Risultati e tabellini della I giornata di Eurocup

Risultati e tabellini della I giornata di Eurocup

Buducnost Voli Podgorica – Germani Basket Brescia 93-81
(19-23, 23-20, 23-22, 28-16)

Buducnost: Ivanovic 24, Cobbs 16, Ejim 16, Reed 13, Nikolic 8, Apic 6, Popovic 5, Sehovic 3, Vaughn 2. All. Mijovic.

Brescia: Ristic 17, Chery 12, Burns 10, Crawford 10, Cline 7, Kalinoski 6, Sacchetti 6, Bortolani 4, Vitali 4, Ancellotti 3, Moss 2. All. Esposito.

CRONACA:

Comincia con un k.o. l’avventura di Brescia in EuroCup. La Germani cade infatti alla Moraca di Podgorica, dopo una sfida equilibrata per 30’. Decisivi i primi 7′ dell’ultimo quarto: Brescia non segna praticamente mai e incassa un fondamentale parziale di 14-2. La formazione di coach Esposito inizia la sfida ricercando molto soluzioni perimetrali, peraltro ben costruite, mentre il Buducnost si affida soprattutto al gioco in transizione di Justin Cobbs. Dusan Ristic, dopo qualche errore di troppo vicino al ferro, decide di cominciare a fare la differenza nel gioco spalle a canestro. Tyler Kalinoski gli fa da spalla perfetta, attaccando al meglio ogni ritardo nei closeout difensivi dei padroni di casa e così Brescia allunga sul 14-21. Brescia trova 9 assist nella frazione, uno per ogni tiro dal campo realizzato, ma chiude avanti solamente di 4 lunghezze, complici i liberi concessi agli esterni avversari. La Germani inizia il 2° periodo lavorando decisamente meglio degli avversari a rimbalzo, specie offensivo, con un Giordano Bortolani onnipresente e molleggiato. La squadra allenata da Petar Mijovic risponde però con un break di 5-0, propiziato anch’esso soprattutto dai rimbalzi offensivi, e rimette la gara in parità al 15’. L’asse Cobbs-Reed comincia a fare male alla difesa bresciana, regalando anche alley-oop spettacolari, mentre gli ospiti litigano col ferro dalla lunga distanza e devono ringraziare il totem Ristic, il quale li tiene a contatto. Lo stesso centrone serbo sblocca la situazione anche da 3 punti, vanificando così il mini-parziale costruito da Cobbs con continui viaggi in lunetta. Nonostante il 18% da 3 di squadra, il Buducnost chiude il 1° tempo sotto di una sola lunghezza, complice il dominio di Willie Reed nel pitturato avversario.

Drew Crawford apre la ripresa con 5 punti consecutivi, ma Nikola Ivanovic, ex-Capo d’Orlando, risponde assistendo o realizzando tutti i primi 9 punti dei padroni di casa. Brescia continua a soffrire il dinamismo degli esterni avversari, specie a rimbalzo. Il rientro sul parquet di Reed è poi un’altra pessima notizia per gli ospiti, che soffrono oltremodo la sua fisicità spalle a canestro. In attacco la formazione di coach Esposito lavora anche bene, ma difensivamente concede davvero tanto. Il Buducnost in 3 quarti tenta il triplo dei liberi avuti a disposizione dagli ospiti e, nonostante le 11 perse, riesce a restare a stretto contatto. Reed decide di fare la differenza anche in fase di non possesso, mentre la Germani, oltre a non realizzare punti per oltre 3’, perde Kalinoski. Il 5-0 incassato spezza molte delle resistenze bresciane, con Ivanovic che continua a ricamare gioco e canestri – 8 punti consecutivi – e lancia ulteriormente i padroni di casa. Nel momento in cui la Germani sembra potersi rialzare, Melvin Ejim, piazza il gioco da 3 punti che chiude definitivamente i conti.

Frutti Extra Bursaspor – Dolomiti Energia Trento 86-93
(29-19, 20-21, 16-27, 21-26)

Bursaspor: Hamilton 19, Newman 17, Kadji 15, Munford 14, Batuk 8, Jones 7, Savas 4, Akdamar 2. All. Acik.

Trento: Williams 19, Browne 17, Sanders 15, Mezzanotte 11, Maye 10, Forray 8, Martin 5, Conti 4, Ladurner 2, Pascolo 2. All. Brienza.

