Gara 3 – Quarti di finale di Lega A

Gara 3 – Quarti di finale di Lega A

Dolomiti Energia Trento – A|x Armani Exchange Milano 65-74
(16-20, 13-16, 16-16, 20-22)

Trento: Williams 16, Martin 13, Morgan 12, Maye 10, Browne 9, Sanders 3, Forray 2. All. Molin.

Olimpia Milano: Punter 14, Moraschini 13, Roll 11, LeDay 9, Datome 8, Hines 8, Rodriguez 5, Biligha 2. All. Messina.

CRONACA:

Il punteggio finale più ravvicinato racconta una partita differente, più equilibrata e vissuta su tanti aspetti extra-cestistici, comprese quelle energie che Trento si ritrova a esaurire per una rotazione ancora una volta cortissima e Milano ad amministrare con criterio per mantenere il serbatoio sufficientemente pieno in vista delle Final Four di Colonia ed evitare altri infortuni pesanti come quello sofferto da Shavon Shields in gara-1. Pur inseguendo per quasi tutta la partita, Trento ha il merito di resistere con una mentalità guerriera nonostante le percentuali scarsissime dall’arco e di incrinare le certezze della squadra di Messina con un break-lampo di 7-0 per firmare l’aggancio sul 63-63 a poco meno di tre minuti dalla sirena. La grande rimonta, però, si ferma lì, perché, nel momento di massima emergenza, Milano si affida ai suoi veterani imbastendo un finale da grandissima squadra.

Nel break decisivo di 2-11 che chiude partita e serie brillano Kyle Hines, meno incisivo rispetto alle prime due gare ma determinante con due palle recuperate consecutive in situazioni di post-up di JaCorey Williams, e Sergio Rodriguez, emerso quasi dal nulla come una scintilla impazzita con due assist e una tripla spacca-gambe da campionissimo vero che spezza gli equilibri in maniera definitiva. Ed è poi la difesa di squadra, altro pilastro portante già apprezzato nelle partite del Forum, a far calare il sipario conclusivo, togliendo a Trento spazio e ossigeno vitale nelle azioni cruciali.

Al grande lavoro dei veterani si affianca quello di Kevin Punter, top-scorer con 14 punti, esploso nel finale dopo un primo tempo con tantissimi ferri, e, soprattutto, dei comprimari. L’MVP va ancora a un maestoso Riccardo Moraschini, capace di confermare l’ottima prestazione di gara-2 con una splendida partita all-around da titolare: 13 punti senza errori al tiro, 9 rimbalzi e la solita carica fisica, energetica e agonistica che, in questo momento, lo sta rendendo un enorme valore aggiunto nella metacampo difensiva. Si conferma, anzi, migliora il contributo di Michael Roll, ottimo come giocatore-collante in una serata di scarsa lucidità e brillantezza generale degli attacchi e del playmaking, dove stanchezza e difese prevalgono sulla pulizia del gioco dando vita a una partita non adatta ai palati fini.

Si gioca per larghi tratti una pallacanestro più congeniale alle caratteristiche di Trento, sporca, tesa, fisica, a basso ritmo e punteggio, con aree dure e intasate, che l’Aquila non ha però la freddezza di prendere in mano sfruttando qualche passaggio a vuoto inaspettato degli avversari per le evidenti difficoltà fisiche e tecniche che la portano a tirare con bassissime percentuali. Non servono, quindi, i guizzi di JaCorey Williams (16+8 rimbalzi), concentrato e duro per l’intera partita a differenza di quello ondivago delle gare del Forum, l’exploit da 13 punti con 8 rimbalzi di Kelvin Martin, vero MVP bianconero per la quantità fornita su entrambi i lati del campo, e i 12 di Jeremy Morgan, altalenante sì ma esploso nel finale con i canestri decisivi per l’aggancio poi non concretizzato col sorpasso. Frena ancora Luke Maye dopo un buon avvio, panchinato per falli nel quarto periodo, ben contenuto Gary Browne, incapace di incidere come a Milano. La panchina, ridotta all’osso, produce pochissimo, spegnendosi nella serata incolore di Victor Sanders.

