Gara 1 – Finale di Lega A

Gara 1 – Finale di Lega A

A|X Armani Exchange Milano – Virtus Segafredo Bologna 77-83
(19-23, 20-25, 14-19, 24-16)

Olimpia Milano: LeDay 16, Rodriguez 16, Datome 15, Punter 12, Hines 7, Shields 7, Brooks 2, Biligha 1, Delaney 1. All. Messina.

Virtus Bologna: Teodosic 19, Weems 15, Belinelli 9, Abass 8, Gamble 8, Ricci 8, Alibegovic 7, Markovic 7, Hunter 2. All. Djordjevic.

CRONACA:

È una vittoria che getta le fondamenta nella metacampo difensiva, dove la Virtus blocca tutte le bocche da fuoco biancorosse sul perimetro con l’aggressività dei cambi sistematici, agevolata dalla brutta serata nel tiro dall’arco dell’Olimpia e l’ormai cronica debolezza nel front-court che limita le possibilità di sfruttare i mismatch in avvicinamento a canestro. Ma è anche una vittoria costruita di gruppo, con una concentrazione, un’organizzazione e una sinergia tra i reparti di altissimo livello, e la capacità da grande campione di Milos Teodosic di alzare la propria efficacia nel momento del bisogno. Perché il Mago, dominante in attacco, limita le sue sbavature difensive al minimo indispensabile, concedendo soltanto un paio di canestri a Datome nella prima metà di gioco.

Sono tanti i protagonisti che si alternano e si fondono in un tutt’uno perfetto in casa bianconera. Da Kyle Weems, vero jolly in una partita all-around a Julian Gamble, bravissimo nel mettere presto fuori partita Kyle Hines con una serie di semiganci mancini di qualità deliziosa, dalla grinta da ex avvelenato di Awudu Abass alla solidità e duttilità tattica della coppia composta da Pippo Ricci e Amar Alibegovic sotto i tabelloni, perfetti nelle situazioni di cambio nel reggere contro gli esterni avversari. Si arriva, poi, ad Alessandro Pajola, vero guastatore di ogni certezza offensiva biancorossa in un primo tempo letale, fino a Stefan Markovic, in un certo senso hombre del partido per una doppia giocata nel momento più complesso della partita, quando la Virtus, dopo aver toccato il +18 in un terzo periodo dominato, trema rivedendo l’Olimpia rientrare fino al -2 sulle scintille di Sergio Rodriguez, Kevin Punter e un quintetto operaio a trazione difensiva con gli eroismi di Paul Biligha e Riccardo Moraschini.

Mentre la Virtus gioca una pallacanestro frizzante e corale, sfoderando 23 assist su 30 canestri realizzati ed entrando nel verniciato con grande efficacia, Milano fatica con attacchi statici, incapaci di trovare e sfruttare vantaggi contro il muro difensivo avversario: le percentuali basse dal campo sono figlie di una lunga serie di isolamenti e forzature. Stecca Malcolm Delaney, frenano Shavon Shields e Kevin Punter. L’Olimpia si regge a lungo sulla grande quantità di tiri liberi conquistata, sui piazzati di Gigi Datome, su qualche sprazzo vagante di Zach Leday e di Sergio Rodriguez, esploso a cavallo dei due periodi finali dopo una lunga litigata con il ferro.

About the Author

Elisa Bencini
Elisa Bencini. Classe '89 laureanda in storia e tutela dei beni artistici a Firenze, ama il calcio e lo sport in generale e professa una fede sola: per la Fiorentina. Ha collaborato con alcuni giornali online, scrive per Sprint e Sport. E' la fondatrice e l'ideatrice del Blog dello Sportivo

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