Il Granada s’impone su un Napoli con troppo assenze: 2-0

Un Napoli stanco e depauperato dalle numerosissime assenze e acciacchi, paga dazio all’Estadio Nuevo Los Carmenes. Nella gara d’andata dei sedicesimi di finale, decide l’uno-due micidiale Herrera-Kenedy al 19′ e al 21′. Band di Gattuso con pochissime idee sia in fase di costruzione che in attacco. Nel ritorno del “Maradona” servirà un’impresa

FORMAZIONI:

Granada (4-2-3-1): Silva; Foulquier, Duarte, Vallejo, Neva; Herrera, Gonalons; Machis, Montoro, Kenedy; Molina. All. Martinez.

Napoli (4-2-3-1): Meret; Di Lorenzo, Rrahmani, Maksimovic, Rui; Lobotka, Elmas; Politano, Insigne, Ruiz; Osimhen. All. Gattuso.

CRONACA:

All’Estadio Nuevo Los Cármenes i padroni di casa sono parsi fin da subito più propositivi, anche se la prima vera azione di una certa pericolosità è stata creata dai partenopei che al 7’ sono andati vicini al vantaggio con Elmas. Sventato il pericolo, il Granada ha iniziato a macinare gioco con maggiore velocità e, dopo essersi reso insidioso con Molina, al 19’ ha trovato il goal dell’1-0: lungo traversone di Kenedy dalla destra verso il secondo palo dove c’è in agguato Herrera che, approfittando di una dormita generale della linea difensiva del Napoli, di testa non lascia scampo a Meret. Nemmeno il tempo di riprendere il gioco ed è subito raddoppio: contropiede fulmineo del Granada, il pallone arriva a Kenedy che senza pensarci più, da posizione defilata dall’interno dell’area di rigore, lascia partire un sinistro verso il palo più lontano che vale il 2-0. Sotto di due reti, il Napoli prova a reagire prima con Elmas e poi con Mario Rui, ma senza trovare lo specchio della porta. Quello dei partenopei è un finale di primo tempo in costante proiezione offensiva, ma il risultato non cambia. Si torna negli spogliatoi sul doppio vantaggio per i padroni di casa.

Nella ripresa Gattuso ridisegna la squadra inserendo Zielinski per Politano e il cambio sembra dare i frutti sperati. Il Napoli riesce infatti ad alzare il proprio baricentro e a spostare il gioco nella metà campo avversaria. Al 59’ è proprio Zielinski a provarci dal limite, la posizione è buona ma il pallone vola alto sulla traversa e l’azione sfuma. Nel finale i ritmi calano e il gioco viene spesso interrotto a causa dei cambi e dei tanti falli. All’81’ è il Granada a tornare a farsi pericoloso con Puertas, ma Maksimovic è bravo a sventare la minaccia con un intervento in scivolata. Gli ultimi minuti scivolano tra pochi sussulti e il Napoli non riesce a limitare il passivo. Al Maradona servirà una prestazione molto diversa per passare il turno.

About the Author

Elisa Bencini
Elisa Bencini. Classe '89 laureanda in storia e tutela dei beni artistici a Firenze, ama il calcio e lo sport in generale e professa una fede sola: per la Fiorentina. Ha collaborato con alcuni giornali online, scrive per Sprint e Sport. E' la fondatrice e l'ideatrice del Blog dello Sportivo

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