Daniel Martin si prende il Mur de Bretagne alla sua maniera

Daniel Martin conquista il primo arrivo in salita del Tour de France 2018 con un’azione lanciata all’ultimo chilometro. Secondo Latour e terzo Valverde, vincitore dello sprint dei migliori. Pagano secondi preziosi Dumoulin e Bardet, attardati da una sfortunata foratura nel finale. Van Avermaet rimane leader.

Terzo giorno di fila in Bretagna e prima tappa da circoletto rosso per i favoriti della classifica generale, col Mur de Bretagne che inaugura la serie di arrivi in salita della Grande Boucle numero 105. Un finale da classica delle Ardenne da ripetere due volte e che torna sulle strade del Tour dopo le edizioni del 2011 e del 2015, quando Cadel Evans e Alexis Vuillermoz legarono il proprio il nome a questa ascesa così simbolica. Oggi nessuno dei grandi favoriti potrà nascondersi. La carovana gialla salpa da Brest, la città più occidentale di Francia, e si tuffa inevitabilmente verso l’interno. Come vuole il copione di questo Tour, la fuga di giornata nasce in prossimità del km 0, con questi protagonisti: Laurent Pichon, Anthony Turgis, Dion Smith, Damien Gaudin e Fabien Grellier.

Prima dei fuochi d’artificio previsti per il gran finale, il percorso prevede due facili Gpm: la Cote de Ploudiry e la Cote de Roc’h Trevezel. Dion Smith, ex maglia a pois, le conquista entrambe con estrema facilità, raggiungendo il lettone Toms Skujins in testa alla classifica degli scalatori. Il gruppo se la prende molto comoda, lasciando agli attaccanti quasi 8 minuti. Ma a 100 km dal traguardo la corsa esplode inaspettatamente. In un tratto battuto da forte vento laterale, la Quick-Step imprime un forcing selvaggio, spezzando il plotone in tre tronconi. In tanti si fanno sorprendere. Nibali, Fuglsang, Quintana, Landa e Martin sono i big coinvolti nella seconda parte del gruppo, mentre Primoz Roglic rimane ancora più indietro.

I primi due tronconi si ricompongono in breve tempo, mentre la LottoNL Jumbo di Roglic deve faticare una ventina di chilometri per azzerare il minuto e mezzo di margine a cui era naufragata e ricompattare il gruppo. L’andatura tenuta dalla Quick-Step, intanto, fa evaporare il vantaggio degli attaccanti. Kristoff regola Gaviria e Sagan nello sprint intermedio, momento in cui Damien Gaudin lascia la compagnia dei co-fuggitivi e decide di mettersi in proprio. Ma il suo destino è segnato, così come quello degli altri attaccanti. La loro avventura finisce al primo passaggio sul Mur de Bretagne, Gpm vinto dalla maglia a pois Toms Skujins. Mancano 16 km al traguardo.

Scollinati, parte Jack Bauer in contropiede. L’australiano si invola nella veloce discesa che precede la salita finale, ma il gruppo rimane lì, a una quindicina di secondi. Ci sono tutti i migliori in una fila indiana guidata dagli uomini della BORA Hansgrohe, ma la sfortuna esclude due possibili protagonisti dalla bagarre finale. Prima Dumoulin e dopo Bardet devono mettere piede a terra, traditi da una foratura beffarda. Non rientreranno più. Ci siamo, riecco il Mur. Il primo a tentare un affondo deciso è Richie Porte, ma un attento Geraint Thomas risponde, trascinandosi dietro tutti. E ripreso Porte, parte in contropiede Daniel Martin. Siamo alla flamme rouge dell’ultimo km. È l’inizio di uno sprint lunghissimo per il vincitore della Liegi del 2013, un allungo a cui nessuno resiste nè può rispondere. Nessuno dei big si muove, parte solo Pierre Latour. Ma è troppo tardi. Martin si prende quella che da queste parti è chiamata l'”Alpe d’Huez di Bretagna”. Paragone di certo irriverente, ma la vittoria splendida rimane.

ORDINE D’ARRIVO:
1. Daniel Martin UAE Team Emirates 4:13.43
2. Pierre Latour AG2R La Mondiale +0.01
3. Alejandro Valverde Movistar Team +0.03
4. Julian Alaphilippe Quick-Step Floors +0.03
5. Rafal Majka Bora-Hansgrohe +0.03
6. Adam Yates Mitchelton-Scott +0.03
7. Bauke Mollema Trek-Segafredo +0.03
8. Peter Sagan Bora-Hansgrohe +0.03
9. Geraint Thomas Team Sky +0.03
10. Primoz Roglic Team LottoNL-Jumbo +0.03

About the Author

Elisa Bencini
Elisa Bencini. Classe '89 laureanda in storia e tutela dei beni artistici a Firenze, ama il calcio e lo sport in generale e professa una fede sola: per la Fiorentina. Ha collaborato con alcuni giornali online, scrive per Sprint e Sport. E' la fondatrice e l'ideatrice del Blog dello Sportivo

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