Gara 2 – Quarti di finale di Lega A

Gara 2 – Quarti di finale di Lega A

Umana Reyer Venezia – Banco di Sardegna Sassari 83-78
(21-24, 16-23, 20-7, 26-24)

Venezia: Tonut 25, Watt 20, De Nicolao 12, Chappell 7, Stone 7, Cerella 5, Clark 5, Casarin 2. All. De Raffaele.

Sassari: Happ 14, Burnell 13, Gentile 13, Kruslin 13, Bendzius 12, Bilan 5, Katic 4, Spissu 4. All. Pozzecco.

CRONACA:

Il match è equilibrato in avvio, Burnell e Happ danno un primo allungo a Sassari sul 17-10, poi Watt e De Nicolao rimettono davanti Venezia sul 21-19 ma al 10′ è 24-21 Dinamo nonostante i problemi di falli di Miro Bilan. Nel secondo periodo la Reyer risale fino a -1 con Tonut, da lì però il Banco di Sardegna cambia marcia a partire dalla difesa, Burnell e Bendzius segnano in contropiede, Gentile colpisce da tre e Happ da sotto, e gli ospiti dilagano fin sul +17, 47-30! La Reyer è colpita ma ha una buona reazione con Chappell e Watt, e va al riposo lungo sul -10, 37-47, grazie ad una schiacciata del pivot mancino.

Nella ripresa è un’altra gara, la squadra di De Raffaele cambia totalmente marcia in difesa, la Dinamo non segna praticamente mai, e grazie anche al buon impatto di Cerella arriva la rimonta: una bomba di Stone vale il -2, poi è Watt a schiacciare il sorpasso sul 53-52! Venezia arriva a +3 e al 30′ conduce 57-54. L’ultimo quarto è una battaglia, Sassari risponde alla grande e vola a +5 sul 65-60 con una tripla di Gentile, poi sono le bombe di Kruslin e Burnell a tenere davanti gli ospiti. Nel finale tirato sale in cattedra Tonut che prima segna il jumper del 77-74 e poi mette una bomba siderale per l’80-75.

Non è però finita perchè Burnell risponde per il -2 e De Nicolao segna un solo libero per l’81-78. A quel punto Sassari ha un’ultima chance, ma Bilan fa 0 su 2 e Bendzius viene stoppato da Watt nel tentativo di tirare da fuori per il pari, una stoppata da cui nasce il contropiede di Tonut che chiude il discorso per il definitivo 83-78. Si chiude così una gara 2 ancora all’insegna dell’equilibrio: la Reyer si guadagna il primo match point per la semifinale, ma il Banco di Sardegna vorrà rispondere di sicuro, anche perchè sarebbe potuto benissimo trovarsi a sua volta sul 2-0.

A|X Armani Exchange Milano – Dolomiti Energia Trento 93-79
(23-21, 26-14, 24-18, 20-26)

Olimpia Milano: LeDay 19, Moraschini 15, Rodriguez 15, Punter 12, Biligha 8, Delaney 6, Roll 6, Datome 4, Hines 4, Brooks 2, Cinciarini 2. All. Messina.

Trento: Morgan 17, Williams 15, Browne 13, Sanders 11, Maye 10, Forray 9, Ladurner 2, Martin 2. All. Molin.

CRONACA:

La profondità e la qualità del roster di Milano è tale da poter regalare a coach Messina un’ampia quantità di punte offensive anche senza Shields e con Delaney limitato a una quindicina scarsa di minuti: è la serata di Sergio Rodriguez, in palla sin dal suo primo ingresso in un secondo periodo dominato e capace di mantenere un’ottima presenza in regia per il resto della partita, di Zach LeDay, emerso in maniera prepotente dando fisicità, tecnica e presenza vicino a canestro come nelle sue migliori prestazioni in campionato, e di Riccardo Moraschini, responsabilizzato con la partenza in quintetto e bravo nel rispondere “presente” con una prestazione di enorme quantità, tenacia, fisicità, durezza difensiva e concentrazione in attacco. In ripresa Kevin Punter, più preciso e pungente rispetto a una gara-1 sporcata da tanti errori al tiro, confermato Paul Biligha, bravo nel dare fisicità, forza e presenza in vernice come nella prima partita, duttile, come sempre, Michael Roll, scongelato nel momento del bisogno e capace di farsi trovare pronto fornendo ordine ed equilibrio alla squadra.

