L’Italia si deve arrende alla Croazia: A Rio vanno i croati

Il preolimpico di Torino si chiude con la sconfitta in finale dell’Italia 84-78 in overtime.

ITALIA-CROAZIA 78-84 D.T.S. (12-19, 34-39; 52-54, 70-70)

ITALIA: Poeta N.E., Belinelli 18, Aradori 3, Gentile 6, Bargnani 4, Gallinari 12, Melli 11, Cusin 2, Datome  12, Cervi N.E., Hackett 10, Tonut 0

CROAZIA: Babic 0, Kruslin N.E., Stipcevic N.E., Simon 21, Hezonja 2, Saric 18, Ukic 4, Planinic 13, Bilan 0, Sakic N.E., Arapovic N.E., Bogdanovic 26

L’Olimpiade continua ad essere chimera, per l’Italia, che nella finale del torneo preolimpico di Torino viene sconfitta  84-78 dopo un supplementare da una Croazia che ha ampiamente meritato il pass per Rio al termine di una gara che ha visto quasi sempre i Croati in testa.

Gli azzurri partono con la novità di Gentile in quintetto al posto di Datome per cercare di difendere bene su Bodganovic, le due squadre partono entrambe con 1/6 dal campo, c’è enorme tensione (subito due tecnici fischiati a Simon e Bargnani), poi ci pensa anche il tabellone elettronico ad andare completamente in tilt dopo soli 3’27” (punteggio 4-2 per la Croazia) con la partita che viene sospesa per ben 23’ e i giocatori che addirittura tornano in campo per il riscaldamento.

Alla ripresa, i problemi per l’Italia sono enormi, non  segna mai (4/11 da due e 0/3 da tre dopo 10’), Bargnani e Gallinari hanno due falli sul groppone, insomma tutto sembra complesso mentre i punti di vantaggio dei croati sono 7 (19-12).

Nel secondo quarto, si peggiora pure. Arriva lo svantaggio in doppia cifra (22-12), Melli si carica di tre falli, idem Bargnani, mentre Datome, Belinelli e Gallinari provano ad aprire la scatola. Punto su punto, con una grande difesa di Cusin, gli azzurri  non sprofondano, anzi recupera e rientra in partita grazie a una tripla di Hackett che vale il -1 (31-30), la Croazia si ritrova anche lei con problemi di falli (tre per Simon e Ukic), cinque punti di fila del solito Bogdanovic portano il nuovo mini allungo, fino al 39-34 del riposo lungo.

Nel secondo tempo  Gallinari prende per mano gli azzurri, assieme a Gigi Datome, che consentono all’Italia di andare in testa  sul 42-39 col break di 8-0. Poi Hackett, bravissimo in difesa ma un po’ stanco, commette il terzo fallo su Bodganovic e il quarto su Planinic, la situazione si complica, l’Italia pasticcia un po’, la Croazia si riporta avanti con uno scatenato Simon (50-44), Melli tramuta rimbalzi offensivi in punti d’oro, la terza frazione si chiude con una tripla pazzesca di Datome che infila il -2 (54-52). Melli, sempre lui, inchioda Planinic ma dopo il tocco della palla sul tabellone, gli arbitri non vedono quindi l’interferenza, e non danno canestro valido e Petrovic si infuria come non mai giustamente e prende un fallo tecnico. La Croazia non molla la presa e Saric ne mette nove di fila, al 35’ i punti da recuperare per l’Italia diventano 8 (63-55). La tripla di Belinelli vale il -3 (65-62), Hackett trova il -1 (65-64), Planinic fa 0/2 dalla lunetta, uno schiaccione di Melli porta il nuovo vantaggio Italia (66-65) ma subito dopo c’è il quinto fallo di Gallinari, un po’ dubbio. In lunetta ci va Simon: 2/2 e Croazia avanti 67-66.  Nel ribaltamento con 90 secondi sul tabellone,  Belinelli subisce fallo 2/2 e nuovo sorpasso sul 68-67.  Replica Bodganovic (69-68), gli azzurri non trovano il canestro in due occasioni. Mancano 21″, Simon subisce fallo ma fa 1/2: 70-68. Poi Belinelli sbaglia un tiro, ma c’è il tap-in di Melli a 5″ dalla sirena: 70-70, quindi Bogdanovic fallisce il tiro vittoria.

Si va all’overtime, dove continua l’equilibrio. Due liberi di Saric portano ancora la Croazia sul +4 (77-73), Hackett fa 1/2 dalla lunetta (77-74) a -1’37”, Bogdanovic mette la tripla dell’80-74 che di fatto chiude la serata.

Adesso avanti pure con i processi, noi non ne faremmo, una grande occasione persa questo è certo con gli azzurri che hanno giocato abbastanza male in attacco in tutte le partite giocate, ed è riuscita ad arrivare in finale appoggiandosi sulla grande difesa che è il marchio di fabbrica di Ettore Messina.

Melli, Cusin ed Hackett sono bravi gregari, ma sono stati i presunti big Belinelli, Bargnani, Datome e Gallinari sottotono ed imprecisi al tiro tranne qualche rara folata, peccato era un’occasione importante visto i tanti sacrifici fatti dalla federazione per giocare il Pre Olimpico in casa, l’Italia così manca l’accesso alle Olimpiadi dal lontano 2004.

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Andrea Schiavina
Nato a Bologna il 19/06/1965 titolo di studio Geometra, sport praticati a livello agonistico Nuoto, Pallanuoto, Football americano e Tennis. Appassionato di sport in genere, sono osservatore di calcio professionista, collaboro con Radio Nettuno, Abito a grizzana Morandi in provincia di Bologna sposato