Gara 1 – Quarti di finale Lega A

Gara 1 – Quarti di finale Lega A

A|x Armani Exchange Milano – Dolomiti Energia Trento 88-62
(26-20, 23-14, 23-17, 16-11)

Olimpia Milano: Shields 16, Punter 13, Hines 12, Datome 9, Moraschini 9, Biligha 8, LeDay 8, Rodriguez 5, Delaney 4, Brooks 2, Wojciechowski 2. All. Messina.

Trento: Browne 16, Williams 12, Morgan 10, Forray 6, Ladurner 4, Maye 4, Sanders 4, Conti 2, Martin 2, Maezzanotte 2. All. Molin.

CRONACA:

A differenza delle partite di regular-season, dove Trento era riuscita a frenare la qualità generale dell’Olimpia con prestazioni fisiche, solide e di grande impatto difensivo, manca la pressione sul pallone e la coordinazione tra reparti nelle situazioni di cambio, aiuto e recupero, con l’area spesso aperta dalle ottime esecuzioni offensive avversarie, perfette in timing e spaziature. Gary Browne e JaCorey Williams, fumanti in un grande avvio che lascia presagire un andamento di gara molto differente, si spengono presto, stritolati dalla difesa biancorossa sul perimetro, con Delaney tornato grande protagonista, e dalla durezza di Kyle Hines sotto canestro, visto dominare come nelle sue migliori serate di Eurolega. Il resto del gruppo produce poco o nulla, con scarso apporto della panchina: Victor Sanders e Luke Maye si fermano con soli 4 punti a testa e un orrido 3/16 combinato dal campo.

La partita “vera”, come detto, dura una decina di minuti, il tempo necessario all’Olimpia di rispondere all’avvio lanciato avversario e di allungare le mani sull’inerzia sfruttando la profondità delle rotazioni e l’ottimo apporto della panchina. Il break decisivo si concretizza nella parte finale del secondo periodo, quando Milano azzanna la gara volando sul +15 all’intervallo lungo, spinta dai canestri di Hines, Shields, Datome e Moraschini. La reazione dell’Aquila, attesa al rientro dagli spogliatoi, non si concretizza, con l’Olimpia in grado di mantenere le mani in maniera solida sul volante, senza la minima sbandata. Il divario si amplia presto sui 20 punti di margine aprendo a un lungo garbage-time in cui l’Olimpia tocca anche il +29.

Umana Reyer Venezia – Banco di Sardegna Sassari 92-91
(14-24, 21-19, 27-20, 19-18, 11-10)

Venezia: Chappell 19, De Nicolao 15, Stone 15, Daye 12, Watt 8, Fotu 7, Clark 6, Tonut 6, Mazzola 2. All. De Raffaele.

Sassari: Bilan 19, Gentile 14, Bendzius 13, Kruslin 12, Spissu 12, Happ 10, Burnell 5, Katic Treier 2. All. Pozzecco.

CRONACA:

Il via di gara 1 è tutto di Sassari che, al netto dell’assenza in panchina di coach Pozzecco, parte forte, tocca il +10 e alla prima pausa conduce 24-14 coi canestri di Bendzius e Happ. In avvio di secondo periodo la Dinamo vola via e doppia gli avversari sul 28-14, Venezia però reagisce presa per mano da Daye, Stone, e dalla solidità di Chappell e Fotu. La Reyer risale fino a -3, ma Sassari chiude meglio la prima frazione e va all’intervallo avanti 43-35.

La ripresa inizia con un 7-0 della Reyer firmato Tonut-Stone che chiude il gap, la squadra di De Raffaele mette anche il naso avanti sul 52-49 con Watt, ma l’equilibrio regna sovrano a Mestre: al 30′ è 63-62 per gli ospiti, poi da lì è un botta e risposta fino al termine. Chappell impatta sul 77-77 con una tripla, poi segna altri due canestri per l’81-79 cui replica Gentile per la parità: da lì non segna più nessuno, Bilan sbaglia, poi stoppa Watt, e così si va in overtime. Nel prolungamento la Reyer sembra averne di più, va a +5 e poi De Nicolao mette la tripla del 90-86. Finita? Per nulla. Bilan fa -2, poi Spissu subisce fallo e realizza tre tiri liberi per il 91-90. A meno di due secondi la Reyer rimette in campo, Daye va per il tiro da tre ma viene murato fallosamente da Gentile: 2 su 3 e Venezia di nuovo avanti, questa volta definitivamente per l’1-0!

Virtus Segafredo Bologna – De’Longhi Treviso 91-72
(27-17, 21-26, 24-18, 19-11)

Virtus Bologna: Gamble 17, Belinelli 16, Hunter 14, Teodosic 11, Ricci 9, Pajola 8, Alibegovic 7, Abass 6, Adams 3. All. Djordjevic.

Treviso: Logan 17, Sokolowski 13, Mekowulu 12, Lockett 9, Imbro 8, Russell 8, Akele 5. All. Menetti.

