Risultati e tabellini dell’ VIII giornata di Eurocup

Risultati e tabellini dell’ VIII giornata di Eurocup

Dolomiti Energia Trento – Nanterre 102-104
(15-17, 22-20, 21-18, 17-20, 27-29)

Trento: Browne 30, Morgan 26, Sanders 16, Martin 15, Forray 6, Conti 5, Ladurner 4. All. Brienza.

Nanterre: Warren 29, Cordinier 24, Kaba 21, Stone 14, Conklin 7, Fevrier 5, Berhanemeskel 4. All. Da Silva.

CRONACA:

Trento, già certa della qualificazione alle Top 16, onora comunque al meglio l’impegno, ma Nanterre deve vincere e, nonostante le palle perse, chiude avanti il 1° quarto. Nella frazione successiva gli ospiti riescono ad allungare fino al +6 in diverse occasioni, ma Kelvin Martin e Victor Sanders salgono in cattedra, in quello che sembra essere il momento di maggior difficoltà della Dolomiti Energia. Equilibri che rimangono invariati fino alla fine del 1° tempo, nonostante la coppia Gary Brown-Jeremy Morgan tenti di assaltare costantemente il ferro avversario.

Nella ripresa Trento tenta subito un altro mini-allungo, propiziato ancora da Martin e Sanders, con quest’ultimo autore dei 5 punti consecutivi che fruttano il +8 a 3′ dal termine del 3° quarto. Alpha Kaba continua però a spadroneggiare a rimbalzo offensivo, mentre Isaiah Cordinier prosegue nella sua perfezione balistica da 2 punti. Sono però le triple a rilanciare nuovamente la squadra di coach Donnadieu, fissando così il 58-55 su cui si conclude la frazione. Negli ultimi 10′ dei tempi regolamentari, la squadra allenata da Nicola Brienza prova un altro allungo, risponde colpo su colpo agli avversari, specie con Toto Forray e coi tiri liberi. Nel finale di quarto Cordinier spara però la bomba della parità, che forza il consecutivo overtime. Sanders si estromette dal supplementare con 2 falli nel volgere di 3 possessi, mentre Browne diventa il go-to-guy dell’Aquila, intenzionato a tutti i costi a centrare la vittoria. Nanterre risponde però coi liberi degli esterni. Luca Conti diventa protagonista inatteso con 5 punti in fila che sembrano suggellare il successo dei bianconeri, ma così non è. Chris Warren piazza il gioco da 3 punti che sostanzialmente vale altri 5′ di gara.

Germani Basket Brescia – Mornar Bar 77-75
(20-14, 21-24, 16-18, 20-19)

Brescia: Chery 20, Crawford 15, Burns 9, Ristic 8, Bortolani 6, Sacchetti 6, Moss 5, Cline 4, Kalinoski 2, Vitali 2. All. Esposito.

Mornar Bar: Pullen 20, Whitehead 14, Gabriel 13, Smith 7, Vranjes 7, Needdham 6, Sehovic 6, Jeremic 2. All. Pavicevic.

CRONACA:

Parte meglio il Mornar Bar, capace di rifilare subito uno 0-5 ai biancoblu. Sempre un film già tristemente visto nelle ultime uscite, quello del parzialone incassato. E invece stavolta la squadra di coach Esposito reagisce: 11-0 di contro-break, coronato da una grande giocata difensiva di Kenny Chery che lancia Drew Crawford alla schiacciata in solitaria. Gli ospiti tentano subito il riaggancio, ma Dusan Ristic è finalmente performante a 360° e David Moss, con una tripla, piazza la zampata del 20-14 con cui si chiude il 1° quarto. I padroni di casa restano saldamente in controllo del match, difendendo tutto sommato bene e dimostrando di essere un gruppo unito, per rispedire al mittente le numerose critiche piovute. In chiusura di 1° tempo la squadra di Antivari si rifà però sotto, trascinata dalle giocate di Jacob Pullen e dalle triple di Kenny Gabriel. Al 20’ la Germani è comunque ancora avanti, con un T.J. Cline spesso e volentieri perno dell’azione offensiva e nonostante un pizzico di sfortuna in tante soluzioni offensive, ben costruite ma non capitalizzate.

