Olimpia Milano gelata, Barcellona va in finale: 84-82

L’AX Armani Exchange Milano cade 84-82 contro il Barcellona nelle semifinali di Colonia, piegata da un canestro di Cory Higgins a otto decimi dalla sirena. Sarà dunque la formazione blaugrana ad affrontare l’Anadolu Efes Istanbul nella finale di domenica sera

Il replay della mitica giocata salvifica in gara-1 contro il Bayern questa volta non riesce. La rimessa successiva alla pugnalata inferta da Cory Higgins a otto decimi dalla sirena si spegne in un air-ball impiccato senza speranza di Kevin Punter. Quella stessa speranza che, pochi istanti prima, era brillata negli occhi della Pantera, incredibilmente libero di prendersi, dal palleggio, il suo tiro da tre preferito, quello che avrebbe potuto scrivere un finale tutto differente, ma respinto in maniera beffarda dal ferro. Ed è ancora più beffardo che quel tiro sputato dal canestro di Colonia sia uscito dalle mani fatate del miglior giocatore fino a quel momento della partita, capace, con 23 punti, di trascinare l’Olimpia dal -9 dell’intervallo lungo a un quasi impensabile +8 alla metà del terzo periodo. Sarà dunque il Barcellona a tornare in finale dopo 11 anni di attesa per sfidare l’Anadolu Efes Istanbul nel match-clou di domenica sera, lasciando all’Olimpia quel match per il terzo posto che definire “di consolazione” è quanto mai azzeccato. Perché il grande sogno, atteso dal mitico back-to-back dell’87-88, era proprio lì, tangibile, a una manciata di millimetri dall’essere artigliato.

Il Barça si prende la finale di forza, confermando nella serata più importante della stagione quelle qualità che lo hanno tenuto in vetta per la quasi totalità della regular-season, figlie di una qualità eccelsa su entrambi i lati del campo. Le armi offensive, affilate dal carisma e dall’esperienza dei veterani, esplodono in un primo tempo da punteggio altissimo e percentuali scintillanti, quelle difensive, forgiate da una grande annata di coach Jasikevicius, riemergono in un quarto periodo da soli 11 punti concessi a un’Olimpia che sembrava poter ingranare marce inarrivabili con i 29 sparati nel terzo quarto, figli di un maxi-parziale di 25-8. Agli 11 di Cory Higgins, killer spietato, si uniscono i 21 di Nikola Mirotic, spettacolare nelle letture e nelle spaziature offensive, i 10 di Pau Gasol, delizioso in un primo tempo in cui sfoggia la sua eterna classe anche a 41 anni di età, e i 17 con 6 assist di Nick Calathes, mente superlativa ma costretto ad alzare bandiera bianca per un problema alla caviglia sofferto nel finale.
E lì, nei minuti decisivi, l’Olimpia dimostra di aver ancora bisogno di quel piccolo step in più per poter ambire realmente al bersaglio grande. Non tanto nella metacampo difensiva, dove il registro cambia in maniera radicale dopo i 51 punti concessi nel primo tempo, ma nella freddezza e nella gestione dei possessi, sprecati con errori di letture, scelte e tiro anche dai veterani più affidabili. Un peccato doppio, perché vede la spinta emotiva spegnersi proprio sul bello, dopo che, con il quintetto piccolo sorretto da minuti straordinari di Vlado Micov da 4 tattico e Kaleb Tarczewski leonino su Pau Gasol, Milano era riuscita a tradurre sul parquet lunghi tratti di ottima pallacanestro corale su entrambe le sponde, dura, fisica e solida in difesa e perfetta nelle spaziature, nel timing e nel gioco perimetrale in attacco.

FC Barcellona – A|X Armani Exchange Milano 84-82
(27-24, 24-28, 16-29, 17-11)

Barcellona: Mirotic 21, Calathes 17, Higgins 11, Gasol 10, Kuric 8, Abrines 6, Bolmaro 4, Smits 3, Davies 2, Hanga 2. All. Jasikevicius.

Olimpia Milano: Punter 23, Micov 14, Shields 13, Rodriguez 11, Delaney 9, LeDay 8, Hines 4. All. Messina.

About the Author

Elisa Bencini
Elisa Bencini. Classe '89 laureanda in storia e tutela dei beni artistici a Firenze, ama il calcio e lo sport in generale e professa una fede sola: per la Fiorentina. Ha collaborato con alcuni giornali online, scrive per Sprint e Sport. E' la fondatrice e l'ideatrice del Blog dello Sportivo

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