CRONACA:

Ritmi alti fin dalla palla a due, con Belinelli che concede un po’ troppo spazio ai tiratori ospiti ma, al contempo, tenta di piazzare giocate importanti per mettere in crisi la difesa della De’ Longhi. La precisione da oltre l’arco dei 6.75 è lodevole solamente per la squadra di coach Menetti, con la Virtus che sparacchia un po’ a salve e difende con troppa sufficienza. Belinelli ritorna a mettersi in proprio, sparando 2 triple consecutive, ma è soprattutto Amar Alibegovic a lanciare il tentativo di fuga bianconera con 5 punti in fila. Teodosic, in uscita dalla panchina, corona un break di 7-0 e i primi 10’ si chiudono così sul +10 per la Segafredo.

Matteo Imbrò, da buon capitano, tenta di guidare la riscossa biancoverde sparando 2 bombe in rapida successione, mentre l’attacco bolognese si arresta un po’, trovando qualche persa di troppo. Michal Sokolowski prosegue in una serata da playmaker occulto, eppure è Christian Mekowulu a fare la differenza per il 32-29 al 14’. Treviso non si arresta da oltre l’arco, ma il rientro sul parquet di Belinelli coincide con un altro allungo delle V-Nere, complici anche 2 triplone di Teodosic. Nonostante Julian Gamble sia un fattore importante nel pitturato avversario, una serie incredibile di palle perse costringe la Virtus a chiudere solo sul +5 il 1° tempo.

I turnovers limitano molto l’attacco casalingo anche in apertura di ripresa, ma la fisicità di Gamble rimane esuberante, mentre Giampaolo Ricci si sblocca con quei 5 punti consecutivi che tengono a debita distanza gli avversari. La squadra di coach Djordjevic continua a far vedere il meglio e il peggio del proprio repertorio, con un Alessandro Pajola che si conferma prontissimo per essere molto più di un backup di Teodosic e difensore d’élite. La pressione difensiva di Treviso è asfissiante e la squadra di coach Menetti lavora molto bene anche sulle linee di passaggio. Il problema rimane la fase offensiva, anche perché Bologna chiude bene il pitturato e accetta di scommettere sulle percentuali da lontano degli avversari.

David Logan è cestisticamente eterno e si carica sulle spalle tutto l’attacco della De’ Longhi: che si tratti di bombe dal palleggio e in spot-up, oppure di assist illuminanti per i compagni, fa poca differenza. Vince Hunter sostituisce però al meglio Gamble, facendo a fette la difesa avversaria e calamitando al meglio i preziosi assist del solito Teodosic. È la vittoria di una Virtus che chiude con 29 assist e in cui è davvero complicato trovare un MVP. Bologna controlla perfettamente il ritmo per tutti e 40 i minuti della sfida, difendendo perfettamente in area e non lasciando nulla al caso. 17+6 rimbalzi per Gamble, 16 e 4 assist per Belinelli, 17 di Logan e 12 di Mekowulu.

Happy Casa Brindisi- Allianz Pallacanestro Trieste 85-64
(21-18, 22-10, 14-17, 28-19)

Brindisi: Harrison 16, Bostic 14, Willis 13, Perkins 10, Thompson 9, Zanelli 7, Bell 6, Gaspardo 6, Udom 3, Visconti 1. All. Vitucci.

Trieste: Doyle 12, Upson 11, Delia 9, Grazulis 9, Henry 8, Alviti 4, Cavaliero 4, Fernandez 3, Da Ros 2, Laquintana 2. All. Dalmasson.

CRONACA:

La partita inizia non bene per Brindisi che segna la miseria di 4 punti nei primi 5′ e si trova sotto 8-4 contro una Trieste più pimpante ma che non colpisce come avrebbe potuto guadagnando più margine. Infatti alla Happy Casa bastano un paio di fiammate e una serie di recuperi difensivi per scatenarsi in campo aperto e trovare canestri facili con Gaspardo, Thompson e Willis: in un amen la squadra di Frank Vitucci ribalta la frittata e al 10′ conduce 21-18. Nel secondo periodo Brindisi scala le marce, Udom, Bell e Harrison piazzano tre bombe e arriva il +14 sul 34-20! L’Allianz risponde timidamente con Doyle e Cavaliero ma all’intervallo è -15 sul 43-28.

Nella ripresa la Happy Casa ha gli stessi problemi, fatica ad entrare in ritmo, ma Trieste non ne approfitta nemmeno stavolta, perde dei brutti palloni e non va oltre il -11 sul 50-49. I canestri di Harrison e Zanelli valgono il +14, poi nel quarto periodo un’altra scarica di bombe di Bostic, Zanelli e Bell ridanno il +15 sul 68-53 e la partita di fatto di si chiude, nonostante qualche invenzione di Doyle che tiene l’Allianz in vita. A sigillare il risultato ci pensano ancora Harrison con una bomba delle sue e due giocate da tre punti di Willis per il +19 sull’80-61. Gli ultimi 2′ e mezzo sono di pura gestione e si arriva alla sirena conclusiva sul punteggio di 85-64.

About the Author

Elisa Bencini
Elisa Bencini. Classe '89 laureanda in storia e tutela dei beni artistici a Firenze, ama il calcio e lo sport in generale e professa una fede sola: per la Fiorentina. Ha collaborato con alcuni giornali online, scrive per Sprint e Sport. E' la fondatrice e l'ideatrice del Blog dello Sportivo

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