Coppa Davis Argentina – Gran Bretagna 0-1 grande vittoria di Del Potro dopo 5 ore su Murray

Semifinale Coppa davis

Gran Bretagna-Argentina 0-1 (Emirates Arena, Glasgow, cemento indoor) coppa davis

Gran Bretagna e argentina si sfidano per la quinta volta nella loro storia. Il bilancio complessivo dice Argentina (4-1 negli scontri diretti), imbattuta contro i britannici dal lontano 1928.

I Britannici, si presentano con i fratelli Andy e Jamie Murray, Kyle Edmund e Daniel Evans, sono alla ricerca della loro 21esima finale nella massima competizione a squadre, la seconda in due anni; vincere questo fine settimana significherebbe raggiungere la settima vittoria consecutiva in Davis,  l’ultima sconfitta risale al 2014 quando Fognini ha battuto Andy Murray a Napoli.

La squadra Albiceleste, composta da Juan Martin Del Potro, Guido Pella, Leonardo Mayer e Federico Delbonis, gioca la sua 11esima semifinale in 15 anni e vuole raggiungere la quinta finale per annullare la maledizione che l’ha vista sconfitta in tutte e quattro le finali precedenti. L’argentina gioca per la terza volta consecutiva in trasferta, compresa la vittoria a Pesaro contro l’Italia, e in caso di finale giocherà ancora una volta lontana dalle mura amiche.

J.M Del Potro b. A. Murray 6-4 5-7 6-7(5) 6-3 6-4 

Andy Murray e Juan Martin Del Potro si affrontavano per la seconda volta consecutiva con indosso la maglia della propria nazionale, 33 giorni dopo l’estenuante finale olimpica di Rio de Janeiro vinta dal britannico; il loro è il match presumibilmente decisivo, non solo di questa sfida, ma dell’intero weekend di Davis. Così come nel torneo olimpico i ribaltamenti di fronte lungo le 5 ore e 7 minuti di gioco sono stati tantissimi, per la partita più lunga mai giocata in Davis dai due giocatori.

L’incontro rispetta da subito le aspettative iniziando a ritmi piuttosto alti, interrotti solo dalla nuova arma dell’argentino, lo slice di rovescio, sul quale Murray soffre molto, commettendo qualche  errore  banale. È lo scozzese però a partire meglio: dopo un primo game al servizio da 12 minuti, Andy conquista il break, ma Del Potro  è molto bravo a riportarsi in parità nel game successivo è grazie ad una striscia di 21 punti di fila in battuta, con l’80% di prime in campo, che gli consentono dopo 56 minuti di portare a casa il primo parziale (6-4), grazie al break ottenuto al settimo game.

Nel secondo set il campione di Wimbledon ed Olimpico 2016 prova a essere più aggressivo, usando più spesso il lungolinea di rovescio e verticalizzando di più il gioco,  le sue discese a rete risultano spesso delle scampagnate, ma verso la fine del parziale, prima sulla palla break che avrebbe mandato Delpo a servire per il set e poi sul game point raccoglie due volèe vincenti. Nel decimo gioco l’argentino è glaciale e nonostante un passante no-look fatto dal grande Murray, tiene il servizio; sotto 5-6 offre però due palle break, che corrispondono anche a due set point: sulla prima il pubblico esulta a gran voce chiamando fuori un diritto di Del Potro e disturbando palesemente il gioco. Pascal Marià, giudice di sedia, è di tutt’altra idea e lascia correre; Juan Martin spara in corridoio il diritto successivo e cede servizio e parziale, 7-5 Murray.

Lo scozzese, inizia bene nel terzo, non si intestardisce più sulla diagonale di rovescio ed è molto più concreto a rete,  Delpo non è più attendista nei momenti importanti come nel secondo set, si aggrappa al servizio e arriva al set point Andy, per tutti già spacciato, dopo aver accusato un tempestivo malanno alla coscia sinistra ottiene il contro-break e vince il set – durato 81 minuti – al tie-break con il punteggio di 7-5.

Si potrebbe ipotizzare partita finita ma Del Potro riparte per la sua strada martellando con il servizio e con il diritto,  Murray invece cerca spesso la palla corta come a voler accorciare lo scambio a tutti i costi. Ottenuto il break nelle fasi iniziali del quarto set, il sudamericano imposta il pilota automatico e riesce finalmente ad amministrare il vantaggio senza troppi patemi fino al 6-3.

L’argentino non gioca un match al quinto da quasi tre anni e non ne vince uno dagli Australian Open del 2010 (4-12 il suo rendimento al quinto), ma tutto questo  non sembra turbarlo per niente.

La stanchezza però è sul volto di entrambi e la vittoria andrà a chi a più energie psicofisiche, infatti  la qualità degli scambi è leggermente scesa, ma le emozioni sono garantite,  Delpo prima fallisce una palla break sul 2-2, ma poco dopo, sul 3-3, è lui a piazzare un passante in corsa di diritto incredibile (simile a quelli che faceva il grande Ivan Lendl), specialmente se si considera che arriva dopo 4 ore e 50 di gioco, con  facilità conferma il break ed ottiene il primo match point già sul servizio di Murray, annullato dal 33esimo ace dello scozzese, che poi ne mette a segno un altro per salvare il match (34 in totale contro i 19 di Del Potro). Nel game  finale Murray dà fondo a tutte le energie rimaste, ma viene sballottato dal drittone di Del Potro, che chiude la partita sul  6-4 con un ace e pone fine alla striscia di 14 vittorie consecutive in Coppa Davis di Murray e conquista il primo inaspettato punto per l’Argentina.

Ora in campo nel secondo singolare scenderanno in campo Pella ed Edmund.

About the Author

Andrea Schiavina
Nato a Bologna il 19/06/1965 titolo di studio Geometra, sport praticati a livello agonistico Nuoto, Pallanuoto, Football americano e Tennis. Appassionato di sport in genere, sono osservatore di calcio professionista, collaboro con Radio Nettuno, Abito a grizzana Morandi in provincia di Bologna sposato

Più letti

Articoli a Random

Facebook

Twitter