Risultati e tabellini della Top 16 II giornata di Eurocup

Risultati e tabellini della Top 16 II giornata di Eurocup

Umana Reyer Venezia – Germani Basket Brescia 68-60
(20-13, 13-9, 21-16, 14-22)

Venezia: Chappell 19, Watt 15, Bramos 11, De Nicolao 8, Stone 5, Daye 4, Vidmar 4, Udanoh 2. All. De Raffaele.

Brescia: Zerini 13, Abass 12, Lansdowne 11, Silins 6, Sacchetti 5, Warner 5, Cain 4, Moss 3, Laquintana 1. All. Esposito.

CRONACA:

Ritorna al successo in EuroCup l’Umana Reyer Venezia, interrompendo peraltro il momento d’oro della Germani Basket Brescia. Cominciano meglio i padroni di casa, trascinati soprattutto dalle giocate di Jeremy Chappell e da un’ottima selezione nelle scelte offensive. Brescia paga un po’ di confusione in fase di possesso e sbaglia 5 bombe consecutive, scivolando così a -11 a 2’ dalla fine della frazione iniziale. Ojar Silins sblocca la formazione di coach Esposito da oltre l’arco dei 6.75 e corona un break di 0-5, ma è soprattutto Andrea Zerini a caricarsi sulle spalle un attacco che segna 13 punti nel quarto. Gasper Vidmar fa la voce grossa a rimbalzo offensivo, ma l’Umana Reyer non riesce a tramutare in punti gli extra-possessi a disposizione, subendo invece un altro break che costringe coach De Raffaele al timeout dopo 2’ di 2° periodo. Venezia forza qualche turnovers di troppo e non segna fino al 14’, quando Michael Bramos si costruisce una gran tripla dal palleggio e interrompe il parziale avversario. Le triple permettono agli oro-granata di allungare nuovamente, ma è la schiacciata di Mitchell Watt a mettere il punto esclamativo e a rilanciarli sul +11 a metà partita.

Chappell riprende a martellare canestri in apertura di ripresa, ma sono le giocate di Austin Daye e Watt a lanciare l’Umana Reyer sul +18 a metà 3° quarto. Coach Esposito ricorre al timeout, viste le evidenti difficoltà difensive della sua squadra, ma Watt continua a essere un rebus irrisolvibile per i biancoblu. La Germani sfrutta però bene i molti viaggi in lunetta che la difesa avversaria le concede, ma non può evitare di chiudere sul -16 al 30’ di gioco, complice soprattutto la pessima percentuale dal campo. Zerini – sicuramente il migliore tra le file di Brescia – è protagonista unico di un break di 0-5, dando così un senso agli ultimi 7’ di gara. Awudu Abass piazza 2 schiacciate in fila e cerca di ridare verve all’attacco biancoblu, trascinando Brescia al nuovo -10 a 3’ dal termine dei tempi regolamentari. Andrea De Nicolao corona l’ennesima ottima prova stagionale col canestro che suggella il successo oro-granata e rende inutili le successive sfuriate avversarie, firmate ancora da Abass. Chappell si prende la palma di MVP, ma buone prove anche di Watt e di Bramos. Per Brescia 13 punti di Zerini e 12 di Abass, ma anche un 2/18 da 3 di squadra.

Dolomiti Energia Trento-Partizan Belgrado 58-83
(12-24, 16-23, 12-14, 18-22)

Trento: Blackmon 12, Craft 10, Mian 10, Forray 6, Knox 6, Gentile 4, Kelly 4, King 4, Pascolo 2. All. Brienza.

Partizan: Paige 11, Zagorac 11, Jankovic 9, Jaramaz 9, Thomas 9, Trifunovic 9, Bircevic 8, Walden 5, McAdoo 4, Gordic 3, Velickovic 3, Mosley 2. All. Trinchieri.

CRONACA:

Match indirizzato già nel primo periodo, 24-12 per il Partizan, poi nel secondo quarto la squadra ospite allarga la forbice fino al 47-28 dell’intervallo con percentuali al tiro torride, 10 su 13 da due e 8 su 14 da tre. La ripresa si trasforma in un “allenamento agonistico” e le due squadre terminano con le seconde e terze linee sul parquet. Sono tre i giocatori in doppia cifra per Trento, che chiude con un disastroso 5 su 28 da tre: Blackmon con 12 punti, Craft e Mian con 10. Nel Partizan, che invece tira col 57% da due e 10 su 21 da tre, i migliori sono Zagorac e Paige con 11 punti.

