Il Liverpool é campione d’Inghilterra

Quattro anni e mezzo dopo il suo arrivo a Liverpool, Jurgen Klopp festeggia un titolo atteso in città da 30 anni: campione d’Inghilterra. Una vittoria che sulla copertina mette l’immagine del tecnico tedesco, ma la cui realtà è frutto di un percorso tutt’altro che scontato e banale. E che solo a Liverpool, probabilmente, nel calcio di oggi, sarebbe potuto succedere

Era dal 1990 che la Premier League non tonava nel Merseyside. Non ci erano riusciti Benitez e Gerrard, Suarez e Coutinho, Sterling e Rodgers, Xabi Alonso e Mascherano. Ci sono riusciti Klopp e Salah, van Dijk e Firmino, Mané ed Henderson. Finalmente, dopo 30 lunghi anni, il Liverpool può gioire: è campione d’Inghilterra.

Il 4-0 al Crystal Palace aveva socchiuso le porte della gloria; il ko per 2-1 del Manchester City sul campo del Chelsea le ha definitivamente spalancate. 86 punti i Reds, 63 i Citizens. Tradotto, se la matematica non è un’opinione: a 7 giornate dalla conclusione della Premier League, e con 21 punti ancora a disposizione, sono 23 le lunghezze di distacco tra la prima e la seconda. Un divario ormai incolmabile.

Per il Liverpool si tratta del primo successo da quando la vecchia First Division è diventata la Premier League. Un tabù che durava da tre lunghi decenni. In mezzo, tante coppe, tra cui due Champions League, tanti campioni, ma mai il campionato. Almeno fino a questa sera, grazie al Chelsea, proprio com’era accaduto 4 anni fa al meraviglioso Leicester di Claudio Ranieri.

Che il Liverpool fosse la più forte di tutte, del resto, lo si era capito sin dall’inizio. 8 vittorie nelle prime 8 giornate, addirittura 26 nelle prime 27: un rendimento mostruoso. Subito staccati tutti gli avversari, tra cui la sorpresa Leicester e lo stesso Manchester City, superato per 3-1 ad Anfield nello scontro diretto del 10 novembre, nonostante le furenti proteste finali di Pep Guardiola per un paio di calci di rigore negati.

Un distacco abissale che, accoppiato alla sensazione d’imbattibilità dei campioni d’Europa 2019, cambiava completamente la prospettiva delle cose.

Una conquista, scontata e meritata, messa in discussione appena da un evento esterno, seppur di portata gigantesca: l’emergenza COVID-19, diventata ben presto pandemia, talmente seria da stoppare il calcio in tutta Europa. In Ligue 1 hanno assegnato il titolo di campione, in Eredivisie no. In Inghilterra, per fortuna del Liverpool, non hanno nemmeno dovuto pensarci: sono ripartiti per concludere regolarmente una stagione a senso unico, almeno ai piani altissimi.

Titolo numero 19 per il Liverpool, ma nessuno, com’è detto, era stato conquistato nell’epoca moderna: quella dei soldi, del lusso, del bagliore delle più grandi stelle europee e mondiali, dei terreni di gioco perfetti. L’epoca della Premier League. Contava il giusto, eppure era diventato un vero tabù. Finalmente spezzato da Salah, Mané, Firmino e tutti gli altri della banda rock di Klopp. Il cielo, da stasera, è rosso sopra l’Inghilterra.

ROSA:

PORTIERI:
1. Alisson
13. Adrian
63. Caoimhin Kelleher
22. Andy Lonergan

DIFENSORI:
4. Virgil Van Dijk
12. Joe Gomez
32. Joel Matip
6. Dejan Lovren
26. Andrew Robertson
66. Trent Alexander-Arnold
2. Nathaniel Clyne

CENTROCAMPISTI:
3. Fabinho
5. Georginio Wijnaldum
8. Naby Keita
14. Jordan Henderson
15. Alex Oxlade-Chamberlain
7. James Milner
48. Curtis Jones

ATTACCANTI:
20. Adam Lallana
10. Sadio Mané
18. Takumi Minamino
11. Mohamed Salah
23. Xherdan Shaqiri
9. Roberto Firmino
27. Divock Origi

ALL.
Jurgen Klopp

About the Author

Elisa Bencini
Elisa Bencini. Classe '89 laureanda in storia e tutela dei beni artistici a Firenze, ama il calcio e lo sport in generale e professa una fede sola: per la Fiorentina. Ha collaborato con alcuni giornali online, scrive per Sprint e Sport. E' la fondatrice e l'ideatrice del Blog dello Sportivo

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