BOX BOX BOX – le pagelline del Gp del Bahrain

Una risposta a quelli che dicono che la Formula 1 di oggi è noiosa. Io sto ancora respirando in un sacchetto per riprendermi dagli infarti ripetuti che il Gp del Bahrain mi ha recentemente causato. Quindi tento di scrivere le mie pagelline, in cui ci saranno parecchi voti altissimi e parecchi bassissimi, perché non esiste via di mezzo dopo una giornatina così.

GP DEL BAHRAIN: 10
In Bahrain si può superare, e tanto anche. La gara in notturna con illuminazione artificiale e fuochi d’artificio nel finale è uno spettacolo bellissimo. L’asfalto caldissimo e la temperatura desertica mettono i piloti a dura prova anche a livello fisico. Già di per sé è una tappa del mondiale che regala enormi emozioni. Cosa chiedere di più? Beh, semplicemente quello che abbiamo visto domenica.
Sorpassi, lotte vere, staccate, strategie differenziate, qualche dramma che mantiene alta la tensione, una vittoria sofferta, una sfida all’ultimo giro, un mondiale aperto sia tra i top team che tra le altre scuderie. Questo Gp ragazzi non ha fatto addormentare nessuno, è stato semplicemente bellissimo.

SEBASTIAN VETTEL: 10
Pole position, ottima partenza, vittoria portata a casa. Il tedesco ha festeggiato il suo duecentesimo Gran Premio in Formula 1 con un primo posto che ricorderà sicuramente. Doveva essere una gara semplice ma è stata tutto tranne che semplice, doveva essere tutto deciso invece si è conclusa con un attacco all’ultimo giro ma soprattutto doveva essere su due soste e alla fine il buon Sebastiano si è ritrovato a concludere il Gp come Saetta McQueen alla fine della Piston Cup di Cars (citazione per i più acculturati).

Una vittoria per il team rosso, che suda sangue per tutto l’anno e che rischia sempre (anche fisicamente). Grande lavoro, grande passione, grande cuore.

PIERRE GASLY: 10
Tutti sempre concentrati sul giovane talento Verstappen, esaltato e adorato come il nuovo Senna nonostante gli errori tipici di un pilota inesperto, ma nessuno che guarda con attenzione nelle retrovie.
Dopo il Bahrain però è impossibile non parlare del piccolino di casa Toro Rosso, Pierre Gasly, che ha conquistato un quarto posto eccezionale. A Faenza devono avergli già dedicato un paio di vie e una scuola mentre ai box erano così contenti che è stato impossibile non emozionarsi con loro. Ottima vittoria per l’altra Italia della Formula 1 e ottimo risultato anche per la Honda, che forse forse qualcosa ha capito.
Per oggi ho finito con i 10, giuro.

Un post condiviso da Scuderia Toro Rosso (@tororosso) in data:

KIMI RAIKKONEN: 8
Questo mondiale per lui è cominciato bene, meglio di quanto chiunque si sarebbe aspettato, con una grinta che negli occhi del finlandese non si vedeva più dal 2007. Speriamo solo che dopo la domenica disastrosa the ice man non perda la voglia di far bene. I punti persi ieri a causa del suo ritiro sono tanti ma fortunatamente il meccanico coinvolto nell’incidente, Francesco Cigarini, è stato operato nella notte di domenica e ha già ringraziato le tante persone che gli sono state vicine dopo l’infortunio.
È la faccia del motorsport che non si vede mai, quella di chi rischia senza mettersi al volante, quella resa bella dall’affetto sincero soprattutto nei momenti davvero importanti. I punti si recuperano, Kimi, testa bassa e lavorare.

LEWIS HAMILTON: 7
Il Dio della Formula 1 questo weekend non si è fatto vedere. Venerdì piatto, sabato piatto, domenica piatta.
Lo abbiamo visto solo quando ha pensato di superare in staccata tre monoposto in un colpo, con un gesto da manuale, ma poi lo abbiamo perso di nuovo.
Non che abbia fatto grandi errori o altro, sia chiaro, ma il Re non è semplicemente stato a livello delle aspettative. Che fosse imbronciato dalla penalità in griglia? Che la sua W09 non sia così superiore rispetto alle altre come vorrebbe lui?
Questo non ci è dato saperlo ma senza dubbio quella macchina da guerra di Lewis raccoglierà i cocci di un terzo posto comunque positivo e li porterà in Cina con uno spirito diverso.

RED BULL & MAX VERSTAPPEN: 0
L’avevo detto che non avrei avuto tanti mezzi termini. Dai ragazzi ma per favore, cosa gli diamo se non un bello 0? Si sono proclamati, ai test di Barcellona, come i favoriti per una lotta con Mercedes e Ferrari a livello mondiale. Ma tra i problemi di Ricciardo e le boiate clamorose di Verstappen c’è poco da lottare qua.
A Daniel non posso dare voto, povera la mia stella, perché è succube di quello che succede alla sua monoposto. Il commento post gara – “Questo sport a volte di prende il cuore e te lo strappa” – detto da un ragazzone sempre sorridente, mi ha fatto venire i lacrimoni agli occhi. (Ma lo sapete che ho un debole per lui).
Al piccolo della casa del Toro un voto però glielo do eccome, ed è anche bello basso. Ha fatto un guaio in Australia, ne ha fatto uno bello grosso in qualifica e poi anche uno in gara. Siamo abituati alla sua guida aggressiva, alle sue uscite di scena causate da qualche incidente in cui, colpevole o meno, è sempre coinvolto, ma così è un po’ troppo. Anche perché, in fin dei conti, i punti poi non li porta a casa.
In Red Bull avrebbero bisogno di capire come si gestiscono i ragazzi perché a livello di crescita personale non sono proprio ferrati. Da quando gli hanno fatto firmare un contratto triennale, urlandogli “Crediamo in te e non ci interessa nessun altro (Ricciardo compreso)”, il ragazzo colleziona errori.
Umiltà Max, e ricorda che a volte puoi anche prenderti la colpa di quello che succede, non muore nessuno.

FERNANDO ALONSO: UNA MACUMBA IN OMAGGIO
Sono felicissima per la Toro Rosso e il quarto posto di Gasly, ci mancherebbe. Ma io mi chiedo, me lo chiedo davvero, come sopravvive Alonso?
Per tre lunghissimi anni il buon Fernando ha spinto il suo motore Honda alla fine di ogni singolo Gp a furia di smadonnate e adesso che la McLaren si decide a cambiarlo, e rifilarlo alla Toro Rosso, improvvisamente la monoposto si porta ai piedi del podio.
E Nando con il suo motore Renault? Non va oltre il settimo posto.
Vi prego se qualcuno sa qualcosa di magia nera fategli un rito purificatore, una macumba, un voodoo. Liberatelo dalla maledizione della sfiga perenne perché ha fatto parte del team #maiunagioia per troppo tempo.

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