CRONACA:

Dopo l’uscita di scena amara alle Top 16 dello scorso anno, senza vittorie nella seconda fase, la Dolomiti Energia Trento apre la nuova stagione di Eurocup strappando un importantissimo successo esterno a Bursa, in Turchia, dove mostra una coesione e una durezza mentale impressionanti per una squadra al debutto europeo dopo le grandi rivoluzioni estive a roster. Giù il cappello a coach Nicola Brienza, capace di motivare splendidamente i suoi ragazzi nell’intervallo dopo una prima metà di gara giocata con eccessiva leggerezza fisica e porosità nella propria metacampo: l’Aquila si ripresenta sul parquet con la bava alla bocca rispolverando la ferocissima tigna difensiva degli anni d’oro dell’era Buscaglia, e capovolge l’andamento di una partita che l’aveva vista sprofondare anche sul -13 alla metà di un secondo quarto totalmente controllato dagli avversari. Difficile trovare un MVP in una delle più classiche vittorie di squadra, perché è proprio il collettivo a fare la differenza. Certo, per far divampare l’incendio servono le scintille, e quelle arrivano dalla garra di Toto Forray, il primo ad alzare l’intensità difensiva e a infilare due triple consecutive fondamentali per ricucire immediatamente il -9 dell’intervallo, dai guizzi di JaCorey Williams, straordinario nel prendere il controllo dell’area nonostante gli svantaggi di tonnellaggio rispetto al front-court avversario, e dall’esperienza di Kelvin Martin, il vero leader silenzioso e pronto a sacrificarsi con un secondo tempo da puro clinic difensivo in 1vs1 per annullare Xavier Munford prima e Malik Newman poi, i due scorer che avevano torchiato l’Aquila veleggiando già in doppia cifra nella prima metà di gara.

Le pennellate decisive sono frutto di un alternarsi di mani differenti. Prima è JaCorey Williams a sbriciolare in area firmando il sorpasso, poi è Luke Maye, presente con chilometraggio ridotto, a lanciare l’allungo con 5 punti in fila, prima del turno di Victor Sanders, immarcabile con le sue esitation dal palleggio sul perimetro. L’ultima firma è, ovviamente, di Gary Browne, risorto dopo un primo tempo giocato al contrario con una serie di brutte scelte offensive individuali: il portoricano si rimette in moto dalla lunetta, coinvolge i compagni e infila un canestro pazzesco appoggiando al tabellone dai cinque metri in svitamento che fa calare il sipario a 28″ dalla sirena. Eccellenti anche le prestazioni degli italiani: Andrea Mezzanotte è spesso l’unica scintilla di Trento in un primo tempo ombroso, Dada Pascolo raccoglie dalla spazzatura un canestro fondamentale quando la squadra sembrava ormai sulle gambe a due minuti dalla fine, Maximilian Ladurner regge bene il primo vero impatto con il basket europeo dopo la manciata di minuti della scorsa stagione, e Luca Conti porta tanta energia unita a un paio di canestri rubacchiati dalla panchina.

Lietkabelis Panevezys – Virtus Sagafredo Bologna 61-76
(24-19, 11-17, 3-17, 23-23)

Lietkabelis: Vinales 20, Normantas 10, Maric 8, Venskus 8, Maldunas 5, Masiulis 4, Barnies 3, Lipkevicius 2, Gintvainis 1. All. Canak.

Virtus Bologna: Abass 19, Ricci 12, Alibegovic 11, Weems 11, Tessitori 9, Adams 8, Hunter 5, Markovic 1. All. Djordjevic.

CRONACA:

La sfida della Cido Arena, la prima stagionale in Eurocup per le due squadre, inizia a rilento per qualche problema al cronometro che dilata i primi tre minuti, poi è il Lietkabelis a “sgabbiare” in modo migliore e ad allungare sull’11-3 coi canestri di un ispirato Vinales. Serve un timeout di Sasha Djordjevic per svegliare i suoi e infatti la Segafredo entra in partita: Alibegovic, Abass, Weems e Tessitori trovano ritmo in attacco, ed è -1 sul 14-13. I padroni di casa però non si fanno impressionare, Normantas e Venskus realizzano il nuovo +8, poi ancora Alibegovic segna sulla sirena la tripla del 24-19 con cui si va alla prima pausa. Nel secondo periodo il match prosegue a strappi e con alti e bassi, la Virtus sorpassa sul 28-26 con 5 punti di filati di Ricci, poi i lituani tornano davanti col solito Vinales per il 35-34 ma al 20′ i bianconeri sono in vantaggio 36-35 grazie alla volata fino al ferro di Adams. Per la Segafredo netto dominio a rimbalzo, 14 a 8, ci sono ben 12 assist su 16 canestri, ma pesano le 11 palle perse.

