Ceres4Leicester il sogno é realtà

Dilly Ding! Dilly Dong! è tutto vero, probabilmente così titoleranno i quotidiani sportivi all’indomani di una di quelle imprese destinate ad essere scritte, in modo indelebile, nei manuali di storia del calcio, excuse me, del football Leicester.

Dalla lotta per non retrocedere a cui sembravano destinati, un goal alla volta, un punto, spesso tre, alla volta le foxes (questo il soprannome dei giocatori del Leicester) hanno conquistato il campionato inglese.

leicester1I protagonisti sono gli undici “operai” che hanno lavorato da vero team, sapientemente orchestrati da un abile manager, profondamente umile, che ha sempre messo al lavoro al primo posto e, per dire, ieri notte, mentre la sua squadra stava vincendo la Premier League, lui stava tornando in aereo da Roma, dove era andato in giornata per passare un po’ di tempo con la madre novantaseienne. Ecco l’identikit dei protagonisti del Leicester City.

 

Sir Claudio Ranieri

Classe ’51, sulla panchina delle foxes da luglio 2015. In 3 parole? Lavoro, umiltà, basso profilo. Il primo sempre dimostrato sul campo, la seconda sempre trasparita in ogni parola, il terzo mantenuto fino a quando non è stato più possibile nascondersi dietro un dito.

Ryad Mharez

Tacciato di essere inadatto al calcio professionistico per la sua struttura fisica, ha messo tutti a tacere con giocate di classe sopraffina. Forse la sua struttura è inadatta al gioco del calcio ma lui non lo sa e continua a giocare, facendo pure la differenza.

Jamie Vardy

Uomo simbolo di questa squadra, uno che fino a 6 anni prima alternava allenamenti di calcio a turni nella fabbrica di carbonio della sua città. Uno che però è riuscito a segnare 22 goal in 34 gare, 11 di questi di fila. Giocatore dinamico, feroce e concentrato in ogni palla, è lui l’impersonificazione di questo fantastico sogno che è il Leicester City Football Club.

Vardy è stato definito, con molto affetto, dal suo coach stesso “uno un po’ matto”, scherza sempre, non si prende mai troppo sul serio, ma quando c’è da lavorare viene fuori un professionista ineccepibile. Saranno stati gli anni in fabbrica a renderlo così? Sarà quella fame che Jamie si porta dietro da sempre? La voglia di rivincita? Fatto sta che Jamie Vardy ricalca perfettamente quello che è l’uomo che viene dalla strada.leicester3

Chi se non LA birra di strada poteva accorgersi di questo parallellismo? Ecco che,puntuale come sempre, Ceres sforna l’ennesima trovata di marketing: un evento per portare una Ceres al centrocampista Danny Drinkwater, ribattezzato per l’occasione DrinkCeres.

L’evento prevede un contest, cioè la realizzazione di uno striscione per convincere Danny a bere una Ceres e trasformare momentaneamente così il suo cognome. Ne verranno scelti 4, e i fortunati potranno andare a Leicester a festeggiare l’epocale vittoria.

Così “Portare una Ceres a Drinkwater perché l’acqua fa molto Tottenham” diventa subito virale ed il web si scatena. Così come un’onda di queste proporzioni arriva forse una volta nella vita di un surfista, un evento del genere arriva una volta per un brand. E, ammettiamolo, quelli di Ceres sono dannatamente bravi a fare surf.

 

Buzzoole

About the Author

Elisa Bencini
Elisa Bencini. Classe '89 laureanda in storia e tutela dei beni artistici a Firenze, ama il calcio e lo sport in generale e professa una fede sola: per la Fiorentina. Ha collaborato con alcuni giornali online, scrive per Sprint e Sport. E' la fondatrice e l'ideatrice del Blog dello Sportivo

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