L’Olimpia Milano si arrende anche al Khimki: sconfitta 69-78

L’Olimpia Milano incassa la terza sconfitta consecutiva arrendendosi sul parquet del Forum al Khimki Mosca con il punteggio finale di 69-78. Milano vede peggiorare il record a 11-14 ed esce dalla zona playoff. Alexey Shved e Jonas Jerebko guidano il Khimki con 18 e 16 punti, mentre all’Olimpia non servono i 18 punti con 8 assist di Sergio Rodriguez

Le polveri rimangono bagnate. Dopo il 4/27 dall’arco nella semifinale di Coppa Italia contro la Reyer Venezia, l’Olimpia Milano prosegue con un 3/21 in Eurolega contro il Khimki Mosca, incassa la terza sconfitta consecutiva in Europa e vede peggiorare il proprio record a 11-14, numeri che, in questo momento, la estromettono dalla zona playoff. In verità, l’andamento dell’Olimpia dopo l’avvio-sprint da 7-2 con annesso primato in classifica recita ora un mesto 4-12, con un ormai lungo trascinarsi di problematiche ormai note a cominciare dai soli 69 punti segnati, miglior “prestazione difensiva” stagionale del Khimki, se vogliamo intenderla così, ma in realtà specchio di un sistema offensivo che continua a soffrire lunghi momenti di vuoto con circolazione di palla lenta e perimetrale, e una diffusa incapacità di costruire vantaggi dal palleggio.

L’ormai “famigerato” terzo quarto si trasforma ancora una volta in pesante tassa da pagare: dopo un mini-break in avvio di ripresa con cui l’Olimpia sembra poter riprendere in mano l’inerzia di una partita trascorsa quasi esclusivamente a inseguire, arriva invece un pesantissimo parziale di 0-15 in favore del Khimki, cominciato con una serie di canestri fin troppo facili di Alexey Shved e Jonas Jerebko e rintuzzato poi da Booker e Timma. Nel frattempo, persa la vena ispiratrice di un Sergio Rodriguez capace di svincolarsi dalle trappole difensive iniziali con un secondo periodo di altissimo livello, l’attacco biancorosso si cristallizza per 6′ lunghissimi minuti di asfissia su possessi perimetrali, lamentando carenza di idee, di organico e scarsa brillantezza fisica generale. La scintilla riaccesa dal ricorso in massa al secondo quintetto e da un buon momento di Amedeo Della Valle serve soltanto per vivere l’ultima illusione prima che i canestri di Dairis Bertans e Jonas Jerebko riallarghino la forbice oltre la doppia cifra di margine.

Nel finale, Milano getta la maschera e diventa camaleontica, rimbalzando tra mini-quintetti con il doppio playmaker Rodriguez-Sykes più Vlado Micov da 4 tattico alla ricerca di spunti offensivi e pressing allungato sui 28 metri, e assetti più tradizionali con il ritorno di Luis Scola, suo malgrado poco efficace su entrambe le metacampo. Ne risultano minuti di confusione aggravati da percentuali dall’arco sempre più in picchiata: il Khimki controlla il ritmo gestendo i possessi con l’esperienza di Alexey Shved e Jonas Jerebko e respinge gli ultimi sussulti firmati da Rodriguez, il migliore a livello statistico con 18 punti, 8 assist ma 6/14 al tiro. Spicca in negativo, invece, la partita di Drew Crawford, panchinato dopo 3 soli minuti di secondo periodo in cui raccoglie due tiri stentati nel traffico e una pessima rotazione difensiva che apre il campo a una tripla comoda di Bertans: il suo non-riutilizzo costringe Vlado Micov a un’altra serata di straordinari, ma dopo un primo tempo brillante sembra finire anche lui sulle ginocchia.

A|X Armani Exchange Milano – Khimki Mosca 69-78
(16-21, 22-18, 13-20, 18-19)

Olimpia Milano: Rodriguez 18, Micov 15, Tarczewski 12, Della Valle 9, Gudaitis 5, Roll 4, Scola 4, Brooks 2. All. Messina.

Khimki Mosca: Shved 18, Jerebko 16, Booker 12, Jovic 10, Bertans 9, Timma 8, Kramer 3, Robinson 2. All. Kurtinaitis.

About the Author

Elisa Bencini
Elisa Bencini. Classe '89 laureanda in storia e tutela dei beni artistici a Firenze, ama il calcio e lo sport in generale e professa una fede sola: per la Fiorentina. Ha collaborato con alcuni giornali online, scrive per Sprint e Sport. E' la fondatrice e l'ideatrice del Blog dello Sportivo

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