Olimpiadi Mosca 1980, grande boicottaggio

Nel gennaio 1980 gli USA iniziavano a progettare la più grande rappresaglia della storia delle Olimpiadi.

Negli ultimi dieci anni politica e sport hanno assunto un legame sempre più indissolubile e nemmeno le Olimpiadi, l’evento che racchiude tutti gli sport e tutti i paesi del mondo, sono rimaste estranee da questo fenomeno della politica che entra nello sport. Ai politici non interessa tanto i risultati sportivi degli atleti, quanto impatto mediatico avrà invece l’evento sull’intero pianeta. Non è sempre stato così le prime edizioni dei giochi olimpici furono meri eventi sportivi, ma con l’avvento dei media i Giochi Olimpici hanno assunto sempre maggior rilievo, divenendo uno dei principali terreni di scontro tra grandi potenze.

Fra poco meno di sette mesi andranno in scena a Rio de Janeiro la XXXI edizione delle Olimpiadi. Ma voglio raccontarvi di un altra olimpiade di 35 anni fa che si svolse a Mosca nel 1980.

Era il gennaio 1980, mancavano circa 7 mesi alle Olimpiadi di Mosca, l’Unione Sovietica aveva inviato le proprie truppe in Afghanistan per aiutare il governo filo-sovietico instauratosi da pochi mesi con un colpo di stato.

Negli Stati Uniti intanto nell’autunno dello stesso anno si sarebbero svolte le elezioni presidenziali e il presidente democratico Jimmy Carter iniziò a promuovere un boicottaggio delle Olimpiadi di Mosca e in poco lanciò il messaggio: se l’Unione Sovietica non avesse ritirato le sue truppe dall’Afghanistan entro giugno gli Stati Uniti non avrebbero partecipato alle Olimpiadi di Mosca.

La sera del 24 dicembre le forze sovietiche diedero il via all’invasione: i primi reparti della 40esima Armata attraversarono il confine lungo il fiume Amu Darya, i paracadutisti quasi senza combattere si impossessarono della base. Un operazione militare di facile compito di traformò in una guerra che durò fino a metà febbraio del 1989.

Fin da subito gli Stati Uniti, che dopo dello Ayathollah Khomeini in Iran non poteva permettersi di perdere un’altra pedina nello scacchiere mondiale, valutarono azioni di risposta e le imminenti Olimpiadi parvero l’obiettivo più adatto da colpire. Il 9 gennaio 1980, in un promemoria firmato dal direttore della CIA Stansfield Turner e diretto al Presidente Carter, venivano riassunti i punti fondamentali relativi alla preparazione dell’Olimpiade da parte delle autorità sovietiche e si valutava l’utilità o meno di una possibile azione da parte degli statunitensi.

Prima di muoversi ufficialmente gli Stati Uniti chiamarono a raccolta i loro alleati e i primi a rispondere furono i governi di Canada e Gran Bretagna. La posizione del governo britannico non coincise con quella del Comitato Olimpico Nazionale, decide di inviare comunque i propri atleti a Mosca. Una scelta condivisa dal blocco occidentale Europeo, tra cui l’Italia che parteciparono ai Giochi Olimpici ma senza bandiera nazionale né inno.

Purtroppo i più penalizzati furono gli atleti e in particolare i non pochi atleti militari, i quali, essendo alle dirette dipendenze di uno stato fedele alle scelte dell’Alleanza Atlantica, non poterono partecipare ai Giochi. Per quanto riguarda i civili, essi parteciparono ai Giochi a titolo individuale, come specificato nell’articolo 24 del regolamento olimpico. Il boicottaggio statunitense oltre a gravare sugli atleti, si rivelerà inutile anche per il suo ideatore: Carter verrà infatti sconfitto durante le presidenziali dal repubblicano Ronald Reagan.

Nonostante la motivazione delle proteste occidentali fosse stata resa nota in maniera ufficiale, in Unione Sovietica la crisi in Afghanistan non venne accostata all’imminente Olimpiade e gli Stati Uniti vennero accusati di aver strumentalizzato un evento come le Olimpiadi a fine politico.

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Elisa Bencini
Elisa Bencini. Classe '89 laureanda in storia e tutela dei beni artistici a Firenze, ama il calcio e lo sport in generale e professa una fede sola: per la Fiorentina. Ha collaborato con alcuni giornali online, scrive per Sprint e Sport. E' la fondatrice e l'ideatrice del Blog dello Sportivo