stop e protagonista nell’azione che a 14” dalla fine ha portato al recupero decisivo su Harper. La squadra allenata da TJ Parker esce a testa alta dalla manifestazione, con Kahudi e Roberson ultimi ad arrendersi. Della Valle segna 6 punti consecutivi nel buon avvio dei suoi, ma l’Asvel reagisce immediatamente con Slaughter e Harper agganciando il primo vantaggio. Reggio fa fatica con la difesa a uomo e schiera la zona 3-2 che propizia un break di 8-0 griffato da Cervi. Le triple di Harper e Roberson rovinano però i piani di coach Menetti e Villeurbanne va al riposo in vantaggio. Llompart detta i ritmi a suon di assist e la Grissin Bon piazza un parziale di 10-2 che sembra una fuga quando White realizza in contropiede. Kahudi guida i suoi fino al -1, ma poi Chris e Julian Wright irrompono nel match e in coppia siglano un 9-1 che illude nuovamente i reggiani. Si accende Roberson che inventa fino al -2. Qui arrivano 5 punti consecutivi di un super Della Valle, subito tamponati dall’Asvel. Julian Wright va in lunetta e fa 1/2 e sull’attacco successivo Chris Wright ruba la palla ad Harper e lancia Llompart che a 14” dalla sirena appoggia comodamente al tabellone. Roberson scheggia il ferro con il tiro da 3 e White dalla lunetta cristallizza il punteggio finale. La Grissin Bon è ai quarti dove incontrerà una fra Torino e Zenit San Pietroburgo.

Trento – Lokomotiv Kuban 71-74
(14-19, 13-17, 18-21, 26-17)

Trento: Gutierrez 17, Shields 13, Hogue 13, Franke 11, Sutton 8, Forray 3, Flaccadori 2, Gomes 2, Silins 2. All. Buscaglia.

Lokomotiv Kuban: Broekhoff 13, Elegar 10, Collins 10, Babb 9, Qvale 8, Ragland 7, Khvostov 7, Baburin 3, Ivlev 3, Kulagin 3, Lacey 1. All. Obradovic.

L’Aquila Basket saluta l’Eurocup con una sconfitta inchinandosi al Lokomotiv Kuban. Nel giorno della festa del capitano Toto Forray, giunto a quota trecento presenze in maglia bianconera, i trentini, già eliminati dalla corsa ai quarti di finale, hanno dovuto cedere alla corazzata russa, unica squadra ancora imbattuta nella competizione. Decisiva è stata una tripla di Ragland arrivata a 22 secondi dal termine. Nonostante la sconfitta, la formazione guidata da Buscaglia ha mostrato progressi interessanti, sulla scia dei miglioramenti che si erano visti nelle ultime vittorie esterne ottenute sui campi di Brescia e Zagabria. Prima della palla a due il capitano Toto Forray viene premiato dal presidente Longhi e riceve la standing ovation del suo pubblico. A inizio gara i russi mostrano subito la loro qualità, eseguono con ordine e dopo nemmeno due minuti vanno sull’8 a 0. L’unico che prova una reazione in casa aquilotta è Dustin Hogue, che sotto le plance ha un buon impatto e tiene i suoi a galla. Nonostante la partita non abbia alcun significato il Kuban in apertura di secondo quarto allunga grazie ai canestri di Broekhoff ed Elegar. Per i padroni di casa a reagire è il solito Hogue, che a fine primo tempo è già a quota 13 punti, ma l’Aquila non fa mai canestro dall’arco e all’intervallo i russi conducono per 27-36. Gutierrez apre il secondo tempo segnando, ma Broekhoff e Kulagin rispondono tenendo a distanza di sicurezza i russi. Sutton prova a riportare definitivamente l’Aquila in gara con la schiacciata che vale il meno cinque. Il Kuban è squadra di un’altra categoria, Babb e Ragland in un amen riportano il Lokomotiv oltre la doppia cifra di vantaggio. Sul finale di quarto Shields con un paio di bei canestri prova a tenere a contatto l’Aquila, ma Broekhoff chiude il quarto con la tripla che vale il 45-57 del 30’. In apertura di ultima frazione Sutton e Shields mettono in piedi un parziale di 8-0 che riporta definitivamente i bianconeri in partita. Obradovic ferma la gara, ma al rientro in campo Gutierrez è scatenato e arriva a siglare il canestro che a 29” vale il 69 pari. Per i trentini questa è solo un’illusione, visto che al rientro in campo Ragland mette la tripla che decide la partita.

Torino – Zenit Petersburg 73-87
(22-18, 25-18, 9-29, 17-22)

Torino: Garrett 21, Patterson 17, Washington 13, Iannuzzi 8, Vujacic 4, Mazzola 3, Okeke 3, Poeta 2, Mbakwe 2. All. Galbiati.

Zenit Petersburg: Karasev 17, Simonovic 14, Kuric 13, Voronov 12, Gordon 6, Valiev 6, Whittington 6, Harper 5, Griffin 4, Barinov 2, Vikhrov 2. All. Karasev.

Non basta un ottimo primo tempo alla Fiat contro San Pietroburgo. Torino parte forte, gioca un grande basket per venti minuti e accarezza il sogno di vincere con almeno 12 punti di scarto che avrebbe voluto dire qualificazione al turno successivo di EuroCup. Poi però, proprio sul più bello, subisce il ritorno dei russi che infliggono un parziale da 9-29 nel terzo quarto e ribaltano la situazione conquistando il diritto di proseguire il loro cammino europeo. Mentre a Torino rimane solo la delusione della sesta sconfitta consecutiva. Finisce 73-87, e per la Fiat è il momento dei saluti all’Europa. “Let’s start all together again” recitano i cartelli esposti dai tifosi gialloblù; e per venti minuti la reazione della Fiat – guidata in panchina per la prima volta da Paolo Galbiati, promosso head coach dopo le dimissioni di Charlie Recalcati – è eccellente. L’avvio è stentato, ma la reazione è super, fino al 22-18 della prima pausa. Nel secondo quarto Torino accarezza il sogno di fare il colpaccio, allunga progressivamente fino al +14 sul 45-31 del 19’. All’intervallo lungo l’Auxilium è avanti di 11 ma nella ripresa la partita cambia padrone: i russi che rientrano dallo spogliatoio sembrano tutta un’altra squadra mentre Torino perde lucidità. Allo Zenit bastano 90 secondi per tornare a galla, mentre il sorpasso russo è dietro l’angolo, e arriva al 25’ sul 51-52. Da quel momento il solco si allarga e il finale di gara per la squadra russa è passerella, con Torino che prova a rifarsi sotto ma, complice anche qualche discutibile fischio arbitrale, non riesce a rifarsi sotto.

About the Author

Elisa Bencini
Elisa Bencini. Classe '89 laureanda in storia e tutela dei beni artistici a Firenze, ama il calcio e lo sport in generale e professa una fede sola: per la Fiorentina. Ha collaborato con alcuni giornali online, scrive per Sprint e Sport. E' la fondatrice e l'ideatrice del Blog dello Sportivo