L’Olimpia Milano spreca l’occasione: il Real Madrid rimonta e vince 78-73

L’AX Armani Exchange Milano sogna a lungo di spezzare il lunghissimo tabù contro il Real Madrid, ma si vede rimontata e battuta nel quarto periodo nonostante il +17 toccato nel secondo periodo. L’Olimpia incassa la quinta sconfitta consecutiva e resta al dodicesimo posto con un record di 11-16

In effetti, gli ingredienti per il colpaccio ci sono tutti. L’assenza di pressione per il Forum deserto, la stanchezza mista a timore di un Real Madrid atterrato soltanto in mattinata per l’emergenza coronavirus e privo di cinque elementi di spicco, un +17 costruito in maniera meritata all’inizio del secondo periodo, un ritmo-partita ben controllato e due altri strappi che respingono il Real Madrid a cavallo dei due quarti centrali. Ma al Real, si sa, basta poco, pochissimo per accendere una scintilla. E trasformarla, nel giro di due minuti, in un incendio.

Cavalcando un break stordente di 0-15 nei primi tre minuti dell’ultimo periodo, i blancos riprendono in mano una partita giocata malamente all’inseguimento fino a quel momento, stritolano con la forza della difesa e i centimetri interminabili di Walter Tavares un attacco biancorosso già boccheggiante dopo i guizzi della prima metà di gara, e mandano i saluti con la freddezza dei propri veterani: dalla serie di spingardate di Rudy Fernandez, alla concretezza di Trey Thompkins, alle altezze impossibili di Walter Tavares, ai guizzi di un Facundo Campazzo che gestisce al meglio i palloni pesanti dopo tre quarti al limite dell’indecenza. La differenza di mentalità, durezza e cinismo, anche in queste condizioni ambientali, mentali e di roster, c’è, ed è destinata ad emergere proprio quando i possessi scottano.

L’Olimpia, dal canto suo, si ferma proprio nel momento topico, spentasi con un lungo giro a vuoto di 4′ abbondanti dopo averne giocati trenta con grande faccia tosta nonostante i suoi problemi di organico: Sergio Rodriguez scende in campo solo per onor di firma dopo l’infortunio sofferto a Kaunas, ma si ritrovano nelle sue stesse condizioni, se non peggiori, anche Nemanja Nedovic e Luis Scola. Se a questi aggiungiamo anche Drew Crawford, panchinaro al primo errore e mai più riutilizzato proprio come contro il Khimki, e Jeff Brooks, non entrato, quella doppia cifra di margine tenuta per tre quarti prende una colorazione molto strana.

Eppure, rinfrescata dal campionato in pausa, Milano compete con le armi rimaste, regge in difesa ed esprime tratti di pallacanestro frizzante e godibile in attacco, con un’alternanza tra portatori di palla e creatori di gioco sul perimetro capace di confondere la difesa del Real Madrid. Riccardo Moraschini, alla seconda partita dopo il rientro a Kaunas, indossa il mantello delle grandissime occasioni: 21 punti, 6 rimbalzi, 4 recuperi, due triple con fallo, enorme intensità difensiva e personalità strabordante nel fungere spesso da “uomo della provvidenza” nei momenti più complicati. Positivi anche Keifer Sykes, capace di dare sempre il giusto ritmo alla partita, Vlado Micov, ma poi crollato nel finale a causa dell’alto minutaggio e, soprattutto, Arturas Gudaitis, tornato dominante a centro-area come non lo si vedeva da tempo.

A|X Armani Exchange Milano – Real Madrid 73-78
(25-11, 20-24, 10-11, 18-32)

Olimpia Milano: Moraschini 21, Micov 13, Sykes 10, Gudaitis 9, Della Valle 5, Rodriguez 5, Roll 5, Nedovic 3, Tarczewski 2. All. Messina.

Real Madrid: Fernandez 16, Laprovittola 13, Tavares 13, Thompkins 13, Campazzo 8, Taylor 5, Garuba 4, Reyes 4, Carroll 2. All. Laso.

About the Author

Elisa Bencini
Elisa Bencini. Classe '89 laureanda in storia e tutela dei beni artistici a Firenze, ama il calcio e lo sport in generale e professa una fede sola: per la Fiorentina. Ha collaborato con alcuni giornali online, scrive per Sprint e Sport. E' la fondatrice e l'ideatrice del Blog dello Sportivo

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