BOX BOX BOX – le pagelline del Gp di Malesia

Dopo il Gran Premio della Malesia ho capito parecchie cose dalla vita e ho cercato di riassumerle in queste pagelline: per esempio che i tombini possono volare, o che il 34 può essere un numero davvero grande ma soprattutto che la sfortuna non è poi così cieca perché il rosso sembra vederlo benissimo.

Max Verstappen – voto: 10. Ha fatto tutto giusto, il ragazzino. È partito forte, ha superato senza troppi problemi un campione come Hamilton, ha portato a casa la sua seconda vittoria in carriera e soprattutto, cosa per niente scontata data la sua stagione, è riuscito a concludere la gara. La Red Bull sembra finalmente essere tornata competitiva e il neo ventenne lo ha dimostrato diventando l’ultimo Re della storia del Gran Premio di Malesia. Sarà anche una mina vagante ma se di lui si parla tanto, anzi diciamo che di lui si parla sempre, forse un motivo c’è. E bravo Max!

Sebastian Vettel – voto: 25. Come i punti che avrebbe potuto ricevere domenica in caso di vittoria. Un mondiale si vince con una macchina potente e un pilota talentuoso ma credo proprio che Sebastian quest’anno sia l’esempio perfetto per ammettere una volta per tutte che dai, ci vuole anche la giusta dose di fortuna (come se la lezione del buon Felipe nel 2008 non fosse bastata a noi ferraristi).

La settimana scorsa è uscito in partenza, sabato non ha potuto correre le qualifiche, domenica è dovuto partire ultimo e come se non bastasse dopo una rimonta da cardiopalma si è incidentato con Stroll a Gran Premio finito forse compromettendo il cambio per la prossima gara. Boh non so, l’asteroide quando cade?

Per il Gp che ha disputato partendo ultimo e arrivando quarto si meriterebbe un 10 pieno ma il numero dei campioni in Formula 1 è il 25, l’unico che conta davvero. Adesso i punti sono tanti e le gare sono poche ma Vettel ha lo sguardo agguerrito di chi alla fortuna non ci crede e la testa alta di chi vuole scalare una montagna insormontabile.

Daniel Ricciardo – voto: 8. Anche domenica Danielone ha portato a casa il risultato. Con la grinta, il sorriso e delle staccate che solo lui sa fare. Non è stato all’altezza del suo giovanissimo compagno di squadra e neanche la strategia lo ha particolarmente aiutato ma l’australiano ha dimostrato ancora una volta di essere un mix vincente di talento e simpatia.

Lewis Hamilton – voto: 6. Ha fatto il suo dovere ma con lo sguardo un po’ spento di chi sa di non aver dato il massimo. Sul podio si dice contento di aver guadagnato altri punti su Vettel ma a tutti resta il punto interrogativo di che cosa sarebbe successo all’inglese con una Ferrari in prima fila con cui competere davvero. Imprendibile come sempre in qualifica ma facilmente sorpassabile in gara. Forse si è adagiato sugli allori o forse stava ancora pensando al video contro Trump che ha pubblicato venerdì su Instagram.

Ferrari (e Kimi Raikkonen) – voto: rimandati. Ok l’incidente da incubo in prima curva a Singapore, ok Vettel che parte ultimo domenica, ok anche Kimi che manco parte. Ma ragazzi giuro che se in Giappone si continua con il pacchetto “mille modi per perdere un mondiale” a me viene un esaurimento per davvero.

Errori su errori oltre che sfortune su sfortune. È il momento di reagire e lottare per poter dire di averci almeno provato.

Fernando Alonso – voto: 5. Una volta che non ti si rompe la macchina, Nando, il talento lo lasci a casa?

Ha preso la paga dal giovane compagno di squadra Stoffel Vandoorne e ha bloccato la strada alla rimonta di Vettel (da doppiato). È la prima volta che il pilota spagnolo delude più della sua monoposto arancione. Fernando resta l’eroe di un’intera generazione di piloti ma il dubbio a questo punto della stagione sale: rinnovo o pensione?

Kevin Magnussen – voto: 3. Spero che questo ragazzone danese possa correre in Formula Uno per il resto della sua vita. Insulta tutti e tutti insultano lui. Gli piace tantissimo prendere a sportellate gli avversari e sembra avere una predilezione per le parolacce poetiche. Difficile capire quando sia in forma e quando non lo sia però gli vogliamo tutti bene così. Hulkemberg, Palmer e Alonso un po’ meno credo.

Gran Premio di Malesia – voto: 1000. Ci sono circuiti vecchi, lunghi, noiosi, senza possibilità di sorpasso. Ma in Malesia no, in Malesia si supera eccome e quest’ultima gara ne è stata l’esempio perfetto. Ci dispiace dire addio a un posto che ha visto Michael Schumacher vincere il suo primo mondiale Ferrari, che ha visto Hamilton urlare disperato per la rottura del suo motore ma soprattutto a un luogo dove volano tombini e i commissari puliscono l’asfalto nel modo più bello e più divertente che si sia mai visto. Ci mancherai Malesia!

Toro Rosso (e Red Bull) – voto: 0. Daniil Kvjat non è mai stato un ragazzo facile da gestire e nel corso della sua breve carriera ha causato un numero considerevole di incidenti. Insomma un russo con la passione per gli autoscontri che non deve aver capito benissimo le regole di questo sport ma comunque un ragazzo con tante sperante e ambizioni. L’anno scorso, dopo aver causato alcuni incidenti piuttosto divertenti, è stato retrocesso dalla Red Bull alla Toro Rosso senza grandi cerimonie. E niente, come succede in una di quelle barzellette tragicomiche il giovane pilota è stato nuovamente retrocesso poco prima del Gp di Malesia lasciando il sedile al talentuoso Pierre Gasly (voto: 8).

Siamo tutti d’accordo sul fatto che un campionato importante ed elegante come la Formula Uno non fosse proprio il posto giusto per questo Torpedo ma il comportamento di entrambe le scuderie si è rivelato una mancanza di tatto ai danni del pilota russo. Come ciliegina sulla torta il nuovo arrivato ha portato a casa una prestazione notevole e la vittoria del Gp è andata a Verstappen, reo di avergli fregato il posto in Red Bull appena un anno fa.

Lo psicologo a questo punto glielo dovrebbe pagare la FIA, povero Daniil.

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