Brescia inaugura la ripresa con 2 bombe in fila e sembra saldamente in controllo del match, con Kenny Chery finalmente responsabilizzato, non solo al tiro ma anche in cabina di regia. Nel momento in cui la squadra di coach Esposito sembra poter dare il colpo definitivo agli avversari, il Mornar Bar realizza uno 0-13 che mina le certezze dei padroni di casa, facendo riaffiorare gli incubi dell’incapacità di arrestare i parziali avversari. Il finale di 3° quarto è però quasi speculare all’inizio: Burns piazza una grande tripla, Chery conquista 3 liberi per uno sciocco fallo di Isaiah Whitehead e fa 3/3 per il 57-56 con cui si chiude la frazione. L’equilibrio sembra nuovamente spezzarsi, a favore di un predominio bresciano, in apertura di ultimo periodo. 8-1 firmato Burns e Chery e nuovo +8. La sfida sembra ormai indirizzata, ma gli ospiti hanno ancora qualche cartuccia da sparare. O meglio, le ha Whitehead. Prima la bomba del 75-71 che costringe coach Esposito al timeout. Poi la penetrazione, complice una difesa biancoblu molto rivedibile, per il 75 pari a pochi secondi dal termine. Il resto è ormai storia. Burns si vede convalidare un canestro per stoppata irregolare di un avversario, ma la terna arbitrale non è convinta. L’Instant Replay System mette tutti d’accordo. C’è tuttavia ancora una difesa da fare, perché mancano 11 secondi alla sirena. Chery prende allora in consegna il go-to-guy avversario, Whitehead: quest’ultimo, prova a ubriacarlo col ball-handling e spara la bomba. Primo ferro e festa bresciana che può cominciare sul parquet di casa.

Bourg-en-Bresse – Venezia 87-59
(27-16, 20-18, 24-12, 16-13)

JL Bourg: Andjusic 21, Allen 13, Peacock 13, Pelos 11, Scrubb 10, Courby 7, Asceric 6, Omic 4, Wright 2. All. Vucevic.

Venezia: Bramos 13, Daye 12, Chappell 10, Stone 8, Casarin 6, Fotu 4, Biancotto 2, Possamai 2, Vidmar 2. All. De Raffaele.

CRONACA:

La gara resta in equilibrio fino al 10-9 per la Reyer firmato da Fotu, poi Bourg piazza un break di 11-0 con Allen e una bomba dell’ex varesino Scrubb, e i francesi scappano per il 27-16 del primo quarto con 5 punti consecutivi di Pelos. Nel secondo periodo Stone prova a tenere a galla Venezia, ma Bourg ha rotazioni più ampie e tanti giocatori in ritmo: Asceric, Courby e Pelos colpiscono da fuori, e i francesi arrivano a +17. Il match pare segnato ma ancora Stone, Chappell e Bramos accorciano per il -13 con cui si torna negli spogliatoi, 47-34.

Nella ripresa la musica non cambia, Daye segna il momentaneo -11 con un bel gancio, poi Allen risponde con 5 punti in fila per il +19, Andjusic segna dall’arco e Scrubb replica per il +23 sul 66-43. Al 30′ è 71-46, poi nell’ultimo periodo De Raffaele dà spazio anche ai giovani Biancotto e Possamai, oltre a Casarin, che trovano i primi punti in Eurocup e mettono esperienza in cascina. Intanto Boug dilaga, tocca anche il +30 sull’87-57, poi il finale è 87-59. Un risultato che complica la strade verso le Top 16 dell’Umana Reyer, quinta nel gruppo A con 2-4 alle spalle di Badalona, Kazan, Bourg e Partizan.

Segafredo Virtus Bologna – MoraBanc Andorra 92-81
(23-19, 26-28, 26-22, 17-12)

Virtus Bologna: Adams 33, Weems 18, Tessitori 15, Alibegovic 7, Abass 5, Hunter 5, Pajola 3, Gamble 2, Markovic 2, Ricci 2. All. Djordjevic.

MoraBanc Andorra: Jelinek 21, Gielo 10, Garcia 9, Hannah 9, Olumuyiwa 9, Llovet 8, Pauli Fornells 5, Colom 4, Sy 4, Pons 2. All. Navarro.

