Gara 1 – L’Olimpia Milano rimonta e batte il Bayern Monaco: 79-78

L’AX Armani Exchange Milano si prende il primo punto della serie playoff contro il Bayern Monaco grazie a un canestro di Zach LeDay sulla sirena che corona una straordinaria rimonta dal -19. Giovedì si replica, sempre al Forum di Assago, per il secondo appuntamento della serie

Una partita pazza chiusa da un finale epico. Una sconfitta che sembrava già scritta dopo il -19 accusato in un primo tempo in fotocopia contraria a quello della mitica serata di gennaio tramutata in una rimonta straordinaria, coronata da un canestro disegnato in maniera perfetta a 1″2 dalla sirena. Merito della lavagna di coach Ettore Messina, dell’alzata splendida di Malcolm Delaney, e della freddezza glaciale di Zach LeDay nell’appoggiare, in una frazione di secondo, il lay-up che vale il primo punto della serie. LeDay trascorrerà una notte insonne, “premio” per una serata da MVP con 17 punti e 7 rimbalzi, ma è una vittoria di gruppo e squadra, raccolta dalla spazzatura con una resilienza straordinaria e una forza mentale da primissima della classe. Vince Milano in quanto creatura dal corpo unico, vincono i grandi veterani, mancati nella prima parte di gara ma poi emersi in maniera veemente nel finale, quando i possessi pesano per davvero e serve il karma del grande campione per domare i palloni più infuocati.

E così, dopo aver remato al contrario per tanti minuti in una partita con scarsissimo playmaking, esplode Sergio Rodriguez. E, con lui, tutta Milano. 13 punti, 11 nel solo quarto periodo, con una serie di giocate d’autore, compresa la tripla del sorpasso a 36″ dalla sirena che gela un Bayern stordito e mazziato, sgambettato sul traguardo dopo aver fatto sempre corsa di testa con netto vantaggio. Al fianco del Chacho, un Kyle Hines marmoreo sotto canestro nei momenti cruciali, attacco e difesa, e un Malcolm Delaney tornato decisivo in marcatura sul pallone per chetare Wade Baldwin e dividere i compiti di regia e creazione sul perimetro. Tra i gregari, spicca, invece, Kaleb Tarczewski, raccolto dal fondo della panchina quando la partita sembra ormai irrecuperabile ma capace, con fisico e stazza, di pareggiare e superare la tremenda aggressività del Bayern, vero fattore determinante dei primi trenta minuti di gioco.

Già, perché, come nel peggiore degli incubi, Milano rivive in un loop contrario tutto quello che, tre mesi fa, era stata capace di costruire, a proprio vantaggio, nella miglior prestazione difensiva stagionale. È il Bayern che, come da pedigree infuso da coach Trinchieri in questa straordinaria stagione, dà una straordinaria lezione nella propria metacampo, con un’organizzazione, una tenacia e un’intensità difensiva scintillanti. Aggressività forte sul pallone, cambi difensivi effettuati con timing perfetto, rotazioni dal lato debole puntuali, area sigillata e Milano soffocata in una lunga serie di attacchi statici e asfittici. Il tiro da tre non apre il campo, vicino a canestro si erge un muro che argina la già scarsa qualità offensiva di partenza e, con una serie di canestri di DJ Seeley, rovente con 23 punti dalla panchina, e l’atletismo di JaJuan Johnson, il Bayern tiene l’Olimpia a soli 11 punti nel secondo periodo toccando il +19 e tornando negli spogliatoi con un comodo +17 di margine.

Slegata e sbandata, Milano sembra incassare colpo su colpo incapace di reagire, e quando il break iniziale costruito a inizio ripresa viene rapidamente riassorbito dagli ospiti, la partita pare re-incanalarsi sui tristi binari della prima metà di gara. Prima della salita in cattedra di Rodriguez e della ritrovata compattezza difensiva che ha sempre contrassegnato Milano nei migliori momenti della stagione.

E così è, anche nel quarto periodo, dove l’Olimpia bracca i portatori di palla, chiude le linee di penetrazione con ottimi aiuti dei lunghi e inizia a infilarsi nella testa dei tiratori: il Bayern palesa il deficit di esperienza tremando nei tiri importanti, con i ferri del Forum a sostituirsi alle tante retine fatte frusciare nel primo tempo. Possesso su possesso, Milano ritrova fiducia e, nonostante le forzature di Shavon Shields e Kevin Punter mantiene la forza d’animo per rispondere al nuovo fosco -6 incassato a 3′ dalla sirena. Le sbisciolate di LeDay, la forza di Kyle Hines e la freddezza di Rodriguez confezionano un incredibile break per il sorpasso, il Bayern rimette la testa avanti in lunetta quando Milano sembra averla in mano ma commette un errore difensivo eclatante sulla rimessa decisiva, perdendo l’ovvio taglio di LeDay verso canestro per l’appoggio sulla sirena.

A|X Armani Exchange Milano – FC Bayern Monaco 79-78
(16-18, 11-26, 26-20, 26-14)

Olimpia Milano: LeDay 17, Rodriguez 13, Punter 11, Delaney 10, Micov 8, Shields 8, Hines 6, Datome 2, Evans 2, Tarczewski 2. All. Messina.

Bayern Monaco: Seeley 23, Baldwin 10, Johnson 10, Gist 7, Reynolds 7, Sisko 7, Lucic 6, Zipser 5, Weiler-Babb 3. All. Trinchieri.

About the Author

Elisa Bencini
Elisa Bencini. Classe '89 laureanda in storia e tutela dei beni artistici a Firenze, ama il calcio e lo sport in generale e professa una fede sola: per la Fiorentina. Ha collaborato con alcuni giornali online, scrive per Sprint e Sport. E' la fondatrice e l'ideatrice del Blog dello Sportivo

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