Geraint Thomas trionfa anche sull’Alpe d’Huez!

L’Alpe d’Huez incorona per il secondo giorno consecutivo Geraint Thomas, che vince la volata finale davanti a Tom Dumoulin e Romain Bardet. Sfortuna per Vincenzo Nibali, caduto a 4 km dall’arrivo. Lo Squalo riparte dolorante e ricuce lo strappo, perdendo pochissimo dalla maglia gialla.

È uno dei templi del ciclismo a livello mondiale, è una delle salite più simboliche di questo sport, è luogo sacro dove i più audaci vogliono scrivere l’impresa che può valere una carriera. È l’Alpe d’Huez, chi vince qua entra nei libri di storia. Sede di arrivo di tappa al Tour per la 30esima volta, fu Fausto Coppi a inaugurare l’albo d’oro di questa ascesa, nel 1952. L’ultimo a legare il proprio nome alla salita-mito è stato l’enfant du pays Thibaut Pinot, primo nel 2015 davanti a Quintana e Hesjedal. Ma attenzione, il terzo tappone alpino di fila prevede anche dell’altro: Col de la Madeleine, Lacets de Montvernier e la Croix de Fer, per un totale di 5000 metri di dislivello e 70 km di salita. Tappa per giganti.

Specialisti degli attacchi da lontano, gregari lanciati in appoggio ai propri capitani, scalatori delusi con voglia di riscatto. Sono tantissimi i corridori interessati ad andare in fuga e i tentativi di allungo si sprecano fin dal via di Bourg-Saint-Maurice. Ma il gruppo tiene velocità altissime e fare la differenza è praticamente impossibile. Si arriva alle pendici del Col de la Madeleine a ranghi compatti e appena la strada si impenna la Movistar prova a far saltare il banco. Con attacchi in serie, la squadra spagnola fa buona selezione nel gruppo, dove si staccano anche nomi importanti come Wout Poels e Domenico Pozzovivo.

A forza di insistere, la fuga di giornata si concretizza, con la presenza di corridori assolutamente non banali. C’è la maglia a pois di Alaphilippe e il suo sfidante Barguil. Ci sono Valverde e Majka. C’è anche Steven Krujiswijk, il sesto della generale. Sono in 30 là davanti. E il Team Sky, dietro, non può fare il ritmo blando che probabilmente aveva in programma per la prima parte di tappa. Dopo più di un’ora di ascesa si arriva ai 2000 metri dove è posto il Gpm. E Alaphilippe se lo aggiudica con facilità irrisoria su Barguil e Pauwels. Il gruppo scollina a 2 minuti e mezzo.

La tappa vola nella veloce discesa dopo la Madeleine e incontra i suggestivi Lacets de Montvernier, Gpm di seconda categoria che si inerpica tra rocce e alberi con sinuosi tornanti. Qui è Pierre Rolland ad allungare, conquistando la seconda salita di giornata prima, e il traguardo volante di Saint-Jean-de-Maurienne poi. Ma anche oggi il percorso non dà tregua e si riprende a salire con l’infinita ascesa alla Croix de Fer, HC di 29 km al 5,2% di media. In testa alla corsa si riforma un gruppetto di una decina di corridori, finchè Steven Kruijswijk decide di lasciare la compagnia e parte in solitaria. Mancano 18 km alla vetta e 70 km al traguardo e l’olandese “veste” già la maglia gialla virtuale. La sua azione è brillante e redditizia e il corridore della LottoNL Jumbo scava subito un solco sugli ex compagni di fuga. Allo scollinamento ha 2 minuti e mezzo su Majka, Barguil e Nieve e 6 minuti sul gruppettino maglia gialla, ridotto a 15 unità.

Kruijswijk si lancia nella lunga discesa a tutta, ma dietro il lavoro del Team Sky inizia a dare i suoi frutti. Nel tratto di pianura che precede l’attacco dell’Alpe d’Huez, l’olandese comincia a perdere sensibilmente e quando inizia la salita ha ancora 4 minuti di margine. Ci siamo, l’ascesa più iconica è invasa da due ali di folla festanti. Mentre la pedalata di Kruijswijk comincia a farsi legnosa, nel gruppo dei migliori entra in scena Egan Bernal. Il ritmo del colombiano fa male a tanti, restano in dieci. Ed è allora che Vincenzo Nibali sferra l’attacco, saggiando la gamba degli avversari. Dopo di lui sono Quintana e Bardet a provarci, ma un grande Bernal riporta sempre sotto i suoi due capitani.

Appena passato lo striscione dei -5 km succede di tutto. Si stacca Quintana, si sposta Bernal e un tifoso spinge Froome, destinatario anche oggi dei soliti buu. Ma soprattutto, incredibilmente, Nibali finisce a terra. Lo Squalo, rimane dolorante sull’asfalto per qualche secondo, poi riparte. Thomas e soci sembrano guardarsi per un attimo, coma a voler aspettare Nibali. Poi però, scatta Bardet. Si riscatena la bagarr e mentre finisce l’avventura di un encomiabile Kruijswijk, è Froome a dare una frullata delle sue. Ma il britannico non fa il vuoto come al solito e Thomas, Dumoulin e Bardet lo riagganciano. Come quasi mai nella storia dell’Alpe d’Huez, sarà arrivo in volata. E mentre Nibali e Roglic accorciano sui battistrada, parte la stilettata di Geraint Thomas. Nessuno gli resiste, nessuno ne ha più. Il gallese trionfa in giallo nella tappa più ambita ed è sempre più leader della corsa.

ORDINE D’ARRIVO:
1. Geraint Thomas Team Sky 5:18.37
2. Tom Dumoulin Team Sunweb +0.02
3. Romain Bardet AG2R La Mondiale +0.03
4. Chris Froome Team Sky +0.04
5. Mikel Landa Movistar Team +0.07
6. Primoz Roglic Team LottoNL-Jumbo +0.13
7. Vincenzo Nibali Bahrain Merida Pro CT +0.13
8. Jakob Fuglsang Astana Pro Team +0.42
9. Nairo Quintana Movistar Team +0.47
10. Steven Kruijswijk Team LottoNL-Jumbo +0.53

About the Author

Elisa Bencini
Elisa Bencini. Classe '89 laureanda in storia e tutela dei beni artistici a Firenze, ama il calcio e lo sport in generale e professa una fede sola: per la Fiorentina. Ha collaborato con alcuni giornali online, scrive per Sprint e Sport. E' la fondatrice e l'ideatrice del Blog dello Sportivo

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