Risultati e tabellini della giornata III della Top 16 di Eurocup

Risultati e tabellini della giornata III della Top 16 di Eurocup

Promitheas Patrasso-Umana Reyer Venezia 68-70
(17-23, 18-21, 15-14, 18-12)

Promitheas: Ellis 21, Lypovyy 14, Agravanis 11, Mantzaris 8, Hall 5, Babb 4, Kaselakis 2, Katsivelis 2, Mavrokefalidis. All. Giatras.

Venezia: Watt 17, Tonut 15, Chappell 8, Bramos 7, Daye 7, Udanoh 4, Vidmar 4, Mazzola 3, Stone 3, Filloy 2. All. De Raffaele.

CRONACA:

La gara di Patrasso inizia certamente bene per Venezia che allunga subito sul 18-10 con le triple di Chappell e gli assist di Stone per Udanoh e Watt, e al 10′ è 23-17 con 5 punti consecutivi di Austin Daye. Nel secondo quarto la squadra di De Raffaele trova il +10 con una bomba di Bramos, poi un altro missile di Mazzola vale il +14 sul 39-25. Il Promitheas però non ci sta, Agravanis e Babb prendono in mano la situazione e i greci dimezzano lo scarto portandosi a -7. All’intervallo è +9 Reyer sul 44-35.

Nella ripresa il Promitheas torna subito a -6 con una bomba di Agravanis ma lì si accende Tonut: con una bomba e due canestri consecutivi firma il +15, 55-40, poi mette la bomba del +16 sul 58-42. Ancora una volta però Venezia non riesce a gestire il vantaggio, Patrasso chiude il terzo periodo a -8 e poi nel quarto periodo completa un break di 16-0 arrivando al pareggio con Katsivelis. Lì c’è subito una bomba di Stone, poi Watt segna tre canestri consecutivi per il vantaggio sul 67-64. La giocata della vittoria la fanno Bramos e Tonut: il primo vince di furbizia una contesa e lancia il triestino che segna in contropiede il +4. Il Promitheas risponde con Lypovyy per il -1 ma poi è Babb a fallire il tiro della vittoria negli ultimi secondi.

Dolomiti Energia Trento-Segafredo Virtus Bologna 67-73
(13-26, 17-13, 18-15, 19-19)

Trento: Forray 24, Blackmon 9, Craft 9, Kelly 8, Mian 8, Pascolo 6, Mezzanotte 3. All. Brienza.

Virtus Bologna: Teodosic 23, Gamble 13, Hunter 11, Markovic 8, Ricci 7, Baldi Rossi 4, Pajola 3, Cournooh 2, Weems 2. All. Djordjevic.

CRONACA:

Il dato su cui possiamo ricostruire il racconto della serata è la percentuale dall’arco delle Vu nere: al 4/6 iniziale cui corrisponde il 10-26 dopo 9′, segue una lunghissima fase di cariche a salve con 14 errori consecutivi prima della riaccensione della miccia firmata da Teodosic e Pippo Ricci. Nel mezzo, sì le mani fredde dei tiratori bianconeri, ma anche l’ottimo lavoro difensivo di Trento, encomiabile considerando l’assenza di Alessandro Gentile e i problemi di falli immediati di Justin Knox. Nonostante le rotazioni cortissime e un gap di fisicità notevole, l’Aquila sceglie di chiudersi nel verniciato con lo splendido lavoro della coppia Kelly-Pascolo e di mordere le caviglie di Teodosic e Markovic con l’aggressività mista ad astuzia difensiva di Forray e Craft: il piano-partita paga permettendo un rientro quasi impronosticabile con la rapidità del quintetto leggero e un effimero sorpasso grazie alle giocate di un Toto Forray spiritato, ma non riesce a capitalizzare in maniera definitiva quando Milos Teodosic decide di riprendersi il palcoscenico dopo troppi minuti da comparsa.

Ai 23 punti di Teodosic fanno eco i 13 con 11 rimbalzi di Julian Gamble, dominante nelle fasi iniziali ma incapace di mantenere lo stesso livello di intensità fisica e di qualità di letture nelle ricezioni in post-basso quando Trento sceglie di mandargli sistematicamente due uomini in copertura. Djordjevic si affida a lungo a Vince Hunter, ma nonostante il canestro della staffa, si rivela impreciso al tiro e soprattutto in lunetta con tre liberi sbagliati in fila in un secondo periodo di scarso livello offensivo delle Vu nere. Alti e bassi per Stefan Markovic, che nonostante le buone cifre mantiene quella sinistra tendenza all’accademia e alla spettacolarità forse troppo fine a se stessa. Su sponda Trento, il già citato Forray è l’unico giocatore in doppia cifra ma è da sottolineare la grande serata di Aaron Craft, che unisce a una difesa eccellente anche un’ottima gestione di una squadra ridotta sostanzialmente a soli sette effettivi.

