Risultati e tabellini della II giornata di Eurocup

Risultati e tabellini della II giornata di Eurocup

Dolomiti Energia Trento – Promitheas Patrasso 78-51
(15-18, 21-11, 19-10, 23-12)

Trento: Maye 15, Williams 12, Mezzanotte 10, Browne 8, Forray 8, Martin 7, Conti 6, Morgan 6, Sanders 4, Ladurner 2. All. Brienza.

Promitheas: Lountzis 16, Agravanis 9, Agbelese 8, Giannopoulos 8, Miller 4, James 2, Manttzoukas 2, Tanoulis 2. All. Giatras.

CRONACA:

L’avvio di gara al PalaTrento non è dei migliori per la Dolomiti Energia che soffre la fisicità del Promitheas e finisce anche a -9. L’ingresso di Maye e Forray, e l’energia di Martin, aiutano l’Aquila a destarsi e arriva la rimonta fino al -3 di fine primo quarto. Nel secondo quarto la tripla di Conti vale il sorpasso sul 20-18, i greci restano a contatto fino alla schiacciata di Williams del 30-29, poi prima dell’intervallo arrivano una bomba e tre liberi di Morgan per il 36-29 con cui si torna negli spogliatoi.

Nella ripresa l’inerzia è tutta della Dolomiti Energia che ha un’altra marcia e scava subito il break: quattro bombe, due di Maye e due di Browne, accendono il PalaTrento e l’Aquila vola via fino al +17 sul 50-33. Il Promitheas è alle corde, Giannopoulos segna dall’arco il momentaneo -14 ma ormai è tutta discesa per Trento che in avvio di ultimo quarto dilaga fino al +26 con 7 punti filati di Mezzanotte e 5 di capitan Forray, indemoniato. Nel finale la squadra di Brienza tocca il massimo vantaggio sul +31 con l’ennesima tripla e i canestri dei giovani Ladurner e Conti, poi è Sanders a fissare il punteggio sul 78-51 con una bella schiacciata a due mani.

Partizan Nis Belgrado – Umana Reyer Venezia 95-73
(23-23, 19-20, 33-15, 20-15)

Partizan: Thomas 22, Miller-McIntyre 18, Jaramaz 17, Mika 8, Paige 8, Mosley 6, Jankovic 5, Zagorac 4, Dangubic 3, Gordic 2, Jankovic 2. All. Scepanovic.

Venezia: Watt 16, Bramos 11, Chappell 9, Cerella 8, Tonut 8, Vidmar 8, Daye 5, Fotu 3, Stone 3, Casarin 2. All. De Raffaele.

CRONACA:

Ed è proprio la cattiveria agonistica a fare la differenza in una partita dove il contesto tecnico-tattico sembra quasi passare in secondo piano. Il Partizan approccia la gara in maniera più pronta e famelica, giocando sin da subito le carte della fisicità e della durezza difensiva, caratteristiche che si sono sempre sposate con la tradizione di una squadra terribile da affrontare in trasferta. La Reyer ha la forza di reggere la prima ondata anche grazie alle percentuali bassissime degli avversari dall’arco, ma non ha risorse e risposte adeguate sul lungo periodo, quando le palle perse, l’inferiorità a rimbalzo, la leggerezza di una prima linea difensiva che fatica nel contenere le percussioni di Codi Miller-McIntyre e Ognjen Jaramaz e i problemi di falli che tempestano il reparto lunghi costringendo coach De Raffaele a rivoluzionare le rotazioni, spostano in maniera netta, rapida e perentoria l’equilibrio sul piatto serbo della bilancia.

Ribaltato il -1 dell’intervallo lungo in un +17 all’ultimo mini-riposo, il Partizan continua ad aggredire soffocando anche l’ultimo disperato tentativo di passaggio a zona 3-2. Venezia crolla psicologicamente mostrando brutti segnali dal linguaggio del corpo, continua a gestire possessi con confusione e leggerezza, alza gli ormeggi sulla prima linea difensiva e sprofonda fino al -26. Serve la sterzata del veterano, Bruno Cerella, per mettere una piccola toppa a una falla ormai chilometrica e cercare di rosicchiare qualcosa nel finale.

Germani Basket Brescia – Ratiopharm Ulm 87-84
(19-28, 21-11, 22-28, 14-9, 11-8)

Brescia: Chery 17, Burns 16, Cline 14, Ristic 12, Crawford 9, Moss 7, Sacchetti 7, Kalinoski 2, Parrillo 2, Vitali 1. All. Esposito.

Ulm: Obst 22, Caupain 18, Osetkowski 18, Holman 10, Petrucelli 10, Diallo 2, Heckemann 2, Philipps 2. All. Lakovic.

