Gara 2 – Semifinale di Lega A

Gara 2 – Semifinale di Lega A

A|X Armani Exchange Milano – Umana Reyer Venezia 99-65
(23-7, 31-22, 23-23, 22-13)

Olimpia Milano: Delaney 20, Rodriguez 14, LeDay 12, Roll 12, Datome 9, Hines 8, Shields 8, Brooks 4, Moraschini 4, Wojciechoeski 4, Biligha 2, Cinciarini 2. All. Messina.

Venezia: Watt 15, Daye 12, Tonut 10, Jerrells 7, Chappell 6, Vidmar 6, Cerella 3, De Nicolao 3, Stone 3. All. De Raffaele.

CRONACA:

Dopo aver sofferto la difesa e la durezza della Reyer in gara-1, Milano sfodera il suo vestito da Europa per mettere una mezza ipoteca su una serie che resta sempre molto delicata per lo sforzo a livello fisico e mentale in vista nel weekend, seguito dalla trasferta in back-to-back a Venezia: anche con un Kyle Hines a mezzo servizio, frenato presto da problemi di falli che lo limitano a soli 12′ in campo, l’Olimpia stritola l’avversario con una difesa asfissiante, capace di togliere qualsiasi sbocco sul perimetro, reggere il peso di Mitchell Watt nel verniciato e ruotare con tempismo e coordinazione perfetta nelle situazioni di aiuto e lato debole.

Dall’altra parte, è Malcolm Delaney a fare le veci di Shavon Shields, limitato in partenza dalla marcatura aggressiva di Julyan Stone: top-scorer con 20 punti, segnati tutti in un primo tempo dominato da un giocatore che, finalmente integro a livello fisico, può sprigionare tutto quel talento e quell’intelligenza cestistica che, nella scorsa stagione, lo avevano reso un pezzo pregiatissimo del Barcellona. Alle sue spalle, il Sergio Rodriguez delle grandissime occasioni, tanto che i suoi 12 punti e 7 assist sfoderati in soli 15′ dalla panchina sono perfino limitanti per descrivere la forza del suo impatto sulla partita. Concentrato, ispirato, divertito e divertente. Perché, quando il Chacho riesce a esprimersi con la testa così libera lasciandosi trascinare dal flusso della partita, allora anche le giocate spettacolari, quelle che finalmente possono strappare gli “ooh” di meraviglia del pubblico tornato al Forum, possono fioccare con grande frequenza.

I numeri del primo tempo mettono già virtualmente fine alla partita nonostante i problemi di falli dei lunghi biancorossi che portano coach De Raffaele a giocarsi l’ultimissima carta con il quintetto pesante alla metà del terzo periodo. Ma la risposta fisica, nervosa ed emotiva della Reyer, arrivata nel massimo momento di difficoltà di gara-1 e capace di accenderne il finale, questa volta latita. L’Olimpia amministra piazzando qualche ulteriore sgasata anche con la panchina, utilissima per sostanza in una serata in cui emerge il grande lavoro di valorizzazione dei gregari e degli italiani. Michael Roll, ri-scongelato dopo gara-1, torna a incidere da perfetto soldato come nei successi contro Trento, Riccardo Moraschini fornisce l’ormai classica dose di quantità e Paul Biligha, nonostante i 5 falli spesi in 14′, tiene in maniera splendida il verniciato facendo ottime veci di Kyle Hines. Poi arrivano le zampate dei veterani, con Gigi Datome e Zach LeDay visti in buona forma psico-fisica per affrontare il momento più tosto dell’anno.

Su sponda orogranata c’è, mestamente, poco da salvare. L’approccio solido, spinto dalla vena nervosa di Stone e dal buon avvio di Watt, si spegne molto velocemente, riaccendendo i fantasmi della pesante sconfitta subita a metà febbraio nella semifinale di Coppa Italia, quando l’Olimpia soffocò la Reyer con la stessa difesa e forza di gruppo vista anche oggi. Il 4/27 dall’arco finale è drammatico per una squadra che ha sempre giocato un basket frizzante sul perimetro. Ma sono ancora più preoccupanti i 99 punti subiti, frutto di una difesa irriconoscibile per larghissimi tratti dei due periodi centrali. Anche la mossa tattica in playmaking, con lo sguinzagliamento del grande ex, Curtis Jerrells, al posto dell’acciaccato Wes Clark, molto deficitario in gara-1, non paga dividendi. Per ora è un Jerrells molto lontano da quello che infiammava il Forum da padrone di casa.

Happy Casa Brindisi- Virtus Segafredo Bologna 74-83
(18-19, 20-20, 18-21, 18-23)

Brindisi: Harrison 16, Perkins 15, Willis 12, Bostic 9, Thompson 9, Zanelli 6, Bell 3, Gaspardo 2, Udom 2. All. Vitucci.

Virtus Bologna: Belinelli 16, Teodosic 16, Ricci 15, Gamble 10, Abass 9, Hunter 9, Markovic 3, Alibegovic 2, Weems 2, Pajola 1. All. Djordjevic.

CRONACA:

L’avvio di gara 2 è della Virtus con due bombe di Belinelli, poi Brindisi risponde, trova canestri dall’arco in transizione con Willis e Bell, e va davanti sul 10-8. Superata la metà del quarto per la Segafredo entra Teodosic e il mago serbo prima manda a segnare Hunter e Weems con due perle, poi risponde alla bomba di Willis con la tripla del vantaggio 19-18 alla prima pausa. In avvio di secondo periodo Bologna fa +6 con Milos e Hunter, Vitucci chiama timeout e subito arriva la replica della Happy Casa che va davanti sul 28-26 con 7 punti filati di Harrison. La Virtus non resta a guardare e torna a sua volta a +4 sul 36-32 con Abass, Ricci e due schiacciate consecutive di un attivissimo Gamble. Il finale di tempo è ancora un botta e risposta da fuori tra Willis e Teodosic, e Bologna va al riposo lungo avanti 39-38 con 10 punti del serbo mentre per i padroni di casa ci sono i 12 di Harrison.

In avivo di ripresa la Virtus colpisce ripetutamente da fuori con Ricci e Teodosic, Harrison e Thompson tengono in piedi Brindisi, ma la Segafredo arriva fino a +8 con due spunti di Gamble e Hunter. Il primo vero strappo lo firma Belinelli: 8 punti in fila con due triple, la seconda irreale, ed è +11 Segafredo sul 60-49! La Happy Casa risponde con Willis e i liberi di Udom e Bostic per il -4 del 30′, 56-60, ma in avvio di ultimo parziale Bologna torna a +9 con un’altra bomba di capitan Ricci e una schiacciata di Gambe. A quel punto Djordjevic sceglie di andare col quintetto “operaio”, senza Belinelli e Teodosic, e la risposta è positiva: Gamble e Abass fanno +10, Abi replica con una giocata da tre punti e Bostic, e Hunter va ancora al ferro tutto solo per il 75-65. Dall’altra parte c’è poco ad eccezione di due triple di Zanelli, Harrison si divora un contropiede tutto solo e così è ancora Ricci, letale nella ripresa, a infilare la bomba dall’angolo dell’80-69 a 2′ dalla fine. E’ un altro successo di grande maturità per la Virtus Bologna che con merito allunga le mani sulla finale Scudetto.

About the Author

Elisa Bencini
Elisa Bencini. Classe '89 laureanda in storia e tutela dei beni artistici a Firenze, ama il calcio e lo sport in generale e professa una fede sola: per la Fiorentina. Ha collaborato con alcuni giornali online, scrive per Sprint e Sport. E' la fondatrice e l'ideatrice del Blog dello Sportivo

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