Risultati e tabellini della VII giornata di Eurocup

Risultati e tabellini della VII giornata di Eurocup

Ratiopharm Ulm – Germani Basket Brescia 88-76
(19-18, 24-12, 22-27, 23-19)

Ulm: Osetkowski 32, Petrucelli 13, Gunther 12, Caupain 8, Obst 8, Heckmann 6, Landers 3, Holman 2, Krause 2, Wilkins 2. All. Lakovic.

Brescia: Chery 15, Bortolani 12, Cline 11, Sacchetti 10, Burns 8, Moss 7, Ristic 6, Vitali 4, Parrillo 3. All. Esposito.

CRONACA:

Brescia cozza in maniera dolorosa contro la serata magica di Dylan Osetkowski, big-man dinamico e tuttofare già pronto al salto di categoria atteso nella prossima stagione: il suo referto recita 32 punti, con 7 rimbalzi, 7 falli subiti, 5/7 da due, 4/5 dall’arco, 10/10 in lunetta e 41 complessivo di valutazione in 29′, cifre pazzesche che spiegano anche da sole l’impatto avuto su una partita azzannata sin dal primo possesso. Promossi anche John Petrucelli e Per Günther, spina nel fianco per la difesa bresciana con le sue accelerazioni dal palleggio per puntellare l’attacco tedesco nei momenti di riposo di Osetkowski in panchina. Ancora priva di Tyler Kalinoski e Drew Crawford, Brescia lamenta per lunghi tratti di gara le ovvie lacune offensive sul perimetro già mostrate domenica nel match di campionato perso contro Milano. L’attacco fatica a costruire vantaggi dal palleggio contro la prima linea difensiva molto fisica dei torelli Caupain e Landers, la front-line soffre mancanza di chili e atletismo e Dusan Ristic, già in enorme difficoltà al Forum, conferma il momento di involuzione rivelandosi facile bersaglio per le giocate in pick’n’roll di Ulm nel secondo periodo, quando, con tante azioni chiuse al ferro, viene costruito il primo break importante della serata.

Ispirata da una fiammata di Kenny Chery e dalla precisione al tiro di Giordano Bortolani, Brescia ritrova fiducia offensiva nel terzo periodo per rispondere al -16 di inizio ripresa. I larghi brani di zona match-up schierati da coach Esposito contribuiscono a frenare l’attacco avversario e, quando David Moss rispolvera cinque minuti difensivi d’antan uniti a un paio di giocate di forza di Cline e Burns, e Osetkowski fatica a riprendere confidenza con il ritmo-partita dopo una sosta in panchina, ecco arrivare la rimonta fino al -2. Nel momento decisivo, però, la Germani torna a mostrare tutte le difficoltà di un attacco spuntato e rotazioni corte: un paio di palle perse banali per infrazione di passi e due triple scagliate sul ferro senza costruzione di gioco permettono a Ulm di riprendere slancio con un contro-break di 10-2 coronato da una tripla pazza di Caupain a due minuti dalla sirena. È il colpo del definitivo ko.

Lokomotiv Kuban -Segafredo Virtus Bologna 83-89
(22-27, 22-22, 24-16, 15-24)

Lokomotiv Kuban: Hervey 21, Crawford 15, Williams 15, Cummings 13, Kalnietis 12, Ilnitskiy 7. All. Pashutin.

Virtus Bologna: Teodosic 29, Tessitori 15, Pajola 12, Gamble 10, Weems 10, Adams 7, Ricci 6. All. Djordjevic.

CRONACA:

La gara della Basket Hall tra le due migliori squadre del torneo inizia sui binari dell’equilibrio, l’avvio del Kuban è piuttosto molle mentre la Virtus si affida a Pajola, Tessitori e Weems e tiene la testa avanti, poi entra Teodosic e firma l’allungo sul 27-20, che diventa 27-22 alla prima pausa. Nel secondo periodo il Lokomotiv gira un paio di viti in difesa, soprattutto trova una spinta da Kevin Hervey, assente all’andata, e i russi risalgono fino alla parità sul 36-36 dopo aver toccato il -8: è l’ex milanese Kalnietis a infilare la tripla del pareggio. La Segafredo non sta a guardare, Pajola risponde con 4 punti di fila, poi tocca a Weems e infine Tessitori insacca la prima tripla della sua Eurocup per il vantaggio bianconero all’intervallo, 49-44.

