Gara 1 – Semifinale di Lega A

Gara 1 – Semifinale di Lega A

A|X Armani Exchange Milano – Umana Reyer Venezia 81-79
(20-13, 22-25, 22-17, 17-24)

Olimpia Milano: Shields 25, Punter 13, Rodriguez 13, LeDay 8, Datome 6, Hines 6, Biligha 4, Delaney 4, Moraschini 2. All. Messina.

Venezia: Tonut 18, Watt 16, Daye 14, De Nicolao 13, Stone 11, Chappell 3, Casarin 2, Clark 2. All. De Raffaele.

CRONACA:

Gara-1 lascia l’impressione di una serie molto equilibrata tra due squadre che presentano molte caratteristiche di base simili, a partire dalla qualità difensiva, fino alla pericolosità nel tiro pesante, e alla forza/coesione del gruppo, quello di Venezia forgiato da tanti anni di conoscenza reciproca, quello di Milano costruito, mattone su mattone, grazie allo straordinario lavoro di coach Ettore Messina in quella che, finora, è stata la miglior stagione biancorossa dell’ultimo trentennio. Come già visto in Supercoppa, Coppa Italia e nella maggior parte delle gare contro le big del campionato, l’Olimpia dimostra una forza superiore all’avversario quando può schierare il suo core con gli stranieri migliori, ma la Reyer risponde sfoderando grande profondità di panchina, rotazioni e capacità di adattarsi tatticamente all’avversario, con brani molto interessanti di zona allungata e lo sprazzo di secondo periodo giocato con il doppio centro, dove supera addirittura la fisicità di una rivale costruita e abituata per il massimo palcoscenico europeo.

Mentre Shields brilla su entrambe le metacampo, aggiungendo ai 25 punti anche la solita quantità in difesa, l’Olimpia si coccola il risveglio di Kevin Punter, letale in un primo tempo di grande impatto offensivo dopo il calo sofferto nella serie contro Trento, e l’intraprendenza di Sergio Rodriguez dalla panchina, un po’ croce e un po’ delizia ma sempre in grado di esplodere con giocate da campione nel momento del bisogno. Il lavoro difensivo è trainato, come sempre, dalla pressione instancabile di Malcolm Delaney sul pallone e dalla sapienza di Kyle Hines, frenato soltanto dai problemi di falli nel finale ma supportato dalla sostanza di Paul Biligha, bravo nel confermare il suo ottimo momento di forma anche in una gara molto sentita a livello emotivo contro la sua ex-squadra.
Venezia rispolvera Wes Clark sacrificando il grande ex Curtis Jerrells, senza però trovare particolari vantaggi in regia. Anzi, in soccorso arriva la grande ripresa di Andrea De Nicolao, in versione on-fire dopo i due canestroni decisivi nel finale di gara-5 contro Sassari, scheggia impazzita che costringe coach Messina a continui adeguamenti difensivi sul pallone. La rimonta sfiorata dal -12 del terzo quarto è spinta da Stefano Tonut, splendido nel confermare il premio di MVP nel momento più delicato dell’anno, dalla classe indomabile di Austin Daye, da una sfuriata di Julyan Stone, ancora una volta grande trascinatore emotivo del gruppo come già visto due giorni fa contro la Dinamo, e dalla presenza solidissima di Mitchell Watt nel verniciato, pronto a ingaggiare una splendida battaglia tra centri con Hines.

Happy Casa Brindisi – Virtus Segafredo Bologna 66-73
(16-17, 13-15, 21-21, 16-20)

Brindisi: Willis 15, Bostic 12, Perkins 12, Thompson 12, Harrison 6, Gaspardo 4, Krubally 3, Zanelli 2. All. Vitucci.

Virtus Bologna: Teodosic 24, Belinelli 16, Gamble 8, Alibegovic 7, Hunter 7, Abass 3, Adams 2, Pajola 2, Ricci 2, Weems 2. All. Djordjevic.

CRONACA:

Fin da subito si capisce che la Virtus è più dentro la gara, parte sull’11-4 e poi quando entra Teodosic arrivano altre due triple. A tenere in vita Brindisi è soprattutto Willis che si fa notare con due schiacciate, la seconda a fil di sirena per il -1 sul 16-17 a fine primo quarto. Nel secondo periodo la Happy Casa continua a litigare col tiro da tre, mentre la Segafredo colpisce col solito Teodosic e poi va a +6 grazie a Hunter e Alibegovic. Il match è teso, nervoso, non mancano falli antisportivi e tecnici, Abass fa 30-22 in contropiede, ma la Happy Casa risponde col solito Willis e poi Thompson realizza il -1, ma all’intervallo è 32-29 per Bologna col tap-in allo scadere di un vivo Alibegovic.

Nella ripresa parte meglio la Happy Casa, la squadra di Vitucci riesce a trovare qualche transizione, Thompson segna il +3 in avvicinamento e poi Bostic mette la bomba del 42-36. Dopo il timeout di Djordjevic la Virtus ricuce subito lo strappo, Teodosic piazza altre due bombe e sorpassa sul 45-44, e lì si iscrive alla gara anche Marco Belinelli, fin lì nullo: l’ex Spurs segna 5 punti in fila per il +4 e al 30′ è 53-50 per la Segafredo. L’ultimo quarto si apre col canestro di Krubally per il 52-52, ma da lì in avanti Bologna mette le mani sul manubrio della gara e non le leverà più. Belinelli segna un canestrone per il +5, poi mette altri 5 punti e la Virtus allunga sul 64-57: a chiudere i conti è ancora il Beli, con la tripla del +9, seguito da Alibegovic che insacca il missile del 70-58! La Happy Casa ci prova ma fa collezione di ferri, e il forcing finale firmato da Harrison serve solo a fissare il punteggio finale sul 73-66.

About the Author

Elisa Bencini
Elisa Bencini. Classe '89 laureanda in storia e tutela dei beni artistici a Firenze, ama il calcio e lo sport in generale e professa una fede sola: per la Fiorentina. Ha collaborato con alcuni giornali online, scrive per Sprint e Sport. E' la fondatrice e l'ideatrice del Blog dello Sportivo

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