Banco di Sardegna Sassari – Umana Reyer Venezia 75-60
(22-12, 24-14, 15-16, 14-18)

Sassari: Bendzius 13, Spissu 13, Burnell 11, Happ 11, Bilan 10, Gentile 8, Katic 7, Treier 2. All. Pozzecco.

Venezia: Tonut 17, Daye 12, Jerrells 8, Mazzola 6, Stone 6, Watt 3, Casarin 2, Cerella 2, Fotu 2. All. De Raffaele.

CRONACA:

Il match vede partire fortissimo Sassari, la Dinamo vola sul 15-4 con le bombe di Spissu, Gentile e Bendzius, mentre Venezia si sveglia con due triple di Daye dopo otto errori dall’arco consecutivi. Alla prima pausa è 22-12 per i padroni di casa, poi nel secondo periodo la Reyer ha un paio di giocate dell’ultimo innesto Jerrells ma Sassari va il doppio, Happ e Bilan dominano vicino a canestro, e Spissu insacca ancora dall’arco per il +18. Prima dell’intervallo, sul 40-26, Watt e Spissu si allacciano a rimbalzo, ne nasce una piccola rissa, poi Stone se la prende con qualcuno sugli spalti, ma gli arbitri gestiscono bene e riportano la calma. La situazione non favorisce Venezia che infatti crolla a -20, 46-26 alla pausa lunga.

Nella ripresa la Reyer prova ad alzare il ritmo, a metterci più grinta, ma in realtà è il Banco di Sardegna ad allungare fino a +24 sul 55-31, massimo vantaggio di serata con recupero di Spissu e volata di Burnell. La situazione non varia fino al quarto periodo quando Sassari si blocca e Venezia ne approfitta per rimontare fino a -10 sul 66-56 con le sfuriate di un generosissimo Tonut e una bomba di Stone. A togliere le castagne dal fuoco per la Dinamo ci pensano Bendzius e Burnell che insaccano due triple in fila, riportano il punteggio a +16 sul 72-56 e sostanzialmente mandano i titoli di coda di gara 3.

Allianz Pallacanestro Trieste – Happy Casa Brindisi 77-79
(20-25, 21-22, 18-16, 18-16)

Trieste: Henry 22, Cavaliero 11, Grazulis 9, Delia 8, Doyle 7, Laquintana 6, Upson 6, Fernandez 4, Alviti 2, Da Ros 2. All. Dalmasson.

Brindisi: Perkins 19, Willis 15, Thompson 13, Bostic 10, Zanelli 6, Gaspardo 5, Harrison 5, Bell 3, Udom 3. All. Vitucci.

CRONACA:

Fin dall’inizio si capisce che è una partita diversa dalle due di Brindisi, l’Allianz sa che è con le spalle al muro e infatti con Grazulis e Henry risponde colpo su colpo ai canestri degli ispirati Willis e Perkins. La Happy Casa prova la prima fuga sul 25-17 con una tripla di Bell ma Doyle risponde con la stessa moneta proprio sulla sirena e così è 20-25 alla prima pausa. Nel secondo periodo Trieste sorpassa con Da Ros sul 27-26, poi Brindisi risponde con due bombe di Zanelli per il +5, ed è ancora +8 con Willis e Perkins sul 45-37. Il finale di tempo è tambureggiante, Laquintana e Grazulis vanno a segno con canestri pregevoli e così all’intervallo c’è partita sul 41-47.

Nella ripresa la musica non cambia, Brindisi resta sul +8 con le giocate di Thompson, poi Bostic mette la bomba che risponde a Henry, ma lo stesso esterno di Trieste è scatenato, infila una tripla per il nuovo -3 e poi segna a rimbalzo per il -4, margine che resiste al termine del periodo sul 59-63. L’ultimo periodo è una battaglia serrata, gli errori superano i canestri, l’Allianz arriva a -1 sul 65-66 con una gran schiacciata di Upson ma non riesce mai a mettere il naso avanti, sprecando qualche buona chance. Viceversa Brindisi resta davanti con Perkins, poi Gaspardo mette una tripla siderale per il +6 e ancora Perkins schiaccia il 73-67. L’ultimo sussulto di Trieste lo firma il solito Henry con 4 punti per il -2 sul 73-71 ma sull’azione successiva gli ospiti si salvano con Bostic e Gaspardo, poi Perkins schiaccia il +4 a 10″ dal termine che di fatto sigilla gara 3. La persa di Henry e i due liberi di Thompson del 71-77 chiudono il discorso, le due bombe successive di Cavaliero servono solo a fissare il risultato finale sul 77-79.

