Elia Viviani sei tutto d’oro!!!

Elia Viviani é l’ottava medaglia d’oro italiana: il veronese la vince nell’omnium sulla pista del Rio Olimpic Velodrom.

Un oro atteso 20 anni, meraviglioso come sa esserlo un oro cercato così a lungo.

Elia Viviani se lo mette al collo quattro anni dopo la beffa più atroce della sua carriera, da primo a sesto nell’ultima prova dell’omnium di Londra, anche se allora non era il Viviani di oggi.

Medaglia  Oro, davanti al rivale Mark Cavendish, che gli aveva soffiato il titolo mondiale con una volata beffa cinque mesi fa a Londra, e al campione uscente Lasse Norman Hansen. E poi le lacrime, l’abbraccio a mamma Elena e a papà Renato in tribuna, il tricolore da sventolare al mondo.

Elia più forte anche di una caduta, che avrebbe potuto rovinare tutto, quando a 108 giri dalla conclusione della corsa a punti decisiva Park Sanghoon si è urtato con Cavendish e l’azzurro non ha potuto evitare di rovinare addosso al sudcoreano, ma  Viviani si è rialzato prontamente ed è tornato in corsa e, grazie alla neutralizzazione, è tornato nel clima della gara, pronto per dare di nuovo battaglia ed andare a prendersi questa sospirata medaglia.

Due giornate perfette, iniziate peraltro in salita, perché quel settimo posto nello scratch d’apertura vinto dal danese campione uscente Norman Hansen, guarda caso alle spalle di tutti e sei i rivali che egli stesso aveva indicato come i più pericolosi nella corsa al podio, non era certo il miglior viatico per cominciare il viaggio verso l’oro, ma l’omnium si vince  anche con la pazienza, senza farsi prendere dal panico per un piazzamento inferiore alle attese, ed Elia così ha fatto,  da quel settimo posto, un passo alla volta ha conquista una d’oro da impazzire.

A fugare ogni dubbio sulle sue chance ci ha pensato già la seconda gara, l’inseguimento, nella quale il veronese  il trascinatore della pista azzurra in questa rinascita che ha catapultato anche il quartetto in una nuova dimensione, ha piazzato un fantastico 4’17″453, il suo miglior tempo di sempre, con un progresso di quasi 3″, finendo terzo dietro ad Hansen e a Cavendish.

Poi il consueto capolavoro nell’eliminazione, la prova in assoluto a lui più congeniale, quella in cui non finisce mai oltre il terzo posto e che qui lo ha visto vincitore davanti al francese Boudat e al colombiano Gaviria, il vincitore degli ultimi due Mondiali e dato da molti come il grande favorito. Un successo che ha catapultato il pupillo del c.t. Marco Villa al secondo posto della classifica generale dopo la prima giornata, a 2 sole lunghezze dallo stesso Boudat e 8 meglio di Cavendish.

La giornata decisiva si è aperta con il sorpasso, grazie al terzo tempo nel chilometro lanciato, personale limato di 3 decimi, quella che un tempo era il tallone d’Achille del veronese e che ai Giochi di Londra, quando ancora era la prova conclusiva dell’omnium,  gli costò la beffa del k.o.

Stavolta, invece, è diventata la gara decisiva a proprio favore, con tanto di balzo al comando della classifica, con 14 punti su Boudat e 16 su Cavendish, prima dell’ulteriore allungo di 2 lunghezze sullo stesso Cavendish al termine della quinta prova, giro lanciato, chiuso con il secondo posto e un altro primato personale 12″660.

E per concludere la corsa a punti, che tutto poteva ancora ribaltare, una lotta pazzesca, Elia sempre in testa ma braccato da Cavendish, poi da Gaviria e da Hansen capaci di prendere i 20 punti del giro di vantaggio, con Boudat pronto a fare la mina vagante.

Punto a punto, coronarie al massimo, poi alla volata numero 14 i 5 punti della medaglia pressoché sicura, e dieci giri dopo una altro sprint vinto a mettere le mani sull’oro.

Da Atlanta a Rio, dal tris firmato da Andrea Collinelli (inseguimento), Silvio Martinello (corsa a punti) e Antonella Bellutti (inseguimento), al giorno dei giorni di Elia Viviani, in mezzo solo un bronzo a Sydney 2000, firmato nell’americana dallo stesso Martinello in coppia con quel Marco Villa che in silenzio, senza troppa fanfara, lavorando sodo, con le poche attenzioni per la pista e pensare che a lungo siamo stati maestri  e con le esigue risorse a disposizione, ha portato un movimento fuori dall’anonimato internazionale e il suo uomo di punta sino al traguardo massimo.

About the Author

Andrea Schiavina
Nato a Bologna il 19/06/1965 titolo di studio Geometra, sport praticati a livello agonistico Nuoto, Pallanuoto, Football americano e Tennis. Appassionato di sport in genere, sono osservatore di calcio professionista, collaboro con Radio Nettuno, Abito a grizzana Morandi in provincia di Bologna sposato

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