La Svizzera rimonta e beffa la Serbia: 1-2

La Serbia passa con Aleksandar Mitrovic e gioca un gran primo tempo, ma é rimontata nella ripresae e sorpassata nel finale grazie ai gol di Granit Xhaka e Xherdan Shaqir, che nell’esultanza tra l’altro non mancano di ricordare le loro origini albanesi mimando un’aquila.

FORMAZIONI:

Serbia (4-2-3-1): Stojkovic; Ivanovic, Milenkovic, Tosic, Kolarov; Matic, Milivojevic; Tadic, Milinkovic-Savic, Kostic; Mitrovic. All. Krstajic.

Svizzera (4-2-3-1): Sommer; Lichtsteiner, Schar, Akanji, Rodriguez; Behrami, Xhaka; Shaqiri, Dzemaili, Zuber; Seferovic. All. Petkovic.

CRONACA:

Una partita letteralmente dai due volti, con la compagine serba che ha profondamente convinto nel primo tempo, ma che poi non è stata in grado di resistere al ritorno degli elvetici. Contesa fin da subito in discesa per i ragazzi Krstajic che, dopo aver trovato il vantaggio dopo appena cinque minuti, hanno dato l’impressione di poter dominare a tratti. Serbia non velocissima e portata alla spettacolarità, ma concreta e qualitativamente dotata. Nella prima mezzora Milinkovic-Savic e compagni hanno coperto il campo con grande padronanza, costringendo la Svizzera ad attuare un possesso palla tanto lungo quanto infruttuoso. Pressing a centrocampo, idee chiare e buona varietà di opzioni in attacco, con queste armi la compagine serba ha fatto sembrare gli elvetici avversari di minor spessore rispetto al loro reale valore nella prima frazione.

Nella ripresa la Svizzera è rientrata in campo con un piglio diverso. La squadra di Petkovic, non affatto disposta a salutare i Campionati del Mondo dopo appena 180’, è riuscita a mettersi alle spalle le difficoltà incontrate nei primi 45’ ed ha guadagnato metri su metri in campo. Quella che sembrava una squadra non in grado di far valere la propria qualità soprattutto a centrocampo si è trasformata e lo splendido goal del pareggio realizzato da Xhaka le ha regalato convinzioni ancora maggiori. La Svizzera ha fatto girare meno palla ed ha sfruttato meglio la velocità dei suoi giocatori offensivi ed è così che non solo ha fatto tremare una Serbia fin troppo ingenua, ma che l’ha anche punita nei minuti finali. Dopo essersi spartite le frazioni di gioco, le due squadre non si spartiscono la posta in palio. Ad esultare sono gli elvetici, mentre alla Serbia resta solo il rimpianto di essere durata 45’. Alla Svizzera il merito di averci creduto sempre e di essere riuscita a ribaltare una partita che sembrava quasi segnata ed è anche per questo che la sua vittoria è probabilmente doppiamente meritata.

About the Author

Elisa Bencini
Elisa Bencini. Classe '89 laureanda in storia e tutela dei beni artistici a Firenze, ama il calcio e lo sport in generale e professa una fede sola: per la Fiorentina. Ha collaborato con alcuni giornali online, scrive per Sprint e Sport. E' la fondatrice e l'ideatrice del Blog dello Sportivo