Anche nella ripresa si parte con qualche guaio al cronometro, poi i primi 5 minuti passano senza sussulto e col punteggio cristallizzato sul 38-37 per Bologna. Nei secondi 5′ minuti cambia tutto perchè la Virtus innesta una marcia in più e spacca la partita, anche per il buon impatto di Pajola: due triple in fila di Abass dall’angolo valgono il +11, poi Ricci e Adams vanno a segno per il 53-37. Nel frattempo il Lietkabelis non segna letteralmente mai e al 30′ è 53-38, coi lituani che hanno totalizzato la miseria di tre punti, tutti dalla lunetta, nel periodo. Il match è segnato, in avvio di ultimo quarto Abass continua a martellare dall’arco, Weems va a segno e alla festa partecipa anche Tessitori: il massimo vantaggio è +28 sul 72-44 dopo una tripla di Weems! A quel punto Bologna spegne il motore e i lituani di puro orgoglio risalgono fino al -12, ma ormai è tardi ed è Adams a mettere la bomba del definitivo 76-61. La Segafredo domina a rimbalzo, 31 a 20, smazza ben 21 assist ma incappa anche in 19 palle perse; la differenza sta nelle percentuali al tiro, con Bologna che chiude col 61% da due e 8 su 19 da tre, mentre il Lietkaelis si ferma al 39% da due e soprattutto tira 9 su 28 da tre.

Umana Reyer Venezia – Unics Kazan 85-78
(19-21, 26-18, 27-16, 13-23)

Venezia: Bramos 16, Watt 14, Tonut 11, Daye 10, Vidmar 10, De Nicolao 7, Casarin 6, Chappell 4, Fotu 4, Stone 3. All. De Raffaele.

Unics Kazan: Smith 25, Canaan 16, Holland 14, Uzinskii 9, Antipov 7, Brown 7. All. Priftis.

CRONACA:

Dopo un primo quarto altalenante, cominciato con marce alte ma poi frenato da un controbreak di 0-10 imbastito da un Kazan che schiera enorme qualità offensiva nel quintetto base, la Reyer ritrova la sua solidità difensiva e prende il controllo del verniciato con l’ingresso di un Gasper Vidmar troneggiante: Davide Casarin dà equilibrio in regia e Michael Bramos apre lo show balistico che lo renderà gran protagonista ed MVP della serata. Venezia fugge sul +10, soffre un mini-rientro avversario con il ritorno in campo delle prime linee, ma ha ormai preso controllo del lato tattico ed emotivo della partita.

La ripresa amplifica quanto di buono visto nei minuti precedenti la pausa: Andrea De Nicolao e Stefano Tonut squartano la prima linea difensiva morbidissima dell’Unics ed è poi il turno di Mitchell Watt e ancora Vidmar per scavare sotto i tabelloni e schiacciare, tecnicamente e fisicamente, la scarna resistenza di un John Brown visto ai margini del sistema, senza quel fuoco sacro che lo spingeva oltre ogni limite nel biennio brindisino. Le pennellate di Austin Daye creano meraviglie in un attacco che muove il pallone alla perfezione, confezionando tiri comodissimi sui ribaltamenti di lato, gioia di ogni allenatore: la Reyer vola sul +19 con l’ennesima bomba di Bramos, salvo poi rallentare proprio sul più bello, quando invece sarebbe stato prezioso conservare il margine più ampio possibile per la differenza canestri. Jamar Smith fa pentole e coperchi prima di scavigliarsi nel momento migliore dell’Unics, rientrato fino al -9, e una serie di tre errori in fila di Isaiah Canaan permette alla Reyer di respirare nel finale. Il +7 lascia forse qualche rimpianto, ma la classifica, al momento, è più importante.

About the Author

Elisa Bencini
Elisa Bencini. Classe '89 laureanda in storia e tutela dei beni artistici a Firenze, ama il calcio e lo sport in generale e professa una fede sola: per la Fiorentina. Ha collaborato con alcuni giornali online, scrive per Sprint e Sport. E' la fondatrice e l'ideatrice del Blog dello Sportivo

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