De’Longhi Treviso – Virtus Segafredo Bologna 100-105
(25-24, 36-22, 9-22, 23-25, 7-12)

Treviso: Logan 25, Russell 19, Mekowulu 16, Chillo 10, Sokolowski 8, Imbro 7, Vildera 6, Lockett 5, Akele 4. All. Menetti.

Virtus Bologna: Pajola 25, Teodosic 17, Markovic 11, Belinelli 10, Gamble 10, Ricci 10, Hunter 8, Abass 7, Adams 4, Alibegovic 3. All. Djordjevic.

CRONACA:

Tiro da tre punti e difesa, perfettamente incarnate dalla gara di Pajola, sono le chiavi di volta per raccontare una partita pazza, volata sulle montagne russe di due quarti centrali dall’andamento diametralmente opposto e risoltasi, con tremori e batticuori, soltanto in overtime, con le energie psico-fisiche ormai ridotte al lumicino per entrambe. Già, perché Treviso sogna di allungare la serie sparando un irreale 8/9 dall’arco nel secondo periodo volando sulle ali dell’immortale David Logan, ma si ritrova a fare i conti con la dura realtà della difesa marmorea virtussina, capace di resettarsi negli spogliatoi e recuperare quell’intensità e quello smalto che ne hanno fatto il vero punto di forza della squadra per larghissimi tratti delle ultime due stagioni.

I cannoni fumano anche su sponda bianconera, fondamentali per lanciare la rimonta in una ripresa che cambia padrone una miriade di volte per riequilibrarsi in un finale concitato, dove soltanto il prolungamento e due giocate di razza dei veterani sono in grado di far saltare definitivamente il banco. Il Beli si porta in semifinale la fiducia del più classico dei “dagger” mortali per salvare una partita di scarso impatto effettivo, ma in realtà la differenza è fatta, oltre dal già citato Pajola, dal quintetto a trazione difensiva con cui coach Sasha Djordjevic apre la ripresa cavalcando l’assetto con il doppio centro Hunter-Gamble, unita a qualche buono sprazzo di Stefan Markovic e all’impatto sorprendentemente solido di Josh Adams dalla panchina, utilizzato a lungo con merito anche nelle fasi cruciali del match. Dall’alto, sporge, costante, lo sguardo di Milos Teodosic, poco preciso al tiro ma solido in una serata senza fronzoli e pronto a far valere l’enorme esperienza nei momenti clutch.

Treviso saluta i playoff e il campionato a testa alta, dopo una regular-season brillante che l’ha eletta sorpresa più bella e inaspettata alle spalle delle grandi contender grazie all’ottimo lavoro di coach Max Menetti, capace di costruire un gruppo solido, coeso e di buona qualità generale nonostante le rotazioni relativamente corte. David Logan lascia con una delle sue prestazione più fulgide dell’anno, a dimostrazione che la stoffa del campione non risente dei numeri sulla carta d’identità, accompagnato, nel suo exploit, dagli altri grandi protagonisti e scoperte della De’Longhi: ottimo DeWayne Russell, così come Christian Mekowulu, due ragazzi pescati dalla LegaDue ma in grado di ritagliarsi presto uno spazio e un nome importanti anche al piano superiore. Il futuro è pieno di grandi aspettative.

About the Author

Elisa Bencini
Elisa Bencini. Classe '89 laureanda in storia e tutela dei beni artistici a Firenze, ama il calcio e lo sport in generale e professa una fede sola: per la Fiorentina. Ha collaborato con alcuni giornali online, scrive per Sprint e Sport. E' la fondatrice e l'ideatrice del Blog dello Sportivo

Più letti

Articoli a Random

Facebook

Twitter