Napoli e Inter ai quarti di Coppa Italia

Napoli e l’Inter si trovano ad affrontare un quarto di Coppa Italia che sa di finale, sia a livello di qualità, sia a livello psicologico. Chi la spunterà?

Formazioni:

Napoli (4-3-3) – All. Sarri:
Reina, Hysaj, Chiriches, Koulibaly, Strinic, Allan, Valdifiori, David Lopez, Callejon, Gabbiadini, Mertens.

Inter (4-2-3-1) – All. Mancini:
Handanovic, Nagatomo, Miranda, Juan Jesus, Telles, Medel, Kondogbia, Biabiany, Ljiajic, Perisic, Jovetic.

Arbitro: Paolo Valeri

 

Partita forte in campionato, la formazione di Mancini sta attualmente attraversando un momento di crisi a livello di risultati ma, soprattutto, per quel che concerne il gioco, ormai sempre più privo di idee e spunti che possano da un momento all’altro cambiare volto ad una partita. Ecco perché questo quarto di finale della Tim Cup risulta essere fondamentale, psicologicamente parlando, per l’Inter, che vincendo, acquisterebbe nuovamente autostima e “fame di vittorie”.
Dall’altra parte, invece, c’è il “Napoli dei miracoli di Mister Sarri” che primeggia in campionato e che non ha nessuna intenzione di fare passi falsi in questa competizione, troppo spesso snobbata dalle big nostrane.

La cronaca del match:
Molti cambi nelle file dei partenopei che preferiscono adottare un consistente turn-over (6 elementi) per far rifiatare i titolari. Spicca, tra le altre, l’esclusione di Gonzalo Higuain: al suo posto il poco utilizzato Gabbidini. I neroazzuri, invece, mantengono una formazione più conservativa, con un metodo classico e meno sbilanciato rispetto a quello degli avversari.
La partita inizia a ritmi blandi, con Napoli e Inter che si studiano nei minimi particolari per capire come e quando colpire.
Al 14esimo la prima azione degna di questo nome: Mertens prova la magia da fuori area, ma sulla strada per il gol trova una guardia attenta di Handanovic. Dieci minuti più tardi la risposta dell’Inter. Jovetic supera Koulibaly e serve uno spento Kondogbia (probabilmente ancora con la testa alle estati trascorse nel Principato di Monaco) che sbaglia tutto clamorosamente.
Al minuto 26, probabilmente l’ultimo sussulto della prima frazione di gioco. Callejon prova a sorprendere l’estremo difensore neroazzurro da centro area ma non è ancora il momento di sbloccare una partita troppo statica e poco viva.
Da questo momento in poi solo sbadigli sugli spalti, con il cronometro che corre ma senza emozioni degne di nota. Le squadre vanno a riposo sullo 0 a 0 al San Paolo.
Nella ripresa, le cose non iniziano diversamente. Si assiste, infatti, allo stesso leitmotiv dei primi 45 minuti, con sporadici e inconcludenti attacchi da parte di entrambe le formazioni.
Al 71esimo, però Sarri decide di rompere gli indugi, decidendo di inserire la “corazzata” Higuain, per permettere al suo Napoli di alzare il baricentro e di diventare più aggressivo.
Questa mossa, tuttavia, sortisce esattamente l’effetto opposto. Dopo nemmeno 180 secondi, la squadra partenopea permette a Jovetic di stoppare fuori area, portarsi la palla sul destro e far partire un siluro che si spegne nell’angolino. Reina immobile, 1 a 0 Inter.
Il Napoli, tuttavia, non ci sta e cerca di riaprire i giochi spingendosi in avanti con quasi tutti gli effettivi. A distanza di 2 minuti ci provano Higuain (84esimo) e il precedentemente ammonito Mertens, ma senza successo. Quest’ultimo, per altro, verrà poi espulso all’88 esimo.
La trazione anteriore adottata dall’ex allenatore dell’Empoli non funzione e, in 10, le cose si complicano parecchio. Ne è la dimostrazione il contropiede letale di un Ljiajc ritrovato che, senza indugi, fredda Reina chiudendo il match. La formazione di Mancini si impone dunque 2 a 0 in trasferta, portando i suoi uomini ad una semifinale quasi inaspettata.

Statistica Chiave:
I partenopei, dopo un’annata fino ad ora da urlo, inciampano sul più bello. Perdendo in casa contro un’Inter apparsa stanca, la diretta conseguenza potrebbe essere un repentino crollo del morale da parte dei giocatori. Spetterà a Mister Sarri riuscire a toccare le giuste note per far rialzare una squadra che, ad oggi, aveva dimostrato di avere carattere e mentalità vincente.

About the Author

Stefano Chiurato
Sono Stefano, nato a Torino il 5 luglio 1993. Mi sono diplomato nel 2012 presso il Liceo Scientifico Valsalice e a settembre 2015 mi sono Laureato in Economia e Direzione delle Imprese presso la Scuola di Management ed Economia di Torino. Sono un tifoso juventino e seguo attivamente il calcio e ho deciso di intraprendere questa avventura presso il "blog dello sportivo"

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