Germania-Italia 7-6 d.c.r.: Darmian sbaglia, azzurri fuori dall’europeo

La Germania elimina l’Italia dopo 120′ e oltre: al 90′ è 1-1 con goal di Ozil e Bonucci, poi la lotteria dei rigori dove a decidere è l’errore di Darmian.

FORMAZIONI: Italia – Germania

La Germania tiene fuori Draxler a sorpresa per affidarsi al 3-4-2-1: Neuer tra i pali, Howedes centrale insieme ai titolarissimi Hummels e Boateng. Kimmich ed Hector, recuperato, diventano esterni di centrocampo con Khedira e Kroos. Gomez unica punta, supportato da Ozil e Muller.

Niente da fare per De Rossi nell’Italia: Conte deve fare a meno anche del romanista oltre a Candreva e allo squalificato Motta. Buffon in porta, difesa a tre con Barzagli, Bonucci e Chiellini. A difendere la BBC Sturaro e Parolo, con Giaccherini centrale avanzato e De Sciglio e Florenzi ancora esterni. In attacco ancora una volta Eder e Pellè.

CRONACA:
Iniziale fase di studio, con la Germania – come prevedibile – a fare la partita e Italia a coprire tutti gli spazi. I ragazzi di Low hanno maggiore qualità e, attraverso un possesso palla ragionato, provano a non forzare mai le giocate. Quelli di Conte, consci dei propri limiti, s’affidano all’aspro tatticismo supportato da qualche idea di ripartenza. Khedira, come ormai da consuetudine, è costretto a lasciare anzitempo la gara, al suo posto Schweinsteiger. Interessante la posizione di Giaccherini, costantemente a cercare il vuoto per favorire lo sviluppo della manovra azzurra, meccanismo oliato fino allo sfinimento tra Coverciano e Montpellier. L’avvio dell’incontro non è dei più spettacolari, diversi falli tattici e occasioni globali pari allo zero. Il primo sussulto di giornata, annullato per comportamento scorretto su De Sciglio, è targato Schweinsteiger, bravo il milanista a tenere botta fisicamente. Il tutto vive di folate, tanti gli errori tecnici a bocciare le giocate dei ventidue in campo. Pellè a cercare le sponde per favorire gli inserimenti dei centrocampisti, motivo ben compreso dai mediani tedeschi, diligenti soprattutto in fase difensiva. La prima occasione vera della partita capita a Gomez, il cui colpo di testa – innescato da un bel cross di Kimmich – si spegne a lato. E, qualche secondo dopo, per poco un rimpallo non favorisce il destro di Muller. Ma se la Germania chiama, l’Italia risponde: conclusione di Sturaro e deviazione di Boateng quasi a beffare Neuer.

In avvio di ripresa, l’Italia prova ad alzare il baricentro affidandosi al lavoro degli esterni. De Sciglio a tentare l’uno contro uno, agevolato dal sostegno – senza palla – di Eder e Giaccherini. Florenzi, con un gesto tecnico incredibile, salva miracolosamente su Muller. E la partita, dopo un lungo periodo di noia, diventa intrigante e tosta. Sturaro e Parolo finiscono nella lista degli ammoniti. I ragazzi di Conte, con il trascorrere dei minuti, prendono coraggio; pur non sfociando nella pericolosità totale. Ma la Germania ha maggiore qualità e, con un’azione ben orchestrata, trova il vantaggio. Ozil a punire senza pietà Buffon. Il secondo cambio della Germania vede Draxler protagonista al posto di Gomez; quest’ultimo fermato – tanto per cambiare – da un intervento mostruoso di Buffon. L’Italia ci prova con il cuore e, ingenuamente, Boateng regala agli Azzurri un nitido rigore trasformato con freddezza da Bonucci. L’Italia, sulle ali dell’entusiasmo, si trasforma. Ripartenze di qualità per provare a trovare il sorpasso. Tedeschi confusionari, colpiti da un cazzotto inaspettato. Conte, centellinando i cambi per l’eventualità dei supplementari, opta per Darmian al posto di Florenzi. Da segnalare, a chiudere i tempi regolamentari, un tentativo velenoso dalla distanza De Sciglio.

I supplementari vengono battezzati da un giallo per Pellè su Boateng. Il resto è poca roba: tentativo dello stesso difensore del Bayern Monaco e acrobazia di Draxler. Conte, per tentare di spaccare la partita puntando alla vivacità, butta nella mischia Insigne per un generoso Eder. E il folletto del Napoli, dal canto suo, immediatamente si ambienta nella gara. Ai rigori sbagliano Zaza, Muller, Ozil, Pellè, Schweinsteiger e Darmian. Decisiva la trasformazione di Hector.

About the Author

Elisa Bencini
Elisa Bencini. Classe '89 laureanda in storia e tutela dei beni artistici a Firenze, ama il calcio e lo sport in generale e professa una fede sola: per la Fiorentina. Ha collaborato con alcuni giornali online, scrive per Sprint e Sport. E' la fondatrice e l'ideatrice del Blog dello Sportivo

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