Come detto, la partita si spacca in un secondo periodo a grande trazione difensiva biancorossa unita a un attacco fluido, mobile e in grado di aprire il campo con il tiro da fuori per creare i presupposti di un gioco prolifico anche nel verniciato. Trento, che ammassa 17 palle perse e si vede a lungo sovrastata a livello fisico ed energetico soffrendo anche nella battaglia a rimbalzo, tenta una fiammata improvvisa al rientro dagli spogliatoi, subito spenta dalla capacità dell’Olimpia di fare quadrato sulle proprie forze e certezze, come nelle migliori serate di Eurolega. La forbice si apre fino al +26 del 31′ prima di un secondo, timido tentativo di riavvicinamento quando ormai la partita è chiaramente indirizzata e la panchina di Messina interamente svuotata, con spazio anche per Cinciarini e Wojciechowski.

Trento non colma le lacune mostrate in gara-1, deludendo sul piano difensivo, energetico ed emotivo, i grandi intangibles con cui era riuscita a mettere in difficoltà l’Olimpia nelle due partite di regular-season, e, in attacco, viaggia a fiammate dei singoli slegate da un vero contesto generale. JaCorey Williams e Gary Browne faticano a dare continuità dopo un inizio promettente, e non bastano le spingardate pazze di Jeremy Morgan e Victor Sanders. Stecca ancora Luke Maye, già oscuro ieri sera, fermo a 10 punti raccolti ormai a partita finita.

Happy Casa Brindisi – Allianz Pallacanestro Trieste 86-54
(25-11, 15-14, 28-16, 18-13)

Brindisi: Perkins 17, Gaspardo 16, Willis 11, Harrison 10, Udom 7, Bostic 6, Thompson 6, Visconti 5, Zanelli 5, Krubally 3. All. Vitucci.

Trieste: Alviti 14, Upson 11, Doyle 8, Delia 7, Grazulis 7, Fernandez 4, Coronica 2, Cavaliero 1. All. Dalmasson.

CRONACA:

E’ invece un incubo la gara 2 di Trieste che non è mai in partita e, aldilà del saldo a rimbalzo, incappa in una serata nera al tiro: 39% da due e 3 su 19 da tre, oltre al 9 su 14 ai liberi. Alla fine la nota lieta è Davide Alviti, 14 punti, in risalita rispetto a gara 1, bene anche Upson, 11 punti, mentre Henry chiude a zero e Doyle finisce con 8 punti e tanti problemi di falli. Lunedì si tornerà in campo per gara 3 alle 19 all’Allianz Dome: primo match point sulla racchetta per Brindisi che nella sua storia non ha mai passato il primo turno dei playoff.

La partita ha poco da dire, Brindisi piazza un break di 10-0 per portarsi da 8-6 a 18-6 con Willis e Perkins, poi a fine quarto è 25-11 con una bomba di Udom e due liberi di Harrison. L’Allianz non sembra avere risposte, non segna mai e sbatte contro il muro avversario, mentre la Happy Casa arriva a +20 sul 31-11 con una bomba di Harrison. A quel punto i padroni di casa si rilassano, si fanno anche prendere dal nervosismo e l’Allianz torna fino a -11 con qualche spunto sull’asse Fernandez-Delia. Il match resta però serrato, Gaspardo da tre, Willis e Perkins piazzano un’altra fiammata e all’intervallo è 40-25.

