Impresa di Julian Alaphilippe a Le Gran-Bornard!

Dopo 140 km di fuga, Julian Alaphilippe arriva in solitaria al traguardo di Le Grand-Bornard, prima vera tappa di salita di questo Tour. Per il team belga è il 50° successo in stagione, con la doppietta di Gaviria ad inizio Tour. Van Avermaet resta in giallo, mentre non c’è bagarre tra i big: Froome si difende molto bene grazie al suo Team Sky. Perdono secondi Zakarin e Majka.

Dopo le volate, il pavè e il giorno di riposo il Tour de France numero 105 è pronto a decollare. Oggi arrivano le montagne, oggi entrano in scena le Alpi nella prima tappa di un trittico ad alta quota che riscriverà la classifica generale di questa Grande Boucle. Il menu è di quelli ricchi e appetitosi: 5 Gpm tra Annecy e Le Grand Bornand, 3 di prima categoria e l’Hors Categorie di Plateau des Glieres ad impreziosire il tutto. L’arrivo è in discesa, ma il percorso è da giganti. La prova di Roubaix ha privato la corsa di Richie Porte e ha lasciato altre scorie: Vuillermoz e Keukeleire non partono per i postumi della caduta. Mikel Landa, invece, non ha messo a posto i conti con la fortuna e dopo il ritardo di domenica, cade nel tratto di trasferimento. Per fortuna senza conseguenze.

La tappa parte a mille. Julian Alaphilippe fa il diavolo a quattro per andare in fuga, ma saranno almeno una quarantina i corridori a provarci. La carovana incontra quasi subito il Col de Bluffy, facile ascesa di quarta categoria. E mentre dietro Zakarin fora, davanti Alaphilippe trova la spinta giusta per lasciarsi il gruppo alle spalle. Il francese della Quick-Step scollina da solo e poi attende la folta schiera di contrattaccanti che si è creata dietro di lui. Ci sono nomi importanti: da Philippe Gilbert a Peter Sagan, passando per Robert Gesink, Tony Gallopin e Rein Taaramae. Ma soprattutto c’è Greg Van Avermaet, che non ha nessuna intenzione di lasciare la maglia gialla senza vendere cara la pelle. Sono 21 in tutto, i fuggitivi.

Peter Sagan fa parte della fuga con un solo obiettivo: vincere il traguardo volante di Thones. Il campione del mondo se lo aggiudica senza problemi e mette un’altra pietra fondamentale per la conquista della sua sesta maglia verde. Subito dopo arriva il Col de la Croix Fry, prima, vera salita di questa Grande Boucle con i suoi 11,3 km al 7% di media. Nel gruppo dei big cominciano a staccarsi dei corridori, a cominciare da Dylan Groenewegen. Davanti, è Rudy Molard a tentare l’allungo in vista del Gpm. Il francese viene raggiunto da Taaramae, ma lo batte allo sprint per la vetta e conquista virtualmente la maglia a pois. Ma non c’è un attimo di tregua. I fuggitivi si bevono in un amen la lunga discesa che porta al Hors Categorie di Plateau des Gleries e ricominciano a salire. Così come sale il loro vantaggio sul gruppo.

Gli occhi sgranano e i muscoli tremano sul primo HC di questo Tour. Nella prima parte di ascesa ognuno sale del suo passo e il gruppetto di testa si sgretola. Ma nel finale la strada spiana e i valori degli scalatori si azzerano. E chi rispunta dal gruppo? Ancora Alaphilippe! Il francese si prende in agilità il Gpm ed entra da solo nel romantico tratto di sterrato che segue lo scollinamento. Poi si rialza e la fuga di gruppo prosegue. Dietro il Team Sky fa il ritmo, che a dire il vero è molto blando. Ci sono ancora tanti velocisti e nessuna delle altre squadre prova a dare una scossa alla corsa.

La fuga, invece, non ha nessuna intenzione di fermarsi e approccia il Col de Romme con quasi 7 minuti di margine. A detta di molti è questa la salita più dura della tappa. Calmejane e Taaramae, il duo Direct Energie all’attacco, prova a fare la differenza. Ma Alaphilippe è sempre lì. Nel gruppo dei big è Warren Barguil a provare la sortita, ma l’ex maglia a pois rimbalza indietro e finisce per perdere le ruote del gruppo. Van Avermaet comincia a faticare ma resiste con classe e sale del suo passo. Alaphilippe, invece, capisce di avere più gamba di tutti, va a prendere Taaramae e vince anche questo Gpm. La maglia a pois è praticamente in cassaforte, visto che Molard ha ormai ceduto. Il vincitore dell’ultima Freccia Vallone capisce che non è più tempo di voltarsi indietro e questa volta, dopo la vetta, non aspetta più gli ex compagni di fuga, facendo la differenza in discesa. Mancano 28 km al traguardo.

Il Col de la Colombiere è l’ultima fatica di giornata. Se Alaphilippe vola, dietro è Michal Kwiatkowski a scremare il gruppo imprimendo un ritmo finalmente di buon livello. Ma i big restano tutti lì. Soltanto a qualche centinaio di metri dal Gpm si vede un’azione. È Daniel Martin ad attaccare, ma è tardi per fare danni. Solo Majka, Zakarin e Mollema perdono le ruote dei migliori, mentre Uran, probabilmente non al meglio, si era staccato poco prima. La discesa verso Le Grand-Bornand si trasforma in una passerella dolcissima per Julian Alaphilippe. Il francese si gode gli ultimi km e taglia il traguardo visibilmente emozionato. La più grande impresa di questo Tour, finora, l’ha scritta lui.

ORDINE D’ARRIVO:
1. Julian Alaphilippe Quick-Step Floors 4:25.27
2. Jon Izagirre Bahrain Merida Pro CT +1.34
3. Rein Taaramae Direct Energie +1.40
4. Greg Van Avermaet BMC Racing Team +1.44
5. Serge Pauwels Team Dimension Data +1.44
6. Lilian Calmejane Direct Energie +2.24
7. Daniel Martin UAE Team Emirates +3.23
8. Primoz Roglic Team LottoNL-Jumbo +3.23
9. David Gaudu Groupama-FDJ +3.23
10. Geraint Thomas Team Sky +3.23

About the Author

Elisa Bencini
Elisa Bencini. Classe '89 laureanda in storia e tutela dei beni artistici a Firenze, ama il calcio e lo sport in generale e professa una fede sola: per la Fiorentina. Ha collaborato con alcuni giornali online, scrive per Sprint e Sport. E' la fondatrice e l'ideatrice del Blog dello Sportivo

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