Il Barcellona vince nel finale: 87-71 sull’Olimpia Milano

Dopo aver assaporato il colpaccio esterno sul campo della capolista con un +7 a 6′ dalla fine, l’Olimpia incassa un break devastante di 25-2 e si arrende al Barcellona 87-71. Milano scivola a 7-5 in classifica e si ritrova all’ottavo posto, l’ultimo buono per la qualificazione ai playoff

Il -16 finale è un numero insensato e più che beffardo per una partita che Milano ha il merito di giocare alla pari per lunghissimi tratti, conducendo anche per una buona parte del secondo tempo. Certo, a mente fredda, l’aritmetica soffre in maniera tremenda quell’11-0 lampo con cui il Barcellona azzanna la partita con una voracità belluina, da bestia ferita e iraconda dopo aver assaggiato l’onta della prima sconfitta interna stagionale soltanto due giorni prima contro l’Olympiacos. Eppure, assorbita una sfuriata che sembra presagire una serata di grande sofferenza, l’Olimpia dimostra una forza ancora maggiore per ricompattarsi nella metacampo difensiva con gli ingressi della solita coppia Kyle Hines-Shavon Shields e cominciare a giocare la sua partita.

Hines cementa il verniciato chiudendo ogni varco e innesca la scintilla con un paio di giocate d’astuzia in attacco, tracciando la strada per le manovre di riscaldamento delle punte di diamante di coach Messina, ancora costretto a rinunciare, suo malgrado, a Sergio Rodriguez. L’assenza del Chacho viene inizialmente cancellata dalle vampate di Malcolm Delaney, Vlado Micov e Shavon Shields e, proprio grazie a una bomba gelida del Professore, Milano mette la testa avanti all’intervallo lungo, un 39-43 quasi impensabile dopo l’avvio.

Nella ripresa la partita resta vivissima, vibrante ed eccitante, con un’alternanza paradisiaca di azioni difensive straordinarie e giocate offensive di classe purissima su entrambi i lati. L’Olimpia conserva faticosamente il vantaggio nonostante un momento di sbandamento con l’ingresso dell’intero secondo quintetto nelle fasi conclusive del terzo quarto, e, come detto, stringe la museruola sulle fauci blaugrana per buona parte del periodo conclusivo, sguazzando, sul lato opposto, con Shields e Delaney per quel famoso quanto effimero +7.

Nel suo momento peggiore, il Barcellona ritrova se stesso e, soprattutto, quella incredibile varietà di interpreti che impedisce alle difese di prendere ritmo e fiducia: alle magiche letture di Nick Calathes si aggiungono le mani setose di Nikola Mirotic, la versatilità di Brandon Davies, tanto efficace in avvicinamento quanto dalla media distanza e, soprattutto, la glacialità di Cory Higgins, un califfo che, con il pallone decisivo tra le mani, tende a non sbagliare mai: due sue triple consecutive ribaltano la forbice lanciando il +7 blaugrana e, mentre un frustrato Delaney perde le redini dell’attacco contro una difesa match-up di difficilissima interpretazione, Davies, Calathes e Mirotic ne approfittano per banchettare su una Milano ormai rassegnata.

FC Barcellona – A|X Armani Exchange Milano 87-71
(23-15, 16-28, 21-18, 27-10)

Barcellona: Davies 21, Mirotic 19, Higgins 16, Abrines 7, Kuric 6, Calathes 5, Hanga 5, Oriola 4, Smits 4. All. Jasikevicius.

Olimpia Milano: Delaney 23, Shields 12, Micov 11, Hines 10, Punter 6, Brooks 4, Tarczewski 3, Datome 2. All. Messina.

About the Author

Elisa Bencini
Elisa Bencini. Classe '89 laureanda in storia e tutela dei beni artistici a Firenze, ama il calcio e lo sport in generale e professa una fede sola: per la Fiorentina. Ha collaborato con alcuni giornali online, scrive per Sprint e Sport. E' la fondatrice e l'ideatrice del Blog dello Sportivo

Più letti

Articoli a Random

Facebook

Twitter

Maglie Juve Home e Away Image Banner 300 x 250