Redivivo Nacer Bouhanni, è suo lo sprint di San Javier

Dopo le polemiche di ieri il francese si riscatta e brucia tutti nell’attesa volata della sesta tappa. Secondo Van Poppel e “solo” terzo un Viviani a cui non riesce la rimonta finale. Pinot, Kelderman e Majka perdono più di un minuto e mezzo a causa di un ventaglio, Molard resta in maglia rossa.

Terminata la parentesi andalusa, la Vuelta di Spagna numero 73 sbarca nella Region de Murcia. Dopo tappe intense, mosse e senza un attimo di respiro, il percorso torna ad essere piuttosto agevole, nonostante un paio di Gpm inseriti dagli organizzatori per animare la corsa. I velocisti hanno segnato in rosso sul calendario questa prova e vogliono tornare ad essere protagonisti dopo un paio di giorni sofferti. Si parte da Huercal-Overa e si arriva a San Javier dopo 155 km, con la vista sul Mar Mediterraneo ad accompagnare la carovana lungo tutto il tragitto.

Ha fatto tanta fatica, eccome se ne ha fatta fin qui. Richie Porte, come Vincenzo Nibali, è un corridore convalescente in cerca di recupero e sensazioni in questa Vuelta, ma la sua corsa fin qui è stata forse più sofferta del previsto, con il corridore della BMC relegato in fondo alla generale e costretto a fare gruppetto coi velocisti negli arrivi più duri. Ma Porte è orgoglioso e vuole dare un segnale. Ed è proprio lui, quando meno te l’aspetti, a dare il la alla fuga di giornata quando la gara è ancora agli albori. L’australiano trova due compagni di avventura: il solito Luis Angel Matè, a caccia di altri punti a pois, e Jorge Cubero.

Ma Quick-Step e Trek, per Viviani e Nizzolo, e FDJ, fiera detentrice della maglia rossa con l’ottimo Molard, non fanno sconti e la mini-fuga viene tenuta a distanza di sicurezza. Matè fa il suo dovere vincendo indisturbato i Gpm di terza categoria di Alto del Garrobillo e di Alto del Cedacer, con il gruppo che viaggia sempre a un paio di minuti di distacco dalla testa della corsa. Ai -30 km da San Javier finisce l’avventura del terzetto, con lo spagnolo Cubero a provare l’ultimo disperato allungo in solitaria.

La velocità si alza improvvisamente, è vero, ma per la carovana sembra una tappa estremamente ordinaria. Poi, però, accade l’imprevisto. Una caduta spezza il gruppo in più parti e chi si trova davanti, sfruttando il vento che soffia forte sulla costa, decide di approfittarne. È in particolare la Education First di Rigoberto Uran a fare il forcing, mentre dietro restano nella rete Thibaut Pinot, Rafal Majka e Wilco Kelderman, attardato ulteriormente da una foratura. Restano in 60 a giocarsi la volata, tra cui tutti i grandi velocisti. Quando parte lo sprint tutti si aspettano Elia Viviani, ma il campione italiano è chiuso, così come lo è Peter Sagan. Scatta allora Matteo Trentin, che ingaggia un duello serrato con Bouhanni. Il francese ne ha di più e con rabbia taglia il traguardo prima di tutti per la terza volta in carriera alla Vuelta.

ORDINE D’ARRIVO:
1. Nacer Bouhanni Cofis 3:58.35
2. Danny Van Poppel Team LottoNL-Jumbo +0.00
3. Elia Viviani Quick-Step Floors +0.00
4. Simone Consonni UAE Team Emirates +0.00
5. Matteo Trentin Mitchelton-Scott +0.00
6. Ivan Garcia Bahrain Merida Pro CT +0.00
7. Omar Fraile Astana Pro Team +0.00
8. Miguel Lopez Astana Pro Team +0.00
9. Peter Sagan Bora-Hansgrohe +0.00
10. Michael Morkov Quick-Step Floors +0.00

About the Author

Elisa Bencini
Elisa Bencini. Classe '89 laureanda in storia e tutela dei beni artistici a Firenze, ama il calcio e lo sport in generale e professa una fede sola: per la Fiorentina. Ha collaborato con alcuni giornali online, scrive per Sprint e Sport. E' la fondatrice e l'ideatrice del Blog dello Sportivo

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