Festa Atalanta: 4-3 al Genoa

La Dea domina per un tempo intero, portandosi in triplo vantaggio grazie a Zapata, Malinovsky e Gosens, poi rischia qualcosa nella ripresa: segnano Shomurodov, Pasalic, Pandev su rigore e ancora Shomurodov. Ma alla fine é festa nerazzurra: il +6 sul quinto posto della Juventus vale l’approdo in Champions League per il terzo anno di fila

FORMAZIONI:

Genoa (3-5-2): Marchetti; Onguene, Radovanovic, Masiello; Ghiglione, Zajc, Rovella, Melegoni, Cassata; Pjaca, Destro. All. Ballardini.

Atalanta (3-4-2-1): Gollini; Djimsiti, Romero, Toloi; Hateboer, De Roon, Freuler, Gosens; Malinovsky, Miranchuk; Zapata. All. Gasperini.

CRONACA:

L’Atalanta per chiudere il discorso Champions, il Genoa con la serenità di chi si è già messo in tasca il proprio obiettivo stagionale. Eppure allo start è proprio il Grifone ad andare vicino al fare valere la dura legge dell’ex: Cassata impegna subito Gollini e sul successivo affondo Masiello scheggia il palo di testa. L’allarme suona forte e chiaro in casa Dea. Il primo a recepirlo è il solito Malinovskyi che, al 9’, disegna il corridoio per Zapata che stappa la partita. Scollinata la metà di frazione, gli ospiti insistono sull’acceleratore e il colombiano sveste i panni del bomber ricambiando il favore all’ucraino, puntuale in occasione del tap-in dello 0-2, inizialmente annullato ma poi confermato dal VAR. Gli orobici sono padroni del campo e ad un giro d’orologio dall’intervello arriva anche il tris firmato Gosens che mette il lucchetto al sabato pomeriggio di ‘Marassi’.

Nella seconda frazione il Genoa prova a risalire la superficie grazie allo splendido mancino ad incrociare da parte di Shomurodov, in campo da 3′. Partita riaperta? Non è dello stesso avviso Pasalic – altro subentrato – che impiega tre minuti per riportare a tre il gap di vantaggio. La rete del croato dà il là ad un’ampia girandola di cambi su ambo i fronti. Tra le fila rossoblù viene gettato nella mischia Pandev che, a 23′ dal traguardo, trasforma il rigore del 2-4 dopo il mani in area di Gosens. Goal che a onore del vero non sposta i valori di una partita per larghi tratti a senso unico, ma la reazione finale di un ‘Grifone’ mai domo sfocia nel secondo piazzato in buca d’angolo dell’uzbeko Shomurodov che anima gli ultimi scampoli. Gasperini serra le fila e conduce la nave in porto. Un porto chiamato Champions League.

About the Author

Elisa Bencini
Elisa Bencini. Classe '89 laureanda in storia e tutela dei beni artistici a Firenze, ama il calcio e lo sport in generale e professa una fede sola: per la Fiorentina. Ha collaborato con alcuni giornali online, scrive per Sprint e Sport. E' la fondatrice e l'ideatrice del Blog dello Sportivo

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