CRONACA:

La gara del PalaLeonessa non inizia bene per Brescia visto Ulm, spinta da Osetkowski e Caupain, scappa subito a +10 sul 14-4, tocca anche il +13 sul 28-15 e alla prima pausa è 28-19 in virtù dei tre canestri in fila di Ristic e Crawford. Nel secondo quarto è un’altra storia, i tedeschi fanno nettamente più fatica a segnare e la Germani risale con 6 liberi di Chery e i canestri di Cline e Crawford: proprio l’ex giocatore di Cremona e Milano segna a fil di sirena il sorpasso sul 40-39 con cui le squadre tornano negli spogliatoi.

Nella ripresa prosegue l’inerzia positiva della Germani, Chery firma il +6, il margine viene ribadito da Moss e Sacchetti sul 56-50, ma lì i padroni di casa si spengono e Ulm ritorna prepotentemente in corsa trascinata da Andreas Obst: la guardia è scataneata, con 6 punti filati fa -2, e poi sul 58-58 propizia altri 5 punti consecutivi capitalizzando al meglio un fallo antisportivo a Vitali. La Germani ripiomba a -7 e al 30′ insegue sul 67-62. Nell’ultimo quarto il ratiopharm sembra avere in mano la situazione, poi sul 66-73 la Germani piazza un break di 10-0 con 5 punti in fila di Burns e mette il naso avanti sul 76-73. Da lì la Germani non segna più, Chery e Crawford sparano a salve, Ulm pareggia sul 76-76 con un libero di Caupain, e poi ha diverse chance per vincere ma Holman sbaglia da tre, Caupain sbaglia in penetrazione, ancora Holman fallisce il tap in, e di nuovo Caupain manca una facile deviazione al volo con pochi decimi sul cronometro prima della sirena.

Si va all’overtime, Brescia è senza Crawford per un taglio al volto, così ci pensano Cline e Burns a prendere in mano la situazione: TJ firma l’80-77 poi, dopo la nuova parità di Caupain, è Burns a segnare due canestri in fila di pura voglia andando al ferro per l’84-82. Sono i punti decisivi perchè nella girandola finale dei liberi Vitali regala il +3, Caupain e Burns non sbagliano, e Ulm ha l’ultima chance ma la preghiera di Heckmann non vede nemmeno il ferro. Il finale è 87-84, un successo meritato per la Germani per la tenacia avuta nei 45′ al netto del 5 su 23 da tre e delle 14 palle perse.

Virtus Segafredo Bologna – Lokomotiv Kuban Krasnodar 85-79
(14-14, 22-26, 32-23, 17-16)

Virtus Bologna: Teodosic 18, Adams 17, Weems 13, Gamble 9, Ricci 8, Tessitori 7, Markovic 6, Alibegovic 3, Abass 2, Hunter 2. All. Djordjevic.

Lokomotiv Kuban: Kuzminskas 20, Cummings 18, Crawford 15, Kalnietis 9, Williams 9, Ilnitsskiy 3, Martyuk 3, Lynch 2. All. Pashutin.

CRONACA:

La sapienza di Milos Teodosic e una fiammata nel finale del secondo quarto di Josh Adams ricuciono fino al -4 dell’intervallo lungo, tengono viva la squadra a livello emotivo e apparecchiano la tavola per la grande svolta della ripresa. La Virtus aggredisce la partita dal primo secondo al rientro in campo, ritrovando coesione e solidità difensiva grazie allo straordinario lavoro di Kyle Weems e Julian Gamble in vernice, capace di prendere lentamente il possesso dei tabelloni nonostante le basse percentuali al tiro in una lotta senza quartiere che caricherà di falli l’intero front-court avversario. In attacco, Bologna recupera il flow cavalcando le invenzioni di Teodosic da situazioni di pick’n’roll alto centrale e il risveglio di Stefan Markovic, da standing-ovation nella ripresa dopo un primo tempo scellerato in cui aveva ammassato soltanto ferri e palle perse.

Ritrovati gli equilibri su entrambe le metà del campo, Bologna balza sul +11 in maniera convincente e perentoria con il rientro sul parquet di Adams e assorbe i pericolosi tentativi di rimonta imbastiti da un Will Cummings scatenato, bravissimo nel creare gioco dal palleggio sfruttando un bagaglio di esperienza enorme. Il Loko rientra sul -5 all’ultimo intervallo, ma sono ancora Teodosic e Adams a ricacciare gli ospiti nel baratro. Qualche rimpianto resta per la gestione del finale, dove la Virtus alza qualche ormeggio di troppo permettendo ai russi di riavvicinarsi nuovamente fino al -5 con le ultime cartucce sparate da Kuzminskas: Gamble e Weems tengono gli avversari a distanza di sicurezza ma, nonostante una vittoria di prestigio contro una delle avversarie più temibili e attrezzate del girone, il +6 conclusivo lascia una punta di amaro sulla lingua in ottica doppio-confronto.

About the Author

Elisa Bencini
Elisa Bencini. Classe '89 laureanda in storia e tutela dei beni artistici a Firenze, ama il calcio e lo sport in generale e professa una fede sola: per la Fiorentina. Ha collaborato con alcuni giornali online, scrive per Sprint e Sport. E' la fondatrice e l'ideatrice del Blog dello Sportivo

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