L’Inter si fa male da sola: 3-3 a San Siro al Sassuolo

Succede di tutto al Meazza: i neroverdi giocano meglio nel primo tempo e passano subito con Caputo, ma Lukaku e Biraghi la ribaltano. Nella ripresa, Gagliardini spreca l’incredibile, Young sbaglia e Berardi segna su rigore. Borja Valero illude ma Magnani all’89’ fa 3-3

FORMAZIONI:

Inter (3-4-3): Handanovic; Skriniar, Ranocchia, Bastoni; Moses, Gagliardini, Valero, Biraghi; Eriksen, Lukaku, Sanchez. All. Conte.

Sassuolo (4-2-3-1): Consigli; Muldur, Chiriches, Ferrari, Rogerio; Magnanelli, Obiang; Berardi, Djuricic, Boga; Caputo. All. De Zerbi.

CRONACA:

Per l’Inter è un inizio shock, forse dovuto anche ai cinque volti nuovi dal 1’ e all’ossatura centrale rivoluzionata, con Borja dentro per Barella, Ranocchia per De Vrij e Sanchez per Lautaro. Al 4’ gli emiliani sono già avanti: l’ispiratissimo Djuricic si trova una prateria davanti e con l’esterno pesca in area Caputo che tutto solo batte Handanovic in diagonale per il vantaggio del Sassuolo. E i nerazzurri accusano il colpo, palesando un certo disordine organizzativo. Berardi per due volte in 10’ entra in area in uno contro uno ma Bastoni riesce a murarlo. La reazione dell’Inter è timida: colpo di testa di Sanchez di poco a lato su cross di Biraghi. Fino al 40’ è un’Inter in balia degli eventi, che fa fatica a costruire e che lascia al Sassuolo la possibilità di arrivare a ridosso dell’area con troppa facilità. Poi il classico episodio che cambia la sfida: un ingenuo Boga mette giù Skriniar in area, cercando di rinviare il pallone: rigore che Lukaku trasforma spiazzando Consigli, per il 25 centro personale in stagione. Ma non è finita: mentre le squadre sembrano aspettare l’intervallo, ecco che l’Inter trova la fiammata vincente. Percussione centrale Biraghi-Sanchez, palla che carambola ancora sul terzino che da due passi colpisce forte dal basso verso l’alto, bucando ancora Consigli. Inter avanti al riposo, quasi senza accorgersene.

Inter più aggressiva a inizio ripresa: Biraghi impegna su punizione consigli, che poi è bravo ad alzare in angolo anche un destro da fuori di Gagliardini. Ma è clamoroso quello che Gagliardini combina al 18’, quando a porta vuota spara sulla traversa da dentro l’area piccola. Intanto Conte richiama Eriksen per Agoume, cercando di portare forze fresca in mediana, che torna a cinque. Poi alla mezz’ora cambia entrambe le fasce, come successo con la Samp. ALTALENA DI GOL— Un cambio che incide… in negativo e in positivo. Nel primo caso per colpa di Young che nel giro di tre minuti prima rischia il rigore e poi lo regala mettendo giù in area Muldur: un’ingenuità identica per dinamica al penalty concesso su Skriniar. Berardi dal dischetto fulmina Handanovic. Ma 5’ minuti dopo sempre Young si procura una punizione laterale che batte l’altro subentrato Candreva: pallone dolce sul secondo palo dove Borja Valero approfitta della dormita di Defrel e tutto solo a mezzo metro dalla porta trasforma in oro. Finita? Macché. Candreva si divora il 4-2, poi al 43’ Handa salva su Muldur con un bel riflesso, ma sugli sviluppi dell’angolo di Djuricic, su controcross rasoterra, Magnani in mischia timbra il 3-3. Nel recupero Skriniar trova il tempo per il secondo giallo che gli costerà la squalifica. Ma il rammarico più grande per Conte è stato perdere una vittoria ormai in pugno. Se non è un addio ai sogni di gloria poco ci manca: “per vincere bisogna ammazzare l’avversario” aveva detto appena tre giorni fa il tecnico dopo la Samp. Una lezione che la squadra non sembra ancora aver imparato.

About the Author

Elisa Bencini
Elisa Bencini. Classe '89 laureanda in storia e tutela dei beni artistici a Firenze, ama il calcio e lo sport in generale e professa una fede sola: per la Fiorentina. Ha collaborato con alcuni giornali online, scrive per Sprint e Sport. E' la fondatrice e l'ideatrice del Blog dello Sportivo

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