La Germania si salva al 96′: 2-1 alla Svezia

Un gol su punizione di Toni Kroos salva la Germania. La Svezia era andata avanti con Ola Toivonen, poi il pareggio di Marco Reus ad inizio ripresa. Proprio prima del fischio finale la magia di Kroos.

FORMAZIONI:

Germania (4-2-3-1): Neuer; Kimmich, Rudiger, Boateng, Hector; Rudy, Kroos; Muller, Draxler, Reus; Werner.All. Low.

Svezia (4-4-2): Olsen; Lustig, Lindelof, Granqvist, Augustinsson; Claesson, Larsson, Ekdal, Forsberg; Berg, Toivonen. All. Andersson.

CRONACA:

I teutonici danno l’impressione solamente per i primi 10 minuti di essere in grado di cambiare ritmo rispetto al match contro il Messico: il salvataggio sulla linea sul tiro ravvicinato di Draxler si rivela un’illusione. La Svezia difende bene e riparte ancora meglio: Berg, lanciato in solitaria davanti a Neuer, viene falciato da Boateng e solo il clamoroso mancato intervento dell’arbitro e del VAR non porta all’assegnazione del calcio di rigore. Il portiere del Bayern nulla può però sul bellissimo pallonetto di Toivonen, imbeccato dal Claesson. I campioni del mondo subiscono il colpo. Pur proiettandosi in avanti non hanno mai la lucidità necessaria per far male agli scandinavi, insuperabili sulle palle alte e che prima del fischio finale sfiorano il goal con Berg, fermato da un miracoloso tuffo di Neuer.

Nella ripresa Low tenta il tutto per tutto inserendo Gomez per Draxler e spostando Werner sulla fascia destra: ed è proprio da un cross del bomber del Lipsia e grazie alla presenza in area di rigore di SuperMario, che i tedeschi trovano il goal del pari con Reus. Da questo momento in poi è un vero e propio assedio, che però non vede mail portiere avversario Olsen essere costretto ad effettuare degli interventi miracolosi. Di intervento ne commette uno Boateng, giustamente espulso a 10 minuti dalla fine. Nonostante l’inferiorità numerica la squadra di Low continua a spingere sull’acceleratore e dopo aver sfiorato il goal con Gomez, Brandt, lo trova meritatamente con Kroos, che esce dal suo cilindro una punizione che si infila all’angolino e allontana tutti i fantasmi dell’eliminazione.

About the Author

Elisa Bencini
Elisa Bencini. Classe '89 laureanda in storia e tutela dei beni artistici a Firenze, ama il calcio e lo sport in generale e professa una fede sola: per la Fiorentina. Ha collaborato con alcuni giornali online, scrive per Sprint e Sport. E' la fondatrice e l'ideatrice del Blog dello Sportivo

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