Germani Basket Brescia – EWE Baskets Oldenburg 70-67
(16-20, 18-22, 17-8, 19-17)

Brescia: Zerini, Warner, Abass 12, Cain 8, Vitali 10, Laquintana 2, Lansdowne 10, Silins 2, Guariglia n.e., Horton 17, Moss 9, Sacchetti. All. Esposito.

Oldenburg: Moore 4, Hobbs 6, Sears 1, Tadda, McClain, Kessen n.e., Amaize 3, Paulding 18, Mahalbasic 13, Schwethelm 6, Larson 16. All. Drijencic.

CRONACA:

Rickey Paulding parte subito forte, piazzando 5 punti in fila e creando subito problemi alla difesa dei padroni di casa. La Germani sceglie però di raddoppiare sistematicamente Rasid Mahalbasic in difesa e di creare subito molte soluzioni da oltre l’arco in pick&pop, specie con Ken Horton. Lo stesso Mahalbasic si mette allora al servizio dei compagni nel ruolo, per lui non certo insolito, di rifinitore, e coach Esposito è costretto a ricorrere al primo timeout dopo nemmeno 6’ di gioco. Nonostante il 2/9 da 3 punti di squadra, la difesa e alcuni buoni uno-contro-uno degli esterni permettono a Brescia di restare a contatto al termine del 1° quarto. Andrea Zerini è monumentale in difesa su Mahalbasic nelle battute iniziali della frazione successiva, ma tocca ad Awudu Abass e Ken Horton piazzare i canestri che mantengono invariati gli equilibri. Braydon Hobbs prova a dare una spallata decisiva alle resistenze biancoblu, piazzando 2 bombe consecutive da assoluto fenomeno e dando il provvisorio massimo vantaggio a Oldenburg. I padroni di casa soffrono però soprattutto le letture e le doti da passatore di Mahalbasic, il quale sale nuovamente in cattedra e smista cioccolatini semplicemente da scartare a molti dei suoi compagni. Tyler Larson gli dà manforte e così l’EWE chiude avanti di 8 lunghezze il 1° tempo della sfida.

La difesa della Germani lavora benissimo in apertura di ripresa, costringendo la squadra di coach Drijencic a trovare solamente 4 punti nei primi 4’30’’. Le triple degli esterni e le accelerazioni verso il ferro di Abass ricuciono progressivamente le distanze e riportano la sfida in parità a metà 3° quarto, coronando un parziale di 12-4. DeAndre Lansdowne piazza l’ennesima bomba biancoblu del quarto e dà il primo vantaggio ai padroni di casa a 2’35’’ dal termine della frazione, ma Robin Amaize ha idee diametralmente opposte e tenta quanto meno di rendere meno amaro il periodo per gli ospiti, piazzando 3 punti consecutivi e tenendo a contatto i suoi al 30’ del match. Chiave del 3° quarto sicuramente la difesa di Brescia, che ha prodotto ben 5 palle perse di Oldenburg e la scelta di coach Drijencic di perseverare con Justin Sears, in evidente difficoltà contro Tyler Cain, anziché rimettere sul parquet Mahalbasic. Luca Vitali sale di colpi nei primi possessi dell’ultimo periodo di gioco, prendendosi ottime iniziative in arresto e tiro e servendo al meglio, questa un’eterna certezza, i compagni. Armani Moore fa la voce grossa a rimbalzo offensivo, ma gli ospiti non riescono a concretizzare tutti gli extra-possessi garantiti dal suo numero 2, così Horton piazza la tripla del massimo vantaggio Brescia. Ancora la coppia Horton-Vitali risponde a Mahalbasic, capace di realizzare perfino una tripla pur di tenere viva la sfida, e a meno di 3’ dal termine dei tempi regolamentari Brescia è avanti di 8 lunghezze. La partita sembra terminare lì, ma Larson ha ancora una cartuccia da sparare e non esita a farlo, con la tripla che vale il provvisorio -2 ospite a 15’’ dalla sirena. La mano di Lansdowne non trema minimamente nei liberi che valgono la certezza del successo e il PalaLeonessa può tributare una grande ovazione per una squadra che non smette mai di stupire.

About the Author

Elisa Bencini
Elisa Bencini. Classe '89 laureanda in storia e tutela dei beni artistici a Firenze, ama il calcio e lo sport in generale e professa una fede sola: per la Fiorentina. Ha collaborato con alcuni giornali online, scrive per Sprint e Sport. E' la fondatrice e l'ideatrice del Blog dello Sportivo

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