Risultati e tabellini della I giornata di Top 16 di Eurocup

Risultati e tabellini della I giornata di Top 16 di Eurocup

Virtus Segafredo Bologna – Cedevita Olimpija Lubiana 90-76
(11-18, 35-16, 14-15, 30-27)

Virtus Bologna: Belinelli 25, Hunter 22, Teodosic 13, Weems 13, Adams 6, Markovic 6, Gamble 2. All. Djordjevic.

Cedevita Olimpija: Blazic 25, Perry 22, Hopkins 10, Muric 6, Brown 4, Hodzic 3, Dimec 2, Jones 1, Rupnik 1. All. Golemac.

CRONACA:

Con 17 punti realizzati in meno di dieci minuti nel solo primo tempo, il Beli forgia il gigantesco parziale di 35-16 con cui la Virtus prende in mano il match resuscitando dalla partenza a rilento. Chiuderà con 25, macchiando soltanto con qualche inusuale errore dalla lunetta una serata da incorniciare: magistrale sui blocchi, velenoso sui riccioli, implacabile nell’attaccare il canestro dal palleggio, utile anche a rimbalzo. Come fatto anche sabato nel successo con Trento, Belinelli continua a partire come decimo uomo in rotazione per smussare il proprio inserimento in un meccanismo già ben oliato, ma il parquet recita ben altro: con lui in campo, Bologna gioca un livello di pallacanestro superiore, e di molto, anche rispetto a quello della partenza intonsa da 10-0 in coppa.

A fargli da spalla si alternano Kyle Weems e Vince Hunter. Il primo è letteralmente l’anima di un primo tempo giocato in maniera magistrale su entrambe le metacampo: letale sugli scarichi, tosto in difesa, versatile per occupare il ruolo di 4 tattico di fianco ad Amar Alibegovic nel quintetto piccolo e leggero con cui, di fatto, Sasha Djordjevic svolta la partita, dando alla sua squadra maggior reattività difensiva unita a un movimento di palla e una pericolosità dall’arco di ben altra fattura rispetto all’inizio stentato.

Mentre il già citato Alibegovic si prende il merito per una quantità abnorme di lavoro sporco nel break decisivo nonostante una virgola a referto, è poi l’atletismo di Vince Hunter a smontare il front-court avversario in una serata non brillante per Julian Gamble e per un Pippo Ricci limitatissimo da problemi prematuri di falli. Con le sue classiche giocate in taglio e roll, Hunter pasteggia nell’area arancio-verde, pronto a ricevere gli scarichi puntuali di Milos Teodosic e a trasformare in oro le seconde occasioni su rimbalzo offensivo. Per Teodosic, invece, una serata altalenante, cominciata con qualche strano errore di troppo al tiro e nella gestione dei possessi, ma poi svoltata in maniera chiara e netta nella ripresa: un paio di sue triple spengono l’ultimo vero tentativo di rimonta del Cevedita Olimpia all’inizio del terzo quarto sull’ottima vena di Jaka Blazic e mettono in discesa il resto della sua gara, chiusa con 13 punti e 8 assist.

Partizan Belgrado – Dolomiti Energia Trento 71-43
(24-16, 11-4, 19-10, 17-13)

Partizan: Mosley 12, Perkins 11, Miller-McIntryre 9, Paige 9, Dangubic 8, Jankovic 8, Thomas 5, Zangorac 5, Mika 4. All. Filipovski.

Trento: Williams 15, Browne 7, Maye 5, Mezzanotte 5, Sanders 4, Pascolo 3, Conti 2, Ladurner 2. All. Brienza.

CRONACA:

Nel frattempo, Codi Miller-McIntyre si è però già messo in ritmo e segna o assist tutti i canestri del Partizan a metà 1° quarto, comprese 2 bombe di Marcus Paige. La Dolomiti Energia si affida fin troppo al tiro da 3 e soffre molto i tagli dei lunghi avversari, chiudendo in ritardo anche al 10’. La squadra di coach Brienza riesce a chiudere meglio il pitturato e si regala anche qualche stoppatona da highlights, ma la fase offensiva crea davvero troppo poco, escluso un Victor Sanders capace quantomeno di generare spesso vantaggi dal palleggio. L’Aquila continua a sparare a salve da oltre l’arco e non sprofonda definitivamente solamente perché Joshua Perkins è l’unico giocatore del Partizan capace di fare male alla difesa avversaria prima dell’intervallo lungo.

Trento continua a lavorare molto bene a rimbalzo offensivo, specie con JaCorey Williams, ma la difesa della squadra di coach Filipovski è asfissiante e tremendamente continua, risultando fattore importante di quel 25% al tiro che gli ospiti hanno al 25’. William Mosley tiene fede al suo soprannome e iniziare a dare spettacolo con incredibili alley-oops, mettendo ancora più a nudo lo scarso impatto del lato debole trentino. A inizio 4° quarto gli ospiti sembrano poter salvare almeno l’orgoglio, trascinati da Andrea Mezzanotte. È però solo un’illusione, perché Trento chiude addirittura con un passivo di 28 lunghezze. Devastanti, in senso negativo, i 2 periodi centrali del match. In essi, l’Aquila segna solamente 14 punti, tirando 0/15 da 3 e non trovando mai il modo per scardinare la difesa di casa. A livello numerico, ma solo in quello, si salva Williams. Malissimo Browne.

About the Author

Elisa Bencini
Elisa Bencini. Classe '89 laureanda in storia e tutela dei beni artistici a Firenze, ama il calcio e lo sport in generale e professa una fede sola: per la Fiorentina. Ha collaborato con alcuni giornali online, scrive per Sprint e Sport. E' la fondatrice e l'ideatrice del Blog dello Sportivo

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