Rio 2016, brave le ragazze della 4×400 femminile e molti rimpianti per Alessia Trost

Nella staffetta 4×400 femminile,  nessun problema per le Americane che con   Allyson Felix che chiude la gara iniziata da Courtney Okolo e proseguita da Natasha Hastings e Phylis Francis. Per loro tempo interessante di 3:19.06 con cui sconfiggono nettamente la Giamaica (3:20.34) e la Gran Bretagna (3:25.88).

L’Italia di Libania Grenot, Maria Benedicta Chigbolu, Maria Enrica Spacca e Ayomide Folorunso ha concluso al sesto posto (3:27.05) dopo aver realizzato il record italiano in batteria ed eguaglia il miglior risultata di sempre, buona staffetta per le azzurre che dopo una prima frazione chiusa dalla Chigbolu in ottava posizione, risalgono e rimangono attaccate al treno per la medaglia di bronzo, ottima frazione corsa dalla Spacca e dalla simpaticissima  Folorunso, mentre chiude un po stanca dalle tante gare Libania Grenot, in ogni caso un grande applauso per le Azzurre.

Nella Finale del salto in alto femminile,  gara assurda per colpa di  una progressione davvero scellerata ed inusuale della gara con 1.88, 1.93, 1.97, 2.00.

Con il risultato è che a 197cm ci sono arrivate solo quattro atlete, che nessuna è riuscita a superare la fatidica barriera dei 2 metri e che si sono visti 16 salti riusciti e 63 errori dalle ragazze rimaste in gara dopo la prima misura.

La gara andava certamente strutturata in modo migliore ma chi vince ha sempre ragione, e questa volta a vincere è Ruth Beitia a 37 anni l’eterna spagnola, dopo una carriera esplosa ai massimi livelli solo nelle ultime stagioni (reduce da tre titoli europei consecutivi), si consacra definitivamente e si laurea Campionessa Olimpica con pieno merito: 1.97 al primo tentativo in un percorso senza errori.

Medaglia d’argento alla sorprendente bulgara Mirela Demireva (1.97 del suo personale al primo tentativo ma letale l’errore a 1.88), bronzo alla croata Blanka Vlasic (1.97 alla seconda prova) che piazza il colpo di coda in una stagione poco esaltante per l’ex Campionessa del Mondo capace di tornare sul podio a cinque cerchi otto anni dopo l’argento di Pechino 2008. La statunitense Chaunte Lowe aveva superato 1.97 alla terza prova e quindi si è dovuta accontentare del quarto posto.

Occasione persa  per Alessia Trost, che ha indubbiamente nelle gambe le potenzialità di saltare 1.97 e oltre, ma invece ha commesso tre errori alla quota medaglia dopo aver superato indenne 188 e 193, chiudendo così al quinto posto la sua prima esperienza Olimpiade ma sarà ben conscia che sarà difficile ritrovare un’occasione del genere, mentre Desiree Rossit ha terminato in 16esima posizione con 1.88 superto all’ultima prova, poi 3 errori sul 193, ma per lei era già stato un gran successo qualificarsi per la finale.

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Andrea Schiavina
Nato a Bologna il 19/06/1965 titolo di studio Geometra, sport praticati a livello agonistico Nuoto, Pallanuoto, Football americano e Tennis. Appassionato di sport in genere, sono osservatore di calcio professionista, collaboro con Radio Nettuno, Abito a grizzana Morandi in provincia di Bologna sposato

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