L’Argentina sfata il tabù! Trionfo in Copa America: 1-0 al Brasile

Una finale tesissima, tra falli e ammonizioni in sequenza, viene decisa da una rete di Angel Di Maria dopo 22 minuti. I padroni di casa si svegliano solo nel finale, ma sono costretti a capitolare. Quindicesimo successo per l’Albiceleste, che torna a conquistare la Copa dopo 28 anni, e primo in nazionale per la Pulga

FORMAZIONI:

Argentina (4-3-3): Martinez; Montiel, Romero, Otamendi, Acuna; De Paul, Paredes, Lo Celso; Messi, Martinez, Di Maria. All. Scaloni.

Brasile (4-2-3-1): Ederson; Danilo, Marquinhos, Silva, Renan Lodi; Casemiro, Fred; Richarlison, Paquetà, Everton; Neymar. All. Tite.

CRONACA:

Tutti si attendono Neymar e Leo Messi, entrambi alla ricerca del primo trofeo in nazionale. L’eroe di Rio de Janeiro e di tutta l’Argentina è però Di Maria. Che non segnava con la Selección da tre anni, che in questa Copa non è sempre stato trattato da indispensabile, ma che è riuscito a emergere nella notte più importante di tutte. Che qualcosa per il Brasile non funzioni, lo si intuisce sin da subito. I padroni di casa faticano a costruire gioco e occasioni da goal. L’Argentina, invece, quando ha la palla giusta è letale: lancio dalle retrovie di De Paul, Renan Lodi buca completamente l’intervento e Di Maria uccella Ederson con un lob imparabile. Il primo tempo scorre così, tra un mezzo brivido provocato da Messi, un’immensità di falli da una parte e dall’altra e nessun segnale da parte della Seleção. Emiliano Martinez, per dire, fino all’intervallo non deve mai sporcarsi seriamente i guanti.

Il Brasile si sveglia nella ripresa. E qualcosa inizia a creare. Soprattutto con Richarlison, che prima si vede annullare la rete del pareggio per un suo precedente fuorigioco, poi spara da buona posizione addosso ai guanti di Martinez. Ma la nazionale di Tite si spegne sul più bello. L’Argentina difende il vantaggio, si chiude bene, rischia qualcosa con Gabigol ma sfiora il raddoppio con Messi. E alla fine si porta a casa il trionfo. Il quindicesimo nella propria storia, come l’Uruguay. E in casa dei rivali di sempre. Una goduria.

About the Author

Elisa Bencini
Elisa Bencini. Classe '89 laureanda in storia e tutela dei beni artistici a Firenze, ama il calcio e lo sport in generale e professa una fede sola: per la Fiorentina. Ha collaborato con alcuni giornali online, scrive per Sprint e Sport. E' la fondatrice e l'ideatrice del Blog dello Sportivo

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