CRONACA:

La partita si gioca in un clima piuttosto rilassato, il Natale è alle porte, soprattutto di fronte ci sono due squadre già alle Top 16. La Virtus fa la gara fin da subito, Weems e Adams approfittano dei buchi difensivi di Andorra che a sua volta punisce le pause nella propria metà campo dei padroni di casa: alla prima pausa è 23-19 per Bologna. Nel secondo quarto inizia a scaldarsi Adams, l’ex Malaga infila tre bombe quasi consecutive, poi Weems e Hunter fanno +9 sul 40-31. Il Morabanc però non ci sta e, preso per mano da Jelinek, ricuce lo strappo è all’intervallo c’è equilibrio sul 49-47. La musica non cambia nella ripresa, la Segafredo vola a +12 grazie a Tessitori e ad altre bombe dello scatenato Adams, gli avversari però non cedono di un centimetro, rispondono colpo su colpo e al 30′ sono lì sul -6, 75-69.

L’ultimo periodo si apre con un gioco da quattro punti di Adams che realizza la nona bomba e tocca i 30 punti personali, quelli del 79-69. Da lì la Virtus controlla, Andorra si riaffaccia al massimo a -6 col solito Jelinek, ultimo ad arrendersi, ma la partita è sostanzialmente chiusa e la ciliegina la mette ancora Josh Adams, travolgente, con la decima tripla su dodici tentativi, per il 90-81. Al suono della sirena si chiude dunque la prima fase di Eurocup per le due squadra, la Segafredo è imbattuta e rafforza il proprio status di favorita per la vittoria finale che vale un posto per l’Eurolega 2020-21.

Umana Reyer Venezia – Partizan Belgrado 59-79
(18-11, 15-16, 12-28, 14-24)

Venezia: Watt 21, Chappell 8, De Nicolao 5, Casarin 4, Fotu 4, Possamai 4, Tonut 4, Cerella 3, D’Ercole 3, Daye 3. All. De Raffaele.

Partizan: Thomas 17, Jaramaz 12, Paige 11, Trifunovic 11, Miller-McIntryre 9, Jankovic 8, Dangubic 7, Mika 2, Zagorac 2. All. Filipovski.

CRONACA:

Eppure, nonostante le assenze del lungodegente Valerio Mazzola e della coppia Michael Bramos-Gasper Vidmar, per 25 minuti si torna finalmente a vedere la vera Venezia, quella squadra tosta, solida, tignosa, dura in difesa e misurata su alchimie precise in attacco. Il primo tempo stentato del Partizan è la cartina tornasole per spiegare al meglio i concetti: la squadra serba fatica non solo a segnare, ma anche a gestire ritmo e spaziature offensive, soffocata da una Venezia pronta ad aggredire ogni pallone e a lavorare con ottimi risultati nelle situazioni di aiuto e recupero.

La magia, come detto, si rompe nella maniera più improvvisa e inaspettata possibile, quando anche il Partizan rispolvera la vecchia garra infusa nella scorsa stagione dal rimpianto coach Trinchieri trasformandosi nella metacampo difensiva. Colpita a freddo dai colpi di Thomas e Paige, la Reyer perde coesione, fiducia e ritmo nella gestione del pallone, non aiutata dalle rotazioni ampie scelte da coach De Raffaele per regalare minutaggio ai giocatori rientranti e da recuperare. Le ultime cartucce sparate all’inizio del quarto periodo, tra accenni di difesa press e zona, non danno i frutti sperati, e la forbice si allarga progressivamente fino a un ingeneroso -22, mentre dalla panchina orogranata si alzano i giovani Luca Possamai e Valerio Biancotto. La nota più lieta è il pieno recupero di Mitchell Watt, tornato dominante nel verniciato per lunghi tratti di partita: i suoi 21 punti valgono il massimo stagionale.

About the Author

Elisa Bencini
Elisa Bencini. Classe '89 laureanda in storia e tutela dei beni artistici a Firenze, ama il calcio e lo sport in generale e professa una fede sola: per la Fiorentina. Ha collaborato con alcuni giornali online, scrive per Sprint e Sport. E' la fondatrice e l'ideatrice del Blog dello Sportivo

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