Alex Schwazer presenta un dossier sull’incredibile storia e su come vogliano impedirgli di partecipare ai giochi

Una domanda mi viene in mente da tante settimana ma chi ha paura di Alex Schwazer e di Sandro Donati, la risposta è nelle parole della interessantissima conferenza stampa andata in scena oggi a Vipiteno.

Alex dichiara: “Continuo ad allenarmi duro in questi giorni perché per vincere alle Olimpiadi non c’è bisogno di doping, non ho bisogno della giornata di grazia, non mi sono dopato, la provetta potrebbe esser stata manipolata. Siamo in attesa del termine della scadenza per le Olimpiadi, voglio solo concludere che se tra un anno mi daranno ragione non me ne frega niente, io sono nettamente il migliore nella mia disciplina e mi alleno così da 4 anni.  Io non mi sono dopato, quindi  o qualcuno mi ha dato di nascosto la sostanza, o la provetta è stata manipolata. ”

Il legale di Alex Schwazer, Gerhard Brandstatter, ha chiesto che sia fatto l’esame del DNA sul campione di urina costato la sospensione all’altoatesino. L’avvocato ha inoltre annunciato che è stato presentato un esposto in procura con l’ipotesi di frode sportiva e stiamo preparando il  ricorso al Tas di Losanna, con le prove che abbiamo non abbiamo certo paura di una battaglia legale che sarebbe molto lunga ma l’obbiettivo di Alex e’ di partecipare alle Olimpiadi di Rio e faremo di tutto per chiarire la situazione.
Ha preso la parola anche un Sandro Donati visibilmente molto segnato da questa situazione  che dichiara : e’ evidente la volontà di spazzare via un atleta serio ed un lavoro mio e suo, voglio rivolgermi a quella parte della Iaaf che non è stata colpita dalla corruzione, in primis a Sebastian Coe, dicendo che deve segnare la differenza tra il prima e il dopo e come lui anche quelli là dentro.

In precedenza Donati ha anche attaccato Maurizio Damilano, io so che Damilano si è opposto fin dall’inizio addirittura all’organizzazione del campionato del mondo a Roma perché lo riteneva non opportuno e sono  in grado di indicare molti atti di ostilità che sono venuti anche dal fratello Sandro, dicendo che un atleta squalificato per doping sì aveva il diritto di rientrare ma non di essere portato in nazionale o partecipare alle Olimpiadi. Damilano dovrebbe ricordare la sua storia personale, potrebbe  ricordare la partecipazione alle attività della Federazione di Francesco Conconi, dovrebbe Ben ricordare che il nome del fratello è inserito in un file per il quale i periti del tribunale hanno attestato l’avvenuta somministrazione di EPO.

Quale ruolo ha svolto Thomas Capdevielle, l’antidoping senior manager della Federazione internazionale che, così dice il dossier, nel processo sul doping a Schwazer svoltosi a Bolzano era stato teste a discarico dei medici Giuseppe Fischietto e Pierluigi Fiorella, a loro volta messi sotto accusa dal campione altoatesino? Secondo il dossier del legale di Schwazer, Capdevielle ordinando una seconda analisi avrebbe messo in atto una procedura straordinaria con pochi precedenti. Il dossier avanza anche dubbi sull’anonimato della provetta oggetto delle analisi ed afferma che ci sarebbero stati numerosi punti oscuri nel viaggio compiuto dal contenitore dal momento del prelievo a quello dell’analisi, come non è stato usato un trasportatore ufficiale, non c’è la certificazione di chi e quando la provetta sia stato consegnato.

In questa vicenda sembra molto evidente, c’è stata una ingerenza esterna molto forte, sembra infatti molto molto strano che una analisi negativa dopo cinque mesi è stranamente diventata positiva, forse qualcuno sapeva.

Al dossier sono allegate due perizie: una dell’olandese Douw de Boer e l’altra di Giuseppe Pieraccini di Firenze entrambi i dottori ipotizzano che sembra evidente esserci  stata una manipolazione per mettere in dubbio la credibilità dell’allenatore di Schwazer, Alessandro Donati.

Ricordiamo per chi non si ricorda che Sandro Donati nel 1987 aveva denunciato un caso di doping dentro la nazionale Azzurra da quel momento è stato allontanato dalla federazione di Atletica e da allora lotta contro il doping.

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Andrea Schiavina
Nato a Bologna il 19/06/1965 titolo di studio Geometra, sport praticati a livello agonistico Nuoto, Pallanuoto, Football americano e Tennis. Appassionato di sport in genere, sono osservatore di calcio professionista, collaboro con Radio Nettuno, Abito a grizzana Morandi in provincia di Bologna sposato

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