In avvio è Gentile a rispondere alle iniziative dell’ex sassarese Thomas, ma Zagorac e Jankovic firmano un immediato +10 per gli ospiti, poi dopo due canestri in fila di Knox per il -6 entra Paige e spacca il match con due bombe per il 24-12 alla prima pausa. Nel secondo quarto Forray mette la bomba del -9, poi Pascolo e King hanno dei flash per restare a -10, ma il Partizan ha una marcia in più, martella dall’arco con Zagorac, Bircevic e Paige, e arriva fino al +21, che diventa -19 sul 47-28 all’intervallo lungo. Nella ripresa Blackmon e Craft provano a tenere in corsa Trento, gli ospiti però non abbassano la guardia, Velickovic mette la tripla del +20 e poi nell’ultimo periodo c’è spazio per le giocate di Mosley e dell’ex torinese McAdoo, al debutto coi bianconeri serbi. Il finale è 83-59, è festa per la bollente tifoseria serba accorsa a Trento, è una serataccia invece per i sostenitori dell’Aquila.

Segafredo Virtus Bologna-Darussafaka Tekfen Istanbul 83-72
(20-14, 27-19, 12-19, 24-20)

Virtus Bologna: Teodosic 19, Gamble 15, Weems 11, Hunter 9, Cournooh 8, Baldi Rossi 8, Markovic 7, Ricci 6. All. Djordjevic.

Darussafaka: Lamb 16, Colson 13, Guler 13, Hamilton 8, Browne Ozdemiroglu 5, Ozmizrak 5, Jones 3, Veyseloglu 2. All. Selcuk.

CRONACA:

La Virtus Bologna supera il Darussafaka Istanbul in una serata di strappi, scoppiettii, ma anche brusche frenate che rendono il +9 finale fin troppo stretto in ottica doppio confronto: perché all’approccio famelico con quel 17-4 dal retrogusto di pura vendetta per il tracollo di Belgrado, non segue poi un pieno controllo del ritmo-partita che avrebbe potuto disegnare un copione ben differente. La Virtus fa e disfa ballando su un’altalena tecnica ed emotiva che sembra contagiare tutti gli effettivi: Stefan Markovic alterna grandi visioni a errori banali, Milos Teodosic raccoglie bottino in lunetta in una serata nervosa per la difesa fisica degli avversari che lo costringe anche a 5 perse e un misero 1/8 dall’arco, Kyle Weems si spegne dopo un primo tempo extra-lusso piegandosi sotto 4 perse e 4 falli, mentre la front-line di lunghi, nonostante l’ottima produzione offensiva, fatica a contenere l’esuberanza fisica di un Darussafaka quasi spiritato a rimbalzo offensivo. Dal quel 17-4 iniziale frutto di una serie di perle di Markovic unite a una difesa marmorea che costringe i turchi a cominciare la partita con 10 errori consecutivi al tiro, scaturisce un primo contro-break ospite illuminato dalle schiacciate di Jonathan Hamilton per il 20-14 di fine primo quarto e un nuovo riallungo virtussino ispirato dalla mano magica di Weems: all’intervallo lungo, il tabellone dice 47-33 Virtus con un secondo parziale da 27 punti e un attacco che gira a meraviglia con grande distribuzione delle responsabilità, nonostante i continui raddoppi organizzati dal Darussafaka per limitare la regia di un Teodosic meno brillante del consueto. La tendenza vorrebbe una Bologna pronta a spaccare definitivamente la partita a inizio ripresa, e invece è il Dacka a metterla sul fisico e sulla rumba, mandando con costanza tre rimbalzisti d’attacco in area e alzando l’intensità della difesa e dei contatti su Markovic e Teodosic. Ne esce un terzo periodo di bassa qualità tecnico-tattica, segnato da triple sbagliate, palle perse in quantità industriale e bollori dei playmaker bianconeri, piccole crepe mentali su cui gli ospiti capitalizzano per rientrare fino al -7 del 30′. I nervi di Markovic saltano definitivamente a inizio quarto periodo, ma per sua fortuna è Julian Gamble a rintracciare lo spartito di una Bologna tornata sul parquet con la faccia cattiva: immediato break di 9-2 per riallargare la forbice e palla poi sempre messa in cassaforte nelle mani di Teodosic per chiudere i conti dalla lunetta.

About the Author

Elisa Bencini
Elisa Bencini. Classe '89 laureanda in storia e tutela dei beni artistici a Firenze, ama il calcio e lo sport in generale e professa una fede sola: per la Fiorentina. Ha collaborato con alcuni giornali online, scrive per Sprint e Sport. E' la fondatrice e l'ideatrice del Blog dello Sportivo

Più letti

Articoli a Random

Facebook

Twitter