Lo Zenit San Pietroburgo frena l’Olimpia Milano: 79-70

L’AX Armani Exchange Milano incassa la seconda sconfitta esterna consecutiva cadendo contro lo Zenit San Pietroburgo per 79-70 nel recupero della quinta giornata. Decisivo un break di 11-2 piazzato nella parte finale del quarto periodo. L’Olimpia scivola a 16-9, torna al terzo posto in classifica, e perde il vantaggio nello scontro diretto con lo stesso Zenit, battuto di 6 punti all’andata

In avvio, è la squadra russa a controllare l’inerzia sfruttando la superiorità fisica sotto i tabelloni dettata dal rientro di Alex Poythress unito alle assenze di Zach LeDay e Jeff Brooks e dai problemi di falli che colpiscono Kaleb Tarczewski dopo una manciata di secondi dalla palla a due, poi, quando il metro arbitrale si ammorbidisce concedendo contatti a due delle difese più dure della Lega, Milano riequilibra la situazione, e, accesa da una scarica di Kevin Punter a inizio ripresa, fa corsa di testa per tutto il terzo periodo. Ed è lì, a cavallo dei due quarti finali, dove l’Olimpia manca l’occasione di azzannare e prendere definitivamente il controllo. Qualche palla persa banale, un paio di quintetti mal spaziati per le assenze già citate, un paio di rotazioni mancate sulle penetrazioni di Pangos, capace di scrollarsi dalle spalle anche la marcatura tremenda di Shavon Shields, unico in grado di limitarlo: lo Zenit resiste, risorge con le bombe di Baron e, spinto dai 3.000 tifosi della Sibur Arena, spegne la pericolosità avversaria sul perimetro e affonda la lama con le giocate in pick’n’roll di Pangos con Poythress e Gudaitis.

Nonostante le buone percentuali in area, gonfiate soprattutto dai numeri di Kevin Punter. Shavon Shields e Sergio Rodriguez, l’Olimpia soffre nel tiro pesante, e a centro-area, dove concede tanti extra-possessi con 11 rimbalzi offensivi ma, soprattutto, il 66.7% al tiro da due, subendo, oltre ai muscoli di Gudaitis e alla concretezza di Poythress, anche la versatilità di Will Thomas. Con Kaleb Tarczewski finito presto fuori partita a livello mentale, non bastano la presenza di Kyle Hines, meno efficace del consueto senza il gemellino LeDay al fianco, e l’enorme sforzo di Shields, il migliore per continuità, efficacia in attacco e tenacia difensiva. In calo rispetto alla scorsa settimana i “finti 4” adattati, Vlado Micov e Gigi Datome, così come l’apporto di Malcolm Delaney, nervoso, falloso e impreciso al tiro. E il Rodriguez di oggi, brillante nel primo tempo ma poi frenato nella ripresa, non basta per riequilibrare la situazione in regia.

Zenit San Pietroburgo – A|X Armani Exchange Milano 79-70
(19-15, 21-23, 14-16, 25-16)

Zenit San Pietroburgo: Gudaitis 16, Pangos 16, Baron 13, Poythress 10, Will 10, Ponitka 6, Rivers 3, Zubkov 3, Hollins 2. All. Pascual.

Olimpia Milano: Punter 16, Shields 15, Rodriguez 10, Hines 9, Roll 7, Micov 5, Datome 4, Delaney 4. All. Messina.

About the Author

Elisa Bencini
Elisa Bencini. Classe '89 laureanda in storia e tutela dei beni artistici a Firenze, ama il calcio e lo sport in generale e professa una fede sola: per la Fiorentina. Ha collaborato con alcuni giornali online, scrive per Sprint e Sport. E' la fondatrice e l'ideatrice del Blog dello Sportivo

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