Gara 3 – Semifinale di Lega A

Gara 3 – Semifinale di Lega A

Umana Reyer Venezia – A|X Armani Exchange Milano 83-93
(21-21, 17-17, 14-24, 31-31)

Venezia: Daye 22, Watt 19, Chappell 12, Tonut 11, Jerrells 9, De Nicolao 3, Mazzola 3, Stone 3, Casarin 1. All. De Raffaele.

Olimpia Milano: Punter 19, Hines 17, LeDay 16, Shields 16, Rodriguez 11, Biligha 6, Datome 4, Delaney 2, Moraschini 2. All. Messina.

CRONACA:

Finché Venezia riesce a giocare la sua partita, fatta di difesa, fisico ritmo compassato e sfruttamento di un avvio frizzante di Mitchell Watt, l’equilibrio resta sovrano, come testimoniato dal 38-38 di fine primo tempo. Il break arriva nel terzo periodo, quando la Reyer inizia a pagare le percentuali iniziali scadenti nel tiro dall’arco, frutto di un attacco smontato pezzo per pezzo come in gara-2, e, di contro, si ritrova bucata e bruciata in continuazione dalle folate e spingardate dei top-player biancorossi. L’Olimpia balza sul +17 a 6′ dalla sirena, ma il pilota automatico innestato per risparmiare energie in vista della serie delle Finals contro la Virtus Bologna non fornisce garanzie assolute. L’esplosione di Austin Daye costruisce un contro-break violento per ricucire fino al -6, ma una brutta palla persa di Watt a una trentina di secondi dalla fine e la freddezza in lunetta dell’Olimpia strozzano una rimonta che avrebbe avuto dell’incredibile.

Come detto, Milano fa quadrato sulla forza dei suoi grandi veterani, godendosi una serata brillante da tutti quei giocatori che saranno chiamati a fare la differenza anche e soprattutto contro la Virtus, in quella grande finale attesa tra due squadre ancora imbattute nella post-season. Il carattere di Kevin Punter non mostra la minima incrinatura dopo la tripla decisiva sbagliata a Colonia. Anzi. La sua è una prestazione da leader offensivo puro, fatta di una lunga serie di grandi giocate offensive unite a una precisione balistica chirurgica: 19 punti, 4/4 da due, 3/6 dall’arco e la sensazione di essere in grado di risolvere qualsiasi situazione di stallo. Discorso molto simile per Shavon Shields, che, una volta liberatosi dalle grinfie iniziali di Stone, può scatenare le sue qualità straordinarie di giocatore all-around: 16 punti, 6 falli subiti, capacità di spezzare la prima linea dal palleggio con enorme facilità unita alla solita tenuta difensiva di tenacia spettacolare. Ma il perimetro è anche e soprattutto terra di Sergio Rodriguez, lucido e brillante nel guidare l’attacco in una serata meno incisiva del consueto di Malcolm Delaney, e bravo nel fornire quelle risposte attese nell’ormai classica alternanza tra playmaker con caratteristiche complementari che ha fatto le fortune della gestione Messina in stagione.

Ma anche il verniciato parla biancorosso, soprattutto nel secondo periodo, quando le scintille sprigionate da Mitchell Watt tendono a perdere intensità. E, allora, può salire di colpi un Kyle Hines cattedratico sotto entrambi i ferri, in grado non soltanto di guidare, come sempre, la linea difensiva da grandissimo generale in campo, ma anche di sbisciolare a ripetizione tra le maglie avversarie, sfruttando i vantaggi di velocità e sui cambi difensivi nelle situazioni di pick’n’roll. In ripresa anche Zach LeDay, emerso nella ripresa e autore dei due canestri consecutivi con cui Milano respinge in maniera semi-definitiva il grande tentativo di rimonta ispirato dalla classe immensa di Austin Daye, e solido, come accade da molto tempo a questa parte, Paul Biligha, in grado di fornire fisicità, atletismo e presenza dalla panchina.

Virtus Segafredo Bologna – Happy Casa Brindisi 78-75
(13-17, 24-23, 18-13, 23-22)

Virtus Bologna: Teodosic 29, Belinelli 11, Gamble 11, Weems 9, Hunter 6, Markovic 6, Pajola 3, Abass 2, Alibegovic 1. All. Djordjevic.

Brindisi: Harrison 15, Gaspardo 14, Thompson 11, Bostic 10, Bell 7, Willis 7, Perkins 5, Udom 4, Zanelli 2. All. Vitucci.

CRONACA:

La Virtus vince la lotta a rimbalzo, 47 a 36, entrambe non brillano al tiro, ma Bologna tenta il doppio dei liberi, 35 a 19, con 26 segnati contro i 14 dei pugliesi. Con questo successo Bologna diventa la terza squadra dopo Roma nel 2014 e Sassari nel 2019 a chiudere 3-0 una serie dopo aver vinto le prime due gare in trasferta.

La partita della Segafredo Arena è combattuta fin dal primo possesso, Teodosic manda davanti la Virtus ma al 10′ è Brindisi a condurre 17-13 per una tripla di un ispirato Harrison. Nel secondo quarto la Happy Casa prova l’allungo con due bombe siderale di Harrison e tocca il +11 sul 27-16! La Segafredo risponde con Gamble a Markovic per il -3, poi Teodosic dalla lunetta fissa il 37-40 con cui si torna negli spogliatoi per l’intervallo lungo, in punteggio di sostanziale equilibrio dopo il +11 ospite.

In avvio di ripresa la Happy Casa rimane davanti grazie a Gaspardo e Willis, la Virtus replica con 4 punti in fila di Weems per la parità sul 46-46, poi arriva il sorpasso firmato da Hunter e Markovic, e il vantaggio dei bianconeri per 55-53 al 30′. Il match in ogni caso resta apertissimo, anche dopo che Belinelli insacca la bomba del 58-53, il suo primo canestro di serata. Brindisi replica con Bostic e Willis, poi si mette al lavoro Gaspardo e fa +3 con una tripla di tabella e una schiacciata per il 69-66.

Da quel momento però è solo Virtus: Teodosic impatta con la tripla, poi arrivano 5 liberi consecutivi per il 74-69, e ancora altri punti dalla lunetta per il 78-72. Di fatto il match si chiude così, perchè Brindisi non segna più, la Segafredo fa scorrere il cronometro e la bomba di Thompson ad un secondo dal termine serve solo a fissare il punteggio finale sul 78-75.

About the Author

Elisa Bencini
Elisa Bencini. Classe '89 laureanda in storia e tutela dei beni artistici a Firenze, ama il calcio e lo sport in generale e professa una fede sola: per la Fiorentina. Ha collaborato con alcuni giornali online, scrive per Sprint e Sport. E' la fondatrice e l'ideatrice del Blog dello Sportivo

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