Elisa Longo Borghini vince il bronzo nel ciclismo su strada

Gara incredibile nella prova in linea femminile: l’austriaca Anna Kiesenhofer va in fuga al primo chilometro, stacca le altre attaccanti e vince in solitaria un oro clamoroso. Elisa Longo Borghini attacca nel finale e si prende il bronzo, bissando il risultato di Rio. Argento olandese con Annemiek Van Vleuten

Una gara assurda, un finale folle: questo è stata la prova in linea femminile ai Giochi Olimpici di Tokyo. Che racconta soprattutto due storie: la prima ci riguarda da vicino e ha come protagonista Elisa Longo Borghini, splendido bronzo come fu cinque anni fa a Rio de Janeiro. Per noi è la terza medaglia in due giorni dopo l’oro di Vito Dell’Aquila nel taekwondo e l’argento di Luigi Samele nella scherma. La seconda coinvolge l’austriaca Anna Kiesenhofer, in fuga dal chilometro zero e oro in solitaria in quella che è già una delle più incredibili storie da tramandare di queste Olimpiadi. Nel mezzo l’argento beffardo di Annemiek Van Vleuten: prima entusiasta perchè credeva di aver vinto, poi più che mai delusa. Come la sua Olanda, che si è lasciata sfuggire una corsa che doveva dominare.

Il primo highlight della corsa è la partenza, dove se ne vanno queste cinque: Anna Kiesenhofer (Austria), Carla Oberholzer, Vera Looser, Anna Plichta e Omer Shapira. Una di loro non verrà mai più ripresa. Il gruppo procede ad andatura turistica, spaventato dal caldo e con la certezza di controllare la fuga come fatto sabato dagli uomini. La Germania è l’unica squadra a fare un minimo di ritmo, la favoritissima Olanda si limita a supervisionare. Le battistrada arrivano anche a dieci minuti di vantaggio, quando mancano 100 chilometri al traguardo.
Quando la strada comincia a salire e il percorso farsi più nervoso, le olandesi sembrano aumentare il ritmo. Van Vleuten e Vollering guidano il trenino oranje, anche se la loro azione non è continua e il distacco dalla testa resta consistente. Sul Doushi Road la corsa si accende anche nel gruppo e in molte, tra cui Marta Bastianelli, perdono contatto. Van Vleuten si mette in proprio e prende un minuto sul gruppo in breve tempo, mentre davanti restano in tre: allo scollinamento della salita più temuta, Kiesenhofer, Shapira e Plichta hanno ancora cinque minuti di tesoretto. Ai -41 il momento decisivo: la strada torna a salire e l’austriaca allunga, senza che le due compagne di avventura riescano a rispondere.

Kiesenhofer prosegue a testa bassa la sua azione, mentre Van Vleuten resta a bagnomaria per 15 chilometri prima di essere ripresa dal gruppo. Il distacco dalle medaglie resta di cinque minuti, perchè Shapira e Plichta si mantengono a un minuto dalla testa della corsa. Ma se Kiesenhofer ha benzina per arrivare in fondo, le altre due vengono risucchiate lentamente dal gruppetto delle big, che le riprende dentro al circuito a 5 chilometri dal traguardo, quando sembrava che il discorso medaglie fosse andato. Di certo lo è l’oro. Kiesenhofer è tutta una smorfia e non ne ha più, ma nessuno può riprenderla. Sul traguardo non ha quasi la forza di esultare, o forse non si rende conto dell’impresa che ha appena realizzato. Dietro è bagarre. Van Vleuten parte per prima, ed è seconda. Longo Borghini, in ombra per tutta la gara come l’intera Italia, coglie l’attimo da fuoriclasse e la insegue, guadagnandosi un terzo posto insperato fino a pochi chilometri prima.

About the Author

Elisa Bencini
Elisa Bencini. Classe '89 laureanda in storia e tutela dei beni artistici a Firenze, ama il calcio e lo sport in generale e professa una fede sola: per la Fiorentina. Ha collaborato con alcuni giornali online, scrive per Sprint e Sport. E' la fondatrice e l'ideatrice del Blog dello Sportivo

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