BOX BOX BOX – le pagelline del Gp di Spagna

Dopo quattro Gran Premi intensi e pieni di emozione è arrivato il primo appuntamento soporifero dell’anno.

Dominazione Mercedes, sfighe Ferrari, un po’ di confusione nelle retrovie. Siamo per caso tornati a settembre 2017? Dopo le tante polemiche, nate questo fine settimana, sulle modifiche Pirelli e sull’improvviso miglioramento delle prestazioni delle schegge d’argento, noi concentriamoci sulle pagelline, per ridere di fortune e sfortune.

LEWIS HAMILTON: 10
Pole position + vittoria. Non ci sono altri voti da dare a chi domina una gara dall’inizio alla fine. Lewis ha ritrovato il bolide imbattibile che, negli ultimi anni, gli ha permesso di vincere e stravincere. Lui per arrivare primo comunque ci ha messo impegno e tutto il talento che sa di avere. Bravo ragazzo.

CHARLES LECLERC: 9
Dopo un incredibile sesto posto a Baku, il piccolo Charles torna a punti in Spagna con una bella decima posizione. Battaglia con Perez e addirittura con Alonso. La macchina non ha grande potenziale ma Charles ce la mette sempre tutta (con umiltà), soprattutto in qualifica.

MAX VERSTAPPEN: 8
In gara per lui solo un piccolo contatto. Già per questo siamo vicini al miracolo in questo mondiale quindi probabilmente, dopo Baku, a casa gli sono state tirate le orecchie. Max si è messo a guidare a testa bassa e, giro dopo giro, si è andato a prendere un bel terzo posto. Miglior risultato di una stagione davvero davvero difficile.

SEBASTIAN VETTEL & STRATEGIA FERRARI: 6
A Topolino, quello che ogni tanto passa da Maranello a suggerire le strategie, darei un bel po’ meno di 6. Però Vettel ha fatto quello che ha potuto in un Gran premio che è sempre stato regno Mercedes. Belle qualifiche, bella partenza, bel sorpasso per restare davanti a Bottas nel pit stop.
Dal muretto hanno provato a fare qualcosa sfruttando il regime di Virtual SC, ma non ha pagato. Sta volta è andata così, una sufficienza scarsa che abbassa la media, proprio come a scuola.

DANIEL RICCIARDO: 5
Mi piange il cuore a dare questo voto, ma Daniel questo fine settimana non ha fatto vedere la grinta che tutti conosciamo. Sempre un passo indietro rispetto a Verstappen. Ha portato a casa punti importanti (con un quinto posto) dopo il disastro di Baku, ma ci piace vederlo alle prese con i suoi sorpassi selvaggi, molto più aggressivo di così.

KIMI RAIKKONEN: KARMA
Io ragazzi al karma ci credo, parecchio. Kimi poverino, luce dei miei occhi, sto aspettando da un po’ che questo benedetto karma giri in tuo favore. O quando sei in Finlandia ti diverti a sterminare Alci, oppure vedrai che prima o poi questa sfiga perenne smetterà di abbattersi su di te. Dico davvero. Almeno spero.

ROMAIN GROSJEAN: 0
No io ci provo tutte le volte a non dare degli 0 ma non esiste altro voto al mondo da poter dare al pilota Haas. Gli errori ci stanno, figuriamoci, se no a questo punto Stroll sarebbe già stato decapitato un paio di volte. Il problema del francesino è che, prima di tutto, non è mai colpa sua, anche quando è palesemente solo colpa sua. Seconda cosa, un conto è sbagliare, un conto è diventare pericolosi per gli altri: dare gas in testa coda come ha fatto lui è da veri e propri pazzi. (E per fortuna Gasly e Hulkenberg non si sono fatti niente).

GOMME: SV
Ormai mi fischiano le orecchie quando sento, anche solo di sfuggita, la parola complotto.
Su queste gomme Pirelli, quattro millimetri più sottili, c’è stato un gran polverone ma andiamoci piano con insinuazioni e catastrofismi. Alle scuderie non sta bene la scelta presa? Esiste la FIA per questo. Stanno 1343 giorni ai box Ferrari per controllare i nuovi specchietti, figuriamoci se non possono occuparsi di questo caos. Vettel ha perso la sua posizione per un errore di strategia al muretto e per un pit stop troppo lungo, Hamilton ha ritrovato il ritmo  in un ambiente sempre ideale per le Mercedes. BASTAAAAAAAA.

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