Nella ripresa la musica non cambia, Willis inchioda in contropiede per il 52-32, poi Gaspardo, Perkins, Thompson e Harrison allargano il gap sul 63-35 al 30′. Gli ultimi 10′ sono pura accademia, Vitucci fa sedere le sue stelle e concede il palcoscenico ai vari Zanelli, Udom e Visconti; viceversa l’Allianz trova qualche punto con Doyle, molto frustrato per i problemi di falli, e con Upson, ma la sostanza non cambia e si arriva alla fine con il punteggio definitivo di 86-65.

Virtus Segafredo Bologna – De’Longhi Treviso 88-83
(16-18, 25-15, 22-21, 25-29)

Virtus Bologna: Belinelli 24, Teodosic 15, Hunter 14, Ricci 12, Markovic 7, Pajola 6, Alibegovic 5, Gamble 5. All. Djordjevic.

Treviso: Mekowulu 23, Russell 15, Imbro 13, Logan 10, Sokolowski 9, Lockett 7, Chillo 4, Vildera 2. All. Menetti.

CRONACA:

I turnovers, come successo in gara-1, limitano molto la Segafredo nel 1° tempo, che perde anche Amar Alibegovic, fin lì uno dei migliori, per un brutto taglio sotto l’occhio sinistro rimediato in un contatto di gioco. Treviso chiude bene il pitturato e, quando può, cerca di aumentare un po’ il ritmo, non trovando però continuità al tiro pesante. Giampaolo Ricci, ben coadiuvato dalla coppia serba di playmaker, guida allora le V-Nere al 10-0 che sembra spezzare un po’ gli equilibri, anche perché Bologna riprende a chiudere il pitturato e toglie certezze alla fase offensiva avversaria. Teodosic riprende a dispensare assist spaziali, mentre Belinelli realizza giocate spettacolari e il dominio a rimbalzo offre ai padroni di casa la possibilità di chiudere sul 41-33 il 1° tempo.

Belinelli è on-fire anche in apertura di ripresa, ma una serie di giochi da 3 punti tiene la De’Longhi in perfetta scia, almeno fino alla sequenza di bombe di Markovic e Ricci. La squadra di coach Menetti sembra accusare il colpo e continua nell’incapacità di esprimere quel basket frizzante che l’aveva contraddistinta nella Stagione Regolare. Vince Hunter sale in cattedra con eccellenti pick&roll, imbeccati dal solito Teodosic, e Bologna decolla definitivamente. Nel momento di maggiore difficoltà, Christian Mekowulu diventa un muro invalicabile, piazzando una serie impressionante di stoppate, mentre DeWayne Russell si mette in proprio offensivamente per i canestri che ridanno un senso al match.

In meno di 1 minuto e mezzo da inizio ultimo quarto, la Virtus esaurisce il bonus falli di squadra, non riuscendo a contenere lo strapotere fisico di Mekowulu, il quale ricuce nuovamente le distanze fino al -5. Treviso ritrova improvvisamente anche il tiro da 3 punti per rientrare anche sul provvisorio -2, mentre Bologna rimane in piedi sfruttando lo strapotere a rimbalzo. Julian Gamble, uno degli MVP di gara-1, prova a risvegliare i suoi, le triple di capitan Imbrò e di David Logan, fino a quel punto insolitamente avulso dal match, ristabiliscono a più riprese la parità. In un finale incredibile, Belinelli trova una pazzesca tripla in uscita dai blocchi che sembra spezzare definitivamente gli equilibri, ma è il 2/3 a cronometro fermo di Imbrò, dopo ingenuità di Pajola, a far tirare un sospiro di sollievo alle V-Nere. Belinelli, top scorer, mentre per Hunter arriva una sontuosa doppia-doppia. Miglior prova in Serie A per Mekowulu.

About the Author

Elisa Bencini
Elisa Bencini. Classe '89 laureanda in storia e tutela dei beni artistici a Firenze, ama il calcio e lo sport in generale e professa una fede sola: per la Fiorentina. Ha collaborato con alcuni giornali online, scrive per Sprint e Sport. E' la fondatrice e l'ideatrice del Blog dello Sportivo

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