La ripresa vede la Virtus allungare subito fino a +10 grazie ai soliti Pajola e Tessitori, la squadra di Djordjevic però non allarga la forbice e così il Lokomotiv riesce a destarsi dopo quasi quattro minuti. La tripla di Cummings per il -7 apre il parziale clamoroso dei russi di 18-0 con altre tre bombe del bollente Hervey. Bologna piomba a -8 ma è bravissima a restare a galla e, nonostante il tiro da tre non entri praticamente mai, sono Tessitori e il solito Teodosic a riportare la squadra fino al -3 del 30′, 68-65. Il quarto quarto è intensissimo, la Virtus sfrutta l’inerzia e completa un 8-0 per il 73-68, il Kuban non trova più il bandolo della matassa e così la Segafredo mette le mani sul match: sono Teodosic a Weems con due “rare” triple a firmare il +6 sull’81-75 scava il solco decisivo, poi Gamble e ancora Milos coi liberi fanno +10 sull’85-75. Nel finale Kalnietis prova a riaprire tutto con due missili siderali per il -4, ma Adams stoppa la rimonta coi liberi e infine Gamble ma fa calare il sipario sul match con la schiacciata dell’89-81.

Promitheas Patrasso – Dolomiti Energia Trento 80-89
(17-17, 24-24, 18-28, 21-20)

Promitheas: Agravanis 22, Miller 22, Mantzoukas 9, Faye 8, Agbelese 7, Lountzis 6, Mantzaris 6. All. Giantras.

Trento: Sanders 22, Browne 15, Morgan 14, Martin 13, Ladurner 8, Maye 6, Conti 5, Williams 4, Forray 2. All. Brienza.

CRONACA:

Il sogno di Trento continua, anzi, ora si fa ancora più grande. Perché il successo corsaro sul campo dei greci del Promitheas Patrasso vale, oltre al mantenimento dell’imbattibilità in coppa con un record di 6-0, anche il matematico passaggio alle Top 16 in virtù del vantaggio già acquisito nel doppio confronto con lo stesso Promitheas e i turchi del Bursaspor. La partita, giocata in condizioni complesse per entrambe le squadre a causa delle positività al coronavirus e all’infortunio che toglie JaCorey Williams dalla contesa alla metà del primo periodo, si risolve in un capolavoro tattico di coach Brienza. Dopo aver cavalcato a lungo un Maximilian Ladurner straordinario nel contrastare un Promitheas comunque esperto, tosto e stazzato vicino a canestro, risponde al furioso tentativo di rimonta avversaria dal -10 dell’ultimo mini-riposo schierando un quintetto di soli esterni, con Kelvin Martin nel ruolo di finto 5: la difesa tiene potendo mettere enorme pressione sul pallone e ruotando con aggressività sul perimetro, e l’attacco si spazia in maniera ottimale, affettando un Promitheas rimasto fedele all’assetto classico e incapace di reggere in rapidità e reattività sui cambi difensivi e ribaltamenti di lato.

Victor Sanders è l’uomo più appariscente, esploso con 22 punti, 15 dei quali nel solo secondo tempo, dove torchia la difesa avversaria alternando triple fulminee dal palleggio ad accelerazioni brucianti per chiudere al ferro. Sontuosa la serata di Kelvin Martin, capace di alternare alla perfezione la bidimensionalità del proprio gioco: dopo un primo tempo in cui funge spesso da leader offensivo di squadra, chiude concentrandosi esclusivamente sulla metacampo difensiva, reggendo in maniera splendida contro avversari più fisici di lui. Pregevole il lavoro di Gary Browne, così come mortifere sono le fiammate di Jeremy Morgan, resuscitato dopo un primo tempo opaco in una ripresa in cui spara tutti i suoi 14 punti con 4/6 dall’arco.

A prescindere dalle giocate dei singoli, a fare la differenza nel complesso sono ancora una volta i valori di squadra: difesa, intensità, coralità, coesione e compattezza del gruppo, emersi in maniera evidente in occasione dei due break decisivi della partita. Dopo un primo tempo all’insegna dell’equilibrio, Trento piazza la prima spallata costruendo un parziale di 0-11 in apertura di ripresa, tenendo il Promitheas senza punti per oltre 4’30” di gioco. Rimontata nella prima parte dell’ultimo periodo, quando paga forse un approccio troppo sicuro dopo il +10 dell’ultimo riposo, l’Aquila rispolvera le stesse armi per fuggire di nuovo nel finale con un contro-break di 8-16 in risposta al -1 con cui i greci sembravano poter coronare un lungo inseguimento.

About the Author

Elisa Bencini
Elisa Bencini. Classe '89 laureanda in storia e tutela dei beni artistici a Firenze, ama il calcio e lo sport in generale e professa una fede sola: per la Fiorentina. Ha collaborato con alcuni giornali online, scrive per Sprint e Sport. E' la fondatrice e l'ideatrice del Blog dello Sportivo

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