Elia Viviani non si batte, è bis a Fermoselle!

Elia Viviani sfrutta il lavoro magistrale della Quick-Step e vince una volata senza storia davanti ai soliti Sagan e Nizzolo. È la seconda vittoria alla Vuelta e la numero 17 in stagione. Tappa tranquilla per i big, nonostate qualche foratura nella parte finale.

Dopo le scaramucce tra i big a la Covatilla e il primo giorno di riposo, la Vuelta riparte da Salamanca, dove la corsa spagnola mancava da 7 anni. C’è un nuovo leader, Simon Yates, e una tappa decisamente facile a regalare ancora un po’ di respiro ai corridori dopo una prima settimana pedalata a tutta. Il traguardo inedito di Fermoselle strizza l’occhio ai velocisti, con il vento unica possibile incognita in grado di scombinare un copione di gara che sembra già scritto. Ma la Vuelta insegna che nessuna tappa va data per scontata e il gruppo parte a tutta anche oggi.

Il primo corridore ad allungare è lo spagnolo Jesus Ezquerra. Michael Schwarzmann, Thomas De Gendt, Johannes Frohlinger e Markel Irizar provano a rientrare sul battistrada, ma l’unico a riuscirci è Tiago Machado, portacolori di un attivissimo Team Katusha. Si forma un coppia in fuga dunque, che però le squadre dei velocisti tengono sotto tiro: Quick-Step, Cofidis, BORA Hansgrohe e Trek si alternano in testa al gruppo, concedendo al massimo 3 minuti e mezzo. In una fase piuttosto tranquilla un momento di distrazione costa caro a Simone Petilli. Il corridore della UAE Emirates cade male sulla clavicola ed è costretto ad abbandonare la corsa.

C’è un possibile tranello nel finale di questa tappa. Una discesa piuttosto veloce, che precede l’unico Gpm di giornata, l’Alto de Fermoselle. Qui il gruppo accelera decisamente e l’azione della fuga si esaurisce quando mancano più di 30 km al traguardo. È la BORA di Sagan a fare il forcing, nel tentativo di staccare o quanto meno stancare gli altri velocisti. Alejandro Valverde è pimpante e scollina per primo, seguito da Serry e Quintana. Mentre a 20 km è Diego Rubio a provare una nuova sortita, dietro forano in tanti e sono quasi tutti grossi nomi. Prima Pinot, poi Quintana e Kelderman e infine la maglia rossa Simon Yates. Ma rientrano tutti senza grandi patemi.

Il tentativo di Rubio si esaurisce a 10 km dal traguardo, quando i treni dei velocisti cominciano a sgomitare in testa a un gruppo che viaggia a velocità folle. A differenza di altre volte, il finale non nasconde insidie, con un rettilineo conclusivo di un paio di chilometri che svela il traguardo ai corridori già da lontano. Lukas Postlberger prova la sparata in prossimità della flamme rouge, ma non riesce a fare la differenza. La fa eccome, invece, la Quick-Step. Morkov e Sabatini svolgono un lavoro magistrale per lanciare Viviani, che parte come una palla di cannone e si mangia il traguardo alla sua maniera. Sono 17 in stagione, che spettacolo!

ORDINE D’ARRIVO:
1. Elia Viviani Quick-Step Floors 4:08.08
2. Peter Sagan Bora-Hangrohe +0.00
3. Giacomo Nizzolo Trek-Segafredo +0.00
4. Andres Soto Caja Rural-Seguros RGA +0.00
5. Marc Sarreau Groupama-FDJ +0.00
6. Danny Van Poppel Team LottoNL-Jumbo +0.00
7. Ivan Garcia Bahrain Merida Pro CT +0.00
8. Jon Aberasturi Euskadi-Murias +0.00
9. Simone Consonni UAE Team Emirates +0.00
10. Matteo Trentin Mitchelton-Scott +0.00

About the Author

Elisa Bencini
Elisa Bencini. Classe '89 laureanda in storia e tutela dei beni artistici a Firenze, ama il calcio e lo sport in generale e professa una fede sola: per la Fiorentina. Ha collaborato con alcuni giornali online, scrive per Sprint e Sport. E' la fondatrice e l'ideatrice